Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Indice dei fondi » Complesso archivistico

Colocci Vespucci Honorati Cristina

collezione / raccolta

Altre denominazioni:
Collezione Honorati

Estremi cronologici: 1725 - 1849

Note alla datazione: La datazione si riferisce soltanto alle unità descritte dettagliatamente.

Consistenza: Unità 687: unità 687 in cartelle 57

Storia archivistica: I dati della presente scheda sono stati rilevati nell'ambito del progetto di censimento degli archivi degli architetti marchigiani, avviato il 25 marzo 2003 con un protocollo di intesa tra la Soprintendenza archivistica per le Marche e l'IDAU, l'Istituto Disegno Architettura Urbanistica, poi divenuto DARDUS, dell'Università Politecnica delle Marche. La funzionaria Lucia Megale è la responsabile scientifica del progetto per conto della Soprintendenza.
I risultati del censimento sono stati anche esposti nella mostra documentaria "Archivi di architettura del '900 nelle Marche. Dentro lo studio dell'architetto", allestita nel 2008 a cura dei due istituti presso il Lazzaretto di Ancona e sono stati pubblicati nel 2011 nel volume "L'architettura negli archivi. Guida agli archivi di architettura nelle Marche".
La collezione è pervenuta nel 1938 alla Biblioteca comunale Planettiana di Jesi per lascito testamentario della marchesa Cristina Colocci Vespucci Honorati.
Nell'agosto del 1907, in occasione del trasferimento della biblioteca dal secondo al primo piano del palazzo di famiglia, la marchesa Cristina ritrovò un ingente patrimonio di incisioni e disegni, ben conservati. Fu lei stessa a tracciare, in alcuni appunti datati 21 settembre 1910, un primo bilancio della collezione, costituita da opere di artisti italiani, francesi, nordici, attivi dal XVI al XIX secolo, che ammontava a 3775 fogli sciolti, 1400 riuniti in album, 47 incorniciati. Al momento del passaggio in dono alla Biblioteca jesina, la collezione aveva subito dispersioni e smembramenti tanto che, dei più di 5000 pezzi iniziali, sono rimasti soltanto 1800 incisioni e 687 fra disegni e stampe.
Se a Cristina si deve il merito di aver recuperato e donato la collezione al Comune di Jesi, molti sono i membri della famiglia che hanno mostrato uno spiccato interesse artistico e letterario, fissando la propria residenza tra Jesi e Roma, dove probabilmente la raccolta venne costituita. Infatti sia nel XVII secolo che nel XVIII secolo Roma fu luogo di approvvigionamento di opere d'arte ed è indubbio che gli Honorati si siano rivolti proprio al mercato romano per l'acquisto di opere diverse. Si ha la certezza, dalle carte d'archivio, che nel 1699 un Honorati acquistò dall'Ospizio dei Convertendi ventinove quadri, servendosi dell'esperienza e della consulenza di Giuseppe Grezzi, allora riferimento a Roma per chi avesse voluto allestire una collezione. Bernardino (1724-1807), con molta probabilità, potrebbe essere colui che ha dato avvio alla collezione mentre Gaudenzio (1765-1830), è ricordato da Cristina a proposito della raccolta, poiché "amante di cose d'arte e artista lui stesso".
La collezione si è arricchita nel tempo e, nonostante la varietà dei disegni nelle successive stratificazioni, risultava avere un'individuabile organicità. Nella parte del fondo dei disegni un ruolo principale spetta ancora agli studi architettonici, per lo più riferibili al secondo Settecento e al primo Ottocento, tra Rococò e Neoclassicismo, i cui autori sono rintracciabili in ambito romano o marchigiano, come nel caso di Carlo Marchionni, di alcune figure della cerchia di Valadier o di Andrea Antaldi.


Descrizione: La collezione contiene 687 fra disegni e stampe. Soltanto 47 sono firmati e sono attribuiti agli architetti Andrea Antaldi, Giuseppe Marini, Ciriaco Santini, Carlo Marchionni, Enrico Brunetti, Giuseppe Soli, Domenico Costa, Alonso Sanchez De Luna, Francesco Naccone, Vincenzo Balestra, Matteo Tommasoni, Giovanni Nicola Grilli; ne segue la descrizione dettagliata, che riprende l'ordine di pubblicazione nella guida a stampa.

- Andrea Antaldi (disegni 9, 1806)
1. Palazzo dell'Imperiale, facciata principale del palazzo, 1806, Villa Imperiale di Pesaro;
2. Palazzo dell'Imperiale, facciata del cortile dalla parte del vestibolo e degli appartamenti, 1806;
3. Palazzo dell'Imperiale, spaccato per lungo di tutta la fabbrica segnato in pianta, 1806;
4. Veduta dell'Imperiale presa dalla strada di Urbino;
5. Pianta dei sotterranei, 1806;
6. Pianta del piano nobile, 1806;
7. Pianta del secondo piano, 1806;
8. Pianta dell'ultimo piano, cioè della terrazza e giardino, 1806;
9. Facciata del cortile dalla parte dell'ingresso dei bagni, 1806.

- Giuseppe Marini (disegni 15, s.d.)
Condizionati nelle cartelle D 25, D 38, D 45, D 50, D 89:
1. Composizione con sarcofago, epigrafe e colonna spezzata;
2. Pianta, prospetto e spaccato della chiesa di Santa Maria del Portone (prima della sua demolizione avvenuta nel 1905);
3. Prospetto di un portico formato da quattro colonne con capitello ionico, due arcate cieche ed un'entrata centrale rettangolare;
4. Tempietto circolare (forse di San Pietro in Montorio a Roma del Bramante);
5. Pianta dell'antica torre del palazzo della Signoria di Jesi di Francesco di Giorgio Martini (caduta per problemi statici il 21 febbraio 1657 e non più ricostruita).
6. Prospetto come sopra;
7. Prospetto e sezione sempre del palazzo della Signoria;
8. Pianta, piano terra e primo piano del palazzo;
9. Prospetto del tempietto e sezione del portico che lo circonda;
10. Pianta del tempietto circolare;
11. Pianta del tempio e della piazza;
12. Sezione del tempio e dei sotterranei;
13. Sezione della parte superiore del tempio;
14. Sezione del tempio verso l'entrata;
15. Pianta rettangolare.
Marini nacque nella prima metà del XIX° secolo e si formò come architetto a Roma. Progettò la villa Fontedamo a Jesi di proprietà della famiglia Baldeschi Balleani.

- Ciriaco Santini (disegni 2, 1776-1824)
Condizionati nella cartella D 47:
1. Pianta di un isolato;
2. Disegno a matita/penna a inchiostro nero, rosso e acquarello grigio e verde, mm. 224 x 350 (1776-1824).
L'ingegnere e architetto Santini tra il 1830 ed il 1840 disegnò la nuova Chiesa del Crocifisso di Castelplanio. Tra il 1859 e il 1862 progettò il mercato coperto di Jesi e nel 1866 il cimitero di Monteroberto. Nel 1870 disegnò la nuova chiesa di Santa Maria del Soccorso a Poggio San Marcello.

- Carlo Marchionni (disegni 1, 1725-1786)
Condizionato nella cartella D 1:
1. Disegno a matita/penna a inchiostro bruno relativo allo studio di altare con figure, mm. 440 x 353 (1725-1786).
Carlo Marchionni nacque ad Ancona il 10 febbraio 1702. Fu scultore e architetto, allievo del Bargioni. Nella sua attività si riallacciò all'architettura del Rinascimento con evidenti influssi borrominiani. Fra le sue opere architettoniche si annoverano: la sagrestia della Basilica di San Pietro in Vaticano, il progetto della villa Albani, oggi Torlonia (1746-1763), il caffè della stessa villa a Roma, la chiesa della SS. Annunziata a Messina (1763), la chiesa di San Domenico ed il prolungamento del porto in Ancona. Sempre in questa città gli è stata attribuita la sistemazione di piazza del Plebiscito e, molto probabilmente, il progetto di Palazzo Nembrini. Morì il 28 luglio 1786.

- Enrico Brunetti (disegni 3, 1750-1849)
Condizionati nella cartella D 47:
1. Pianta della cisterna del palazzo pubblico di Bologna, a matita/penna a inchiostro e acquerello grigio, mm. 405 x 352 (1750-1849), firmato in basso a sinistra "Enrico Brunetti convittore del collegio Venturosi/sua firma opera…";
2. Prospetto della cisterna del palazzo pubblico di Bologna, a matita/penna a inchiostro bruno e acquerello grigio, mm. 410 x 354 (1750-1848);
3. Spaccato della cisterna del palazzo pubblico di Bologna, a matita/penna a inchiostro bruno e acquerello grigio e rosa, mm. 408 x 354 (1750-1849).

- Giuseppe Soli (disegni 4, 1790)
Condizionati nella cartella D 85:
1. Pianta e prospetto di un ponte, a matita/penna a inchiostro nero e bruno, mm. 337 x 477 (1790) in basso "pianta prospetto del ponte sul fiume Panaro con i due corpi di guardia […] opera del sig. Giuseppe Soli 1790";
2. Pianta di due piloni e prospetto di un ponte, a matita/penna a inchiostro nero e bruno, mm. 338 x 445 (1790), in basso "Pianta di due piloni laterali addossati alla riva del fiume Panaro nel modenese per fare un ponte […] opera di un certo bolognese/spaccato del ponte";
3. Pianta di una palizzata e prospetto e spaccato di due fabbriche, a matita/penna a inchiostro nero e bruno, mm. 335 x 458 (1790), in basso "Pianta della palizzata prospetto e spaccato di due fabbriche […] sul fiume Panaro […] opera del sig. Giuseppe Soli 1790";
4. Pianta e prospetto di un ponte, a matita/penna a inchiostro nero e bruno, mm. 335 x 460 (1790), in basso "Pianta e spaccato d'un ponte provvisorio […] fatto sul fiume Panaro […] opera dell'architetto del duca sig. Giuseppe Soli nell'anno 1790".

- Domenico Costa (disegni 1, 1770)
Condizionato nella cartella D 45:
1. Pianta di un palazzo, a matita/penna a inchiostro bruno e acquerelli, mm. 385 x 257 (1770), "23 aprile 1770 Domenico Costa".

- Alonso Sanchez De Luna (disegni 1, 1790)
Condizionato nella cartella D 22:
1. Disegno a penna a inchiostro bruno e acquerelli relativo alle carte geografiche delle Paludi Pontine, mm. 548 x 680 (1790), nell'iscrizione in basso sono riportate la data e la firma: "Alonso Sanchez de Luna…dedico l'anno MDCCLXXXX questa copia delle antiche Paludi Pontine".

- Francesco Naccone (disegni 2, 1760)
Condizionati nella cartella D 22:
1. Pianta di San Leo, penna a inchiostro bruno e acquerelli, mm. 650 x 490 (1725-1786), in alto a sinistra sono riportate la data e la firma: "(…) 1760/Francesco Naccone arch.";
2. Pianta e veduta della fortezza di San Leo, penna a inchiostro bruno, nero e rosso e acquerelli, mm. 650 x 421 (1760), in alto a sinistra sono riportate la data e la firma "(…) 1760/Francesco Naccone arch.".

- Vincenzo Balestra (disegni 2, 1790)
Condizionati nella cartella D 87:
1. Pianta di un tempio, a matita/penna a inchiostro nero e bruno, mm. 370 x 540 (1790), in alto è riportata una scritta: "Criduta pianta del tempio di […] a Prenestre antico n. 1 invenzione di Vincenzo Balestra Romano Architetto 1790";
2. Alzato e prospetto di un tempio, a matita/penna a inchiostro nero e bruno, mm. 385 x 542 (1790), in alto è riportata una scritta "Alzato e prospetto del medesimo n. 2".

- Matteo Tommasoni (disegni 1, 1750)
Condizionato nella cartella D 48:
1. Pianta, prospetto e sezione dell'arco di Augusto di Fano, matita/penna a inchiostro nero e acquerelli, mm. 726 x 523 (1750), in basso la firma: "Matteo Tommasoni delin.".

- Giovanni Nicola Grilli (disegni 6, 1750-1799)
Condizionati nella cartella D 25:
1. Prospetto di un complesso architettonico, a matita/penna a inchiostro nero e acquerello grigio, mm. 130 x 225 (1750-1799);
2. Sezione di un complesso architettonico con chiesa, convento e ospedale, a penna a inchiostro nero e acquerello grigio, mm. 170 x 307 (1750-1799);
3. Sezione di un complesso architettonico con chiesa, convento e ospedale, a penna a inchiostro nero e acquerello grigio e rosa, mm. 166 x 313 (1750-1799);
4. Prospetto di una chiesa con convento e ospedale, a penna a inchiostro nero e acquerello grigio, mm. 128 x 252 (1750-1799);
5. Pianta di una chiesa con convento e ospedale, a penna a inchiostro nero e acquerello grigio, mm. 311 x 253 (1750-1799);
6. Pianta di una chiesa e ospedale, a penna a inchiostro nero e acquerello grigio, mm. 306 x 225 (1750-1799). In tutti i disegni, in basso, è riportata la firma: "Gio. Nicola Grilli".


Ordinamento: Nella schedatura sono riportati il titolo originale, la data, la località, il supporto, la tecnica, la scala, le dimensioni, l'oggetto e la vecchia segnatura.

La documentazione è stata prodotta da:
Colocci Vespucci Honorati Cristina

La documentazione è conservata da:
Comune di Jesi. Biblioteca comunale Planettiana


Bibliografia:
L'architettura negli archivi. Guida agli archivi di architettura nelle Marche, a cura di Antonello Alici e Mauro Tosti Croce, Roma Gangemi 2011 (Archivi e Architettura. Percorsi di ricerca, 1), 141-144
S. SANTINI, Jesi. Villa Fontedamo e il suo giardino romantico, in Tradizioni e regionalismi. Aspetti dell'eclettismo in Italia, a cura di L. MOZZONI - S. SANTINI, Napoli, Liguori, 2000
F. MARIANO, "Jesi Città e architettura. Forme e tipologie dalle origini all'Ottocento", Jesi, 1993.
M. NATALUCCI, "La vita millenaria di Ancona", Città di Castello, 1975
M. NATALUCCI, "Ancona attraverso i secoli", Città di Castello, 1960
S. SANTINI, "Jesi. Villa Fontedamo e il suo giardino romantico", in "Tradizioni e regionalismi, Aspetti dell'ecclettismo in Italia", a cura di L. Mozzoni e S. Santini, Liguori ed., s.d.

Redazione e revisione:
Guidi Letizia, 2011, prima redazione
Santolamazza Rossella, 2016/06/13, revisione


icona top