Date di esistenza: sec. XVI seconda metà - 1808
1814 - 1865
Intestazioni:
Cancelleria di Lucignano, Lucignano (Arezzo), sec. XVI - 1865, SIUSA
Nella seconda metà del Cinquecento, in accordo con la politica di riforma e di accentramento dello Stato perseguita da Cosimo I, gli uffici dei Cinque conservatori e degli Otto di pratica furono aboliti e sostituiti da un solo organo, i Nove conservatori del dominio e della giurisdizione con ampie competenze di controllo in materia fiscale e giurisdizionale sui comuni e, dal 1561, anche sui luoghi pii laicali del dominio. Tale ampiezza di competenze e poteri, impossibile a gestirsi direttamente da Firenze, venne allora esercitata assegnando a ciascun comune o a gruppi di comuni un funzionario, con il titolo di cancelliere, che ereditava così le funzioni del primitivo notaio attuario dei comuni e quelle del cancelliere rappresentante dei Cinque conservatori, alle quali si aggiunsero le funzioni previste dall'istituzione del Magistrato dei Nove. Le competenze e le funzioni dei cancellieri vennero regolamentate in via definitiva una prima volta nel 1575, una seconda volta, con maggiore ampiezza, nel 1635. Anzitutto il cancelliere garantiva con la sua presenza e il suo controllo la regolarità e la rispondenza alle norme di legge di tutti gli atti e le scritture prodotti dagli organi e dagli uffici dei comuni; inoltre doveva tutelare gli interessi e le entrate degli enti stessi per evitare frodi e concussioni. Infine era responsabile della sorveglianza dei confini territoriali fra i comuni e riceveva per via gerarchica le liti e le controversie fra gli enti sottoposti alla sua tutela e altri enti o privati, trasmettendone gli atti ai Nove. Nel 1769, abolito il Magistrato dei Nove, i cancellieri passarono alle dipendenze della Camera delle Comunità, Luoghi Pii, strade e fiumi, mantenendo le medesime competenze.
Nel 1808, all'indomani dell'occupazione francese, le cancellerie vennero soppresse per essere ricostituite con la Restaurazione con competenze sostanzialmente simili. Con il passare degli anni tuttavia le cancellerie assunsero un ruolo sempre più orientato verso la materia fiscale, sino a che, a seguito della Legge del 9 marzo 1848 vennero sostituite da Cancellerie del Censo con competenze soprattutto in materia di catasto (conservazione dei registri immobiliari, esecuzione degli atti relativi alle volture, compilazione dei dazzaioli). Il cancelliere continuava ad esercitare nei confronti delle comunità le funzioni di custode degli archivi comunitativi e di consulenza giuridica. Il controllo sugli atti finanziari e deliberativi dei comuni e delle opere laicali passò alle Prefetture o, per certi atti, al Ministero degli Interni.
La cancelleria di Lucignano funzionò fino al 1784 quando ne venne sancita la soppressione, riconducendo la Comunità alle competenze del cancelliere di Foiano, con l'insediamento però di un vicecancelliere residente, cosa che evitò il trasferimento dell'archivio. La Restaurazione previde nuovamente la cancelleria di Foiano con la consueta competenza, estesa anche al comune di Marciano e a quello di Lucignano, servito da un aiutocancelliere. Fino al 1825 la cancelleria di Foiano dipese dalla Camera di soprintendenza comunitativa di Firenze, per passare poi sotto quella di Arezzo istituita appunto in quell'anno. Nel 1838 la comunità di Lucignano passò sotto la giurisdizione del cancelliere di Monte San Savino, con l'abolizione della residenza di Lucignano per l'aiutocancelliere, la qual cosa provocò il trasferimento a Monte San Savino di tutta la documentazione archivistica. Dopo l'Unità d'Italia, tuttavia, il Comune di Monte San Savino restituì a quello di Lucignano non solo le carte del fondo comunitativo, ma anche quelle prodotte direttamente dal cancelliere.
La cancelleria di Lucignano funzionò fino al 1784 quando ne venne sancita la soppressione, riconducendo la Comunità alle competenze del cancelliere di Foiano, con l'insediamento però di un vicecancelliere residente, cosa che evitò il trasferimento dell'archivio. La Restaurazione previde nuovamente la cancelleria di Foiano con la consueta competenza, estesa anche al comune di Marciano e a quello di Lucignano, servito da un aiutocancelliere. Fino al 1825 la cancelleria di Foiano dipese dalla Camera di soprintendenza comunitativa di Firenze, per passare poi sotto quella di Arezzo istituita appunto in quell'anno. Nel 1838 la comunità di Lucignano passò sotto la giurisdizione del cancelliere di Monte San Savino, con l'abolizione della residenza di Lucignano per l'aiutocancelliere, la qual cosa provocò il trasferimento a Monte San Savino di tutta la documentazione archivistica. Dopo l'Unità d'Italia, tuttavia, il Comune di Monte San Savino restituì a quello di Lucignano non solo le carte del fondo comunitativo, ma anche quelle prodotte direttamente dal cancelliere.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
preunitario
Complessi archivistici prodotti:
Cancelleria comunitativa di Lucignano (fondo)
Redazione e revisione:
Procopio Assunta, 2005/10/10, prima redazione

