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Comune di Bellizzi

Sede: Bellizzi (Salerno)
Date di esistenza: 1990 -

Intestazioni:
Comune di Bellizzi, Bellizzi (Salerno), 1990 -, SIUSA

Il toponimo Bellizzi, assente sia nel dettagliato Apprezzo dello Stato di Montecorvino del 1717 che nel Catasto onciario del 1753, è presente nel Catasto provvisorio del 1827. Si può plausibilmente sostenere che il toponimo Bellizze, già attestato durante il settennato murattiano (1808-1815), non dovrebbe essere anteriore al regno di Ferdinando IV di Borbone (1759-1806).
Nonostante l'assetto generale, due singolari circostanze sono all'origine di quel circoscritto mutamento territoriale che promuoverà, prima la nascita del toponimo Bellizze e poi, seppure lentamente e unitamente a susseguenti fattori politici e socio-economici, il suo decollo abitativo: la passione venatoria di Carlo III di Borbone e di suo figlio Ferdinando IV e, successivamente e in subordine, il pellegrinaggio culturale a Paestum. Infatti, il dilagare di una nuova sensibilità estetica, a fine Settecento, induce l'intellettualità e l'aristocrazia europea a visitare i templi pestani, descritti da Winckelmann. In tal modo, per un motivo decisamente futile, la passione venatoria dei Borboni, un segmento della via regia per la Calabria ricostruita durante il vicereame spagnolo sul tracciato dell'antica via Popilia che iniziando a Capua (attraverso Salernum, Picentia ed Eburum) collegava la via Appia con Reggio Calabria diviene "un veicolo di civiltà". Il decollo viario e la rigeneratrice eversione della feudalità (1806), che da secoli opprimeva la popolazione meridionale, promuovono gradualmente una serie di operazioni imprenditoriali che consentono al territorio di Bellizzi di diventare, all'indomani dell'unificazione nazionale, scalo ferroviario e dodicesima frazione di Montecorvino Rovella.
Fino al 1929 Bellizzi, figlia di Montecorvino Rovella, era costituita da tre case sull'incrocio delle quattro vie diramanti verso la Calabria, Salerno, Montecorvino Rovella, e lo scalo ferroviario, punto di smistamento del pendolarismo bracciantile agricolo che dalle zone collinari delle altre frazioni del Comune, di Montecorvino Pugliano e Giffoni Valle Piana, servendosi dell'unico mezzo di trasporto allora consentito e previsto per la mano d'opera, il carretto trainato dai cavalli, si dirigeva e distribuiva nella piana fino alle vicinanze del mare.
Dal '29 la cittadina cresceva; il crocevia si attestava sempre di più come punto di riferimento alla vita e le case nascevano numerose. Successivamente, divenne meta di lavoratori provenienti dalle zone limitrofe, soprattutto da Montecorvino Rovella.
All'inizio del 1963 il territorio di Bellizzi veniva a trovarsi al centro di un apparato cantieristico, in quanto si dava corso ai lavori per la realizzazione dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Da quel momento c'è uno sviluppo, smodato ed incontrastato, dell'edilizia che contribuisce a modificare l'assetto del territorio, da rurale ad urbano, senza la predisposizione di nessuno strumento urbanistico.
Negli anni 80 il "Comitato Promotore per Bellizzi Comune Autonomo" intraprese l'iniziativa di avviare il processo di autonomia amministrativa per Bellizzi; nonostante le molte difficoltà, superate anche grazie alla solidarietà ed al consenso di tutte le forze politiche e sociali, si giunse ad un referendum, il 24 aprile 1988, attraverso il quale si diede il via all'operazione per realizzare "Bellizzi, Comune autonomo", costituito, poi, con Legge regionale della Regione Campania, n. 1 del 2.1.1990.
Il primo febbraio 1990 nasce ufficialmente il Comune di Bellizzi.


Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale

Soggetti produttori:
Comune di Montecorvino Rovella, collegato

Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -

Complessi archivistici prodotti:
Stato civile del Comune di Bellizzi (fondo)


Redazione e revisione:
de Pascale Giovanna- direzione lavori Sessa, 2005/11/17, prima redazione


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