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Comune di Montale

Sede: Montale (Pistoia)
Date di esistenza: sec. XIV -

Intestazioni:
Comune di Montale, Montale (Pistoia), sec. XIV -, SIUSA

Altre denominazioni:
Podesteria di Montale e Lega di Agliana, 1401 - 1775
Comunità di Montale, 1775 - 1808
Mairie di Montale, 1808 - 1814
Comunità di Montale, 1814 - 1865

Nel 1401, con la definitiva sottomissione del territorio Pistoiese a Firenze, Montale divenne sede di un giusdicente civile e, con le podesterie di Serravalle, Larciano e Tizzana, fu inserita nell'allora istituito Capitanato di Pistoia. Già nei primi anni del '400 troviamo la podesteria risulta formata dalle due leghe di Montale e di Agliana: la prima comprendeva nel proprio territorio i comunelli di Montale, Luicciana, Treppio, Torri, Fossato e Val di Bisenzio; la seconda le parrocchie di San Niccolò, San Michele e San Piero e i popoli di Settola e di Moso. Ciascuna lega era dotata di propri statuti.
Massimo organismo rappresentativo della Podesteria era un consiglio di 40 membri di cui 20 del comune di Agliana, 10 di quello di Montale, 4 di Luicciana e rispettivamente 2 di Treppio, Torri e Fossato. Il Consiglio si radunava nell'abitazione del Podestà, dietro convocazione dello stesso, ed aveva pieno potere sulle questioni inerenti la vita delle comunità ed in particolare sulla suddivisione delle spese locali e dei carichi fiscali imposti da Firenze. I consiglieri duravano in carica sei mesi e non erano immediatamente rieleggibili. Vi erano poi un vicario, un sindaco o procuratore, un messo ed un camarlingo, ognuno in carica per sei mesi. Il Podestà, di nomina fiorentina ed in carica per sei mesi, doveva agire per tutte le questioni amministrative ed organizzative della podesteria. Nel 1413 venne introdotta la figura del "notaius et cancellarius" incaricato di tenere le scritture e di redigere gli atti. In quello stesso anno il Consiglio fu ridotto a 16 membri dei quali 8 di Agliana, 4 di Montale, 2 di Luicciana e 2 da suddividersi fra Treppio, Torri e Fossato. Nel corso del XVI secolo, con la formazione di nuovi comunelli rurali e la crescita demografica di quelli già esistenti, la Podesteria vide ingrandirsi il proprio territorio: nel 1573, anno a cui risale il più antico registro di deliberazioni rimasto, la Lega di Montale risulta formata dai comunelli di Tobbiana, Colle e Fognano, Catugnano, Badia, Pieve, Iandaia, Treppio, Fossato, Torri, Lucciana, Migliana e Usella, mentre il territorio delle Lega di Agliana appare invariato. Al vertice del sistema politico istituzionale erano il Consiglio di Podesteria di Montale ed il Consiglio della Lega di Agliana, formati ciascuno da un rappresentante per comunello, denominato vicario, e presieduti dal Podestà. I consigli si riunivano separatamente, salvo in occasione della ripartizione delle contribuzioni fiscali. Il vicario, rettore amministrativo e politico, era incaricato di vigilare sulle possibili trasgressioni alle leggi e di tutelare le terre contro di "danni dati". I vicari esercitavano inoltre la funzione di camarlinghi ed avevano l'incombenza di riscuotere tutte le entrate e di effettuare i pagamenti. Ciascuna delle due leghe disponeva poi di un camarlingo generale, di un depositario dei pegni e un messo. Vi era inoltre un sindaco, unico per tutto il territorio d eletto a turno dalle due leghe, con il compito di eseguire assieme al podestà le periodiche visite dei confini e di accogliere le lagnanze dei sudditi in occasione della "messa a sindacato" dell'operato del podestà. Ulteriori riforme nell'assetto amministrativo si ebbero a seguto della promulgazione degli statuti del 1633.
Con il regolamento particolare del 7 giugno 1775 fu costituita la nuova Comunità di Montale nella quale vennero riuniti i comunelli della Podesteria di Montale (Pieve al Montale, Badia al Montale, Iandaia, Catognano, Colle e Fognano, Tobbiana, Treppio, Fossato, Torri, Luicciana, Cantagallo, e Luogomano, Migliana, Usella) e della Lega di Agliana (San Niccolò a Agliana, San Michele a Agliana alias Vacchereccia, San Piero a Agliana, Settola, Moso). Al vertice della comunità era il Magistrato Comunitativo, organismo composto dal Gonfaloniere e da cinque priori eletti per tratta tra tutti i possidenti descritti nei "libri o catasti d'estimo" dei comunelli. Vi era poi un Consiglio Generale, composto dai rappresentanti, uno per ciascuno, dei diciassette comunelli ed estratti dal altrettante borse. Gli eletti, sia per il Magistrato che per il Consiglio, non potevano avere meno di trent'anni e duravano in carica per un anno. Le sedute erano considerate legali solo in presenza di due terzi dei componenti e le deliberazioni venivano formalizzate solo se avevano ottenuto i due terzi dei voti dei presenti. La Comunità era sottoposta al controllo amministrativo-contabile della Camera delle Comunità, Luoghi Pii, strade e fiumi di Firenze.
A seguito del decreto della Giunta Toscana del 22 agosto 1808, che stabiliva la nuova organizzazione amministrativa del territorio, Montale divenne sede di una Mairie compresa nel Dipartimento della Prefettura dell'Arno e nel Circondario della Sottoprefettura di Pistoia. Un'altra deliberazione della suddetta Giunta, di poco sucessiva, regolò le funzioni delle nuove strutture municipali. Tale regolamento prevedeva l'elezione dei maire da parte dell'imperatore nei municipi con più di cinquemila abitanti. Il maire, coadiuvato da uno o più aggiunti, svolgeva la funzione di capo e rappresentante del comune ed oltre ad avere vari incarichi amministrativi e di polizia, presiedeva il Consiglio comunale. Il Consiglio si riuniva una volta all'anno in occasione della discussione del rendiconto e delle decisioni in materia di imposizioni fiscali. Durante il periodo della dominazione francese Montale perdette i territori di Cantagallo, Fossato, Luicciana, Luogomano, Torri, Greppio, e Usella. Con la restaurazione venne ripristinata la Comunità. Con la restaurazione la Comunità di Montale venne ripristinata e con il Regolamento emanato il 16 settembre 1816 vennero riconfermati i principali uffici comunitativi, in particolare Magistrato e Consiglio. La nomina del gonfaloniere non avveniva però più per tratta, ma era riservata al sovrano su proposta del Soprintendente generale della Comunità. Il Gonfaloniere era il capo riconosciuto della comunità ed aveva funzioni di controllo dell'attività amministrativa e finanziaria e del buon mantenimento delle strade comunali, nonché la responsabilità, tramite il giusdicente locale, della quiete e della sicurezza pubblica. Il Gonfaloniere era autorizzato a corrispondere con il Governo tramite il Provveditore della Camera delle comunità e il Presidente del Buon Governo. Priori e consiglieri, di età non inferiore ai 25 anni, continuarono ed essere nominati per tratta. Uniche incombenze affidate al Consiglio, e comunque di concerto col Magistrato, erano quelle relative all'elezione dei Deputati al reparto della tassa familiare, degli impiegati comunitativi, dei medici e chirurghi e quelle relative ai provvedimenti di apertura di nuove strade.
Al Magistrato Comunitativo spettavano invece l'approvazione del bilancio di previsione e del rendimento di conti ed in particolare l'elezione del camarlingo della comunità.
Il nuovo Regolamento comunale del 20 novembre 1849, varato sulla spinta dei moti liberali verificatisi nel Granducato, attibuì al Consiglio Comunale il potere deliberativo e al Gonfaloniere e Priori quello esecutivo. Il Consiglio era eletto dai contribuenti e tra i suoi compiti vi erano l'approvazione dei carichi impositivi, le delibere di accoglimento dei bilanci preventivi e dei conti consuntivi, l'elezione di una commissione incaricata di sindacare l'operato di gonfaloniere e camarlingo, le nomine ed i licenziamenti degli impiegati e la determinazione dei loro stipendi. Il Consiglio eleggeva inoltre fra i propri membri il Collegio dei priori. Il Gonfaloniere durava in carica quattro anni ed era scelto dal Granduca tra i membri del Consiglio Comunale. Nel 1853 Lopoldo II ripristinò il sistema precedenti al 1849.
L'istituzione e la regolamentazione degli organi comunali a seguito della legge 20 marzo 1865 n. 2248 segnò la nascita del moderno comune di Montale.


Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
preunitario
ente pubblico territoriale

Profili istituzionali collegati:
Comunità (Granducato di Toscana), 1774 - 1808
Mairie (Impero francese), 1805 - 1814
Comunità (Granducato di Toscana), 1814 - 1865
Comune, 1859 -

Complessi archivistici prodotti:
Comune di Montale (fondo)


Redazione e revisione:
Pagliai Ilaria, 2005/06/16, prima redazione
Taglioli Maddalena, 2013/01/25, integrazione successiva


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