Date di esistenza: 1604 -
Intestazioni:
Confraternita di Maria Santissima del Carmelo di Ruvo di Puglia, Ruvo di Puglia (Bari), 1604 -, SIUSA
La confraternita vide la luce il 15 maggio 1604 per iniziativa di alcuni ecclesiastici e cittadini, ai quali il vescovo Gaspare Pasquali concesse il nulla osta alla fondazione ed all'approvazione delle regole(1). Nello stesso anno al pio sodalizio venne concesso (con un pio legato di tale don Giuseppe Ruta) il beneficio perpetuo dell'utilizzo della chiesa di San Vito. Le regole statutarie vennero poi confermate prima con una breve di Papa Paolo V (23 dicembre 1615) e successivamente con un Decreto di Clemente X (4 settembre 1675).
Lo statuto del 4 settembre 1675 è trascritto nella Platea a firma del notaio Giuseppe Simia: dalla sua analisi si desume quale fosse la struttura organizzativa prevista dalla congregazione. Nel secolo XVIII il regime borbonico produsse un'imponente opera legislativa mirata a riaffermare la laicità delle congregazioni e dei luoghi pii in generale. Ciò ebbe due importanti ripercussioni anche su una confraternita come quella del Carmine, fondata e costituita in buona parte da ecclesiastici, che occupavano importanti cariche direzionali e amministrative. Nel 1752, ad esempio, ben 42 dei 141 consociati erano chierici. Le deliberazioni del rescritto reale del 21 luglio 1753(3), ribadite anche negli anni successivi, ridimensionarono decisamente la presenza degli uomini di chiesa nell'amministrazione delle confraternite e precisarono che gli ecclesiastici dovessero essere sostituiti con i laici nelle cariche ufficiali.
Nel 1761, poi, si prescrisse che i prelati venissero privati di ogni voce (anche passiva) nell'elezione degli ufficiali, venendo persino diffidati dal presenziare alle riunioni per il rinnovo delle cariche amministrative in quanto considerati elementi superflui e disturbatori. Nel 1763 lo statuto fu modificato negli articoli concernenti la figura ecclesiastica del rettore, sostituita con quella laica del priore, e in quelli che regolavano la pratica delle questue (vendita di prodotti della terra per raccogliere offerte), per le quali era necessario chiedere l'autorizzazione regia, rimanendo per il resto immutato. Il regio assenso fu concesso il 30 maggio dello stesso anno.
La congregazione divenne presto la più ricca e influente della diocesi di Ruvo(4), e svolse un ruolo fondamentale di controllo sociale tramite le sue numerose iniziative di assistenza e beneficenza, che non si esaurivano all'interno della pia associazione ma coinvolgevano l'intera comunità rubastina.
Anche le pratiche cultuali e devozionali non si esaurivano nell'ambito della confraternita, ma erano indirizzate a tutta la comunità: la pia associazione si eresse così a modello dei culti e dei comportamenti raccomandati dalla Chiesa dopo la conclusione del Concilio di Trento. Accanto al culto mariano si segnala altresì il culto dell'Eucaristia, quello di San Marco e quello dell'Angelo Custode. Molto sentito è inoltre il culto della Passione di Cristo e dei Misteri Dolorosi: a tale scopo la confraternita si procurò dei simulacri per la processione del Venerdì Santo, che si svolge tutt'oggi.
La confraternita del Carmine ha conseguito personalità giuridica civile come Ente ecclesiastico civilmente riconosciuto con Decreto regio del 27 giugno 1935, registrato alla Corte dei Conti il 28 agosto 1935, ed è stata iscritta nel Registro delle persone giuridiche presso il Tribunale di Bari il 25 giugno 1987 al numero 234. Per quel che concerne l'attuale struttura amministrativa, essa è articolata sui dettami dello statuto unico per le confraternite della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, approvato dalla Consulta diocesana delle Confraternite e promulgato dal vescovo Donato Negro il 31 gennaio 2000 (F. Bernardi).
(1)ARCHIVIO DELL'ARCICONFRATERNITA DI MARIA SS. DEL CARMELO, serie "Patrimonio", Planta Regia (o Platea).
(2)ARCHIVIO DELL'ARCICONFRATERNITA DI MARIA SS. DEL CARMELO, serie "Atti normativi", Statuto confraternale 1675.
(3)L. BERTOLDI LENOCI, "L'istituzione confraternale: aspetti e problemi", in <<Confraternite. Arte e devozione in Puglia>>, a cura di C.GELAO, Electa, Napoli 1994, p.24.
(4)F. JURILLI,"Ruvo di Puglia nella preistoria e nella storia", Vecchi & C., Trani 1971, pp. 284-285.
La congregazione divenne presto la più ricca e influente della diocesi di Ruvo(4), e svolse un ruolo fondamentale di controllo sociale tramite le sue numerose iniziative di assistenza e beneficenza, che non si esaurivano all'interno della pia associazione ma coinvolgevano l'intera comunità rubastina.
Anche le pratiche cultuali e devozionali non si esaurivano nell'ambito della confraternita, ma erano indirizzate a tutta la comunità: la pia associazione si eresse così a modello dei culti e dei comportamenti raccomandati dalla Chiesa dopo la conclusione del Concilio di Trento. Accanto al culto mariano si segnala altresì il culto dell'Eucaristia, quello di San Marco e quello dell'Angelo Custode. Molto sentito è inoltre il culto della Passione di Cristo e dei Misteri Dolorosi: a tale scopo la confraternita si procurò dei simulacri per la processione del Venerdì Santo, che si svolge tutt'oggi.
La confraternita del Carmine ha conseguito personalità giuridica civile come Ente ecclesiastico civilmente riconosciuto con Decreto regio del 27 giugno 1935, registrato alla Corte dei Conti il 28 agosto 1935, ed è stata iscritta nel Registro delle persone giuridiche presso il Tribunale di Bari il 25 giugno 1987 al numero 234. Per quel che concerne l'attuale struttura amministrativa, essa è articolata sui dettami dello statuto unico per le confraternite della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, approvato dalla Consulta diocesana delle Confraternite e promulgato dal vescovo Donato Negro il 31 gennaio 2000 (F. Bernardi).
(1)ARCHIVIO DELL'ARCICONFRATERNITA DI MARIA SS. DEL CARMELO, serie "Patrimonio", Planta Regia (o Platea).
(2)ARCHIVIO DELL'ARCICONFRATERNITA DI MARIA SS. DEL CARMELO, serie "Atti normativi", Statuto confraternale 1675.
(3)L. BERTOLDI LENOCI, "L'istituzione confraternale: aspetti e problemi", in <<Confraternite. Arte e devozione in Puglia>>, a cura di C.GELAO, Electa, Napoli 1994, p.24.
(4)F. JURILLI,"Ruvo di Puglia nella preistoria e nella storia", Vecchi & C., Trani 1971, pp. 284-285.
Condizione giuridica:
privato (1604 - )
Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione della chiesa cattolica (1604 - )
Profili istituzionali collegati:
Confraternita, sec. XII -
Complessi archivistici prodotti:
Confraternita di Maria Santissima del Carmelo di Ruvo di Puglia (fondo)
Bibliografia:
Domenica Porcaro Massafra, "Per un censimento degli archivi confraternali pugliesi: quadro normativo ed istituzionale in età contemporanea", in "Le confraternite pugliesi in Età moderna. 2", a cura di Liana Bertoldi Lenoci, Fasano, Schena editore, 1990, pp. 645-673.
F. DI PALO, "Passione e Morte. La storia, i suoni, le immagini della Settimana Santa a Ruvo di Puglia", Schena Editore, Fasano 1994.
F. DI PALO, "Le confraternite della diocesi di Ruvo (secc. XVI-XX)", in <<Le confraternite pugliesi in Età Moderna 2. Atti del seminario internazionale di studi 27-28-29 aprile 1989>>, a cura di L. Bertoldi Lenoci, Fasano 1990.
F. JURILLI, "Ruvo di Puglia nella Preistoria e nella Storia", Vecchi & C., Trani 1971.
G. JATTA, "Cenno storico sull'antichissima città di Ruvo nella Peucezia", a cura di V.Amenduni-C.Bucci-N.Stragapede, Guglielmi, Andria 1972.
V. AMENDUNI, "La <<dioecesis rubensis>> nella metà del secolo XVIII. Estratto dalla tesi in Sacra Teologia", Napoli 1958.
L. BERTOLDI LENOCI, "L'istituzione confraternale: aspetti e problemi", in <<Confraternite. Arte e devozione in Puglia>>, a cura di C. GELAO, Electa, Napoli 1994, p.24.
Redazione e revisione:
Bernardi Francesco Antonio - direzione lavori Maria Pia Pontrelli, 2005/05/02, prima redazione
D'Angella Rosanna, 2015/07/14, revisione
Pontrelli Maria Pia, 2015/07/14, supervisione della scheda

