Date di esistenza: sec. XIV -
Intestazioni:
Comune di Figline, Figline Valdarno (Firenze), sec. XIV, SIUSA
Altre denominazioni:
Lega di Figline, 1332-1774
Comunità di Figline, 1774-1808
Mairie di Figline, 1808-1814
Comunità di Figline, 1814-1865
Almeno fino a quando, nel 1774, non vennero applicate le norme previste dalla riforma comunitativa voluta dal Granduca Pietro Leopoldo, gli assetti istituzionali ed amministrativi delle comunità minori non assunsero caratteri uniformi e furono regolati dalle disposizioni indicate sugli statuti che ogni comunità redigeva. La lega di Figline, detta anche di Figline e Incisa e già citata dalle fonti fin dai primi anni del secolo XIV, viene confermata dallo Stato fiorentino nel 1332. La comunità si configurò come istituzione strutturata e regolata dalle norme codificate negli statuti. Intorno a Figline, centro principale del territorio della lega, gravitavano anche quei centri minori che, pur mantenendo una loro precisa individualità sancita dai propri statuti, finivano inevitabilmente con l'essere attratti dal capoluogo. La lega era composta dai comuni di Figline (11 popoli) e Incisa (8 popoli). Intorno alla metà del secolo XV (1424?) dal territorio della lega furono distaccati i popoli che costituivano il comune di Incisa che confluirono nella Lega di Cascia, sottoposta alla Podesteria di Cascia e Incisa. Con le riforme leopoldine del 1774 la lega di Figline confluì nella comunità omonima.
Nell'ambito del riassetto territoriale ed amministrativo delle comunità del Granducato, avviato nel 1774 con i Regolamenti generali per le comunità, venne costituita la nuova comunità di Figline. In questa fase essa, già regolamentata anche nelle sue competenze territoriali con la notificazione del 13 febbraio 1773 che regolò le comunità dipendenti dal vicariato di San Giovanni, raggiunse la sua massima espansione territoriale. Ancora compresa nella cancelleria comunitativa che a Figline ebbe sede, la comunità era costituita territorialmente da 14 popoli già compresi nella podesteria e Lega di Figline. Gli organismi di governo della nuova comunità, rinnovati annualmente erano costituiti dal Magistrato, composto dal gonfaloniere e da dieci rappresentanti, e dal Consiglio, del quale facevano parte, oltre ai componenti del Magistrato, anche 14 deputati dei popoli. Il Magistrato provvedeva alla elezione, ogni triennio, del camarlingo e del provveditore delle strade e fabbriche comunitative. La comunità venne soppressa, al pari delle altre istituzioni granducali, durante la dominazione francese.
Nel 1808 con l'annessione all'impero napoleonico la Toscana fu sottoposta alla legislazione e all'organizzazione amministrativa francese. Furono soppresse le comunità e vennero istituite nuove municipalità denominate mairies. La Mairie di Figline, la cui estensione territoriale coincise con quella della preesistente comunità, fu inserita nel Dipartimento di prefettura dell'Arno e nel Circondario comunitativo di Arezzo. Fu amministrata da un maire che accentrava su di sé la
direzione di tutte le attività amministrative del territorio, compreso il ruolo di ufficiale di stato civile. Il maire era assistito da un "aggiunto", con funzioni consultive, e da un Consiglio municipale di nomina centrale che si riuniva di norma una volta all'anno.
Restaurate nel 1814 (legge del 27 giugno) le antiche istituzioni granducali, Figline divenne sede di una nuova comunità granducale. Il territorio della comunità restaurata coincise con quello della soppressa mairie. La vita di questa nuova comunità venne regolata, uniformemente alle altre comunità del Granducato, dai regolamenti emanati nel 1816, nel 1849, nel 1853 e, dal Governo provvisorio, nel 1859. Nel 1817 la circoscrizione territoriale della comunità aveva subito delle variazioni risultando composta di soli 19 popoli: Sant'Andrea a Ripalta, Sant'Andrea a Campiglia, San Bartolomeo a Scampata, San Biagio in Caglianello, San Cipriano in Avane, San Donato in Avane, Santa Maria a Faella, Santa Maria a Figline, Santa Maria a Ponterosso, Santa Maria a Tartigliese, San Piero a Viesca, San Silvestro a Renaccio, San Vincenzo a Loppiano, San Casciano a Montescalari, San Miniato a Celle, San Martino a Altoreggi, San Piero al Terreno, San Michele in Pavelli, San Romolo a Gaiole. Nel 1824 fu inoltre abolita la comunità di Incisa i cui territori, a quella data, furono aggregati a Figline a cui rimasero legati fino al 1851 quando Incisa tornò ad essere comunità indipendente. Nel 1865 la legge sull'unificazione amministrativa sancì la nascita del moderno comune di Figline (R. DECRETO N. 2412, 26 LUG.1865).
Nel 1808 con l'annessione all'impero napoleonico la Toscana fu sottoposta alla legislazione e all'organizzazione amministrativa francese. Furono soppresse le comunità e vennero istituite nuove municipalità denominate mairies. La Mairie di Figline, la cui estensione territoriale coincise con quella della preesistente comunità, fu inserita nel Dipartimento di prefettura dell'Arno e nel Circondario comunitativo di Arezzo. Fu amministrata da un maire che accentrava su di sé la
direzione di tutte le attività amministrative del territorio, compreso il ruolo di ufficiale di stato civile. Il maire era assistito da un "aggiunto", con funzioni consultive, e da un Consiglio municipale di nomina centrale che si riuniva di norma una volta all'anno.
Restaurate nel 1814 (legge del 27 giugno) le antiche istituzioni granducali, Figline divenne sede di una nuova comunità granducale. Il territorio della comunità restaurata coincise con quello della soppressa mairie. La vita di questa nuova comunità venne regolata, uniformemente alle altre comunità del Granducato, dai regolamenti emanati nel 1816, nel 1849, nel 1853 e, dal Governo provvisorio, nel 1859. Nel 1817 la circoscrizione territoriale della comunità aveva subito delle variazioni risultando composta di soli 19 popoli: Sant'Andrea a Ripalta, Sant'Andrea a Campiglia, San Bartolomeo a Scampata, San Biagio in Caglianello, San Cipriano in Avane, San Donato in Avane, Santa Maria a Faella, Santa Maria a Figline, Santa Maria a Ponterosso, Santa Maria a Tartigliese, San Piero a Viesca, San Silvestro a Renaccio, San Vincenzo a Loppiano, San Casciano a Montescalari, San Miniato a Celle, San Martino a Altoreggi, San Piero al Terreno, San Michele in Pavelli, San Romolo a Gaiole. Nel 1824 fu inoltre abolita la comunità di Incisa i cui territori, a quella data, furono aggregati a Figline a cui rimasero legati fino al 1851 quando Incisa tornò ad essere comunità indipendente. Nel 1865 la legge sull'unificazione amministrativa sancì la nascita del moderno comune di Figline (R. DECRETO N. 2412, 26 LUG.1865).
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
preunitario
ente pubblico territoriale
Profili istituzionali collegati:
Comunità (Granducato di Toscana), 1774 - 1808
Mairie (Impero francese), 1805 - 1814
Comunità (Granducato di Toscana), 1814 - 1865
Comune, 1859 -
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Figline Valdarno (fondo)
Stato civile del Comune di Figline Valdarno (fondo)
Bibliografia:
Statuti di Figline : statuti del Comune di Figline Valdarno (1408), patti fra il Comune di Figline e il popolo di S. Maria al Tartigliese (1392) / a cura di Fausto Berti e Mario Mantovani (Statuti Figline - Catalogo BNCF)
E. REPETTI, Dizionario geografico, fisico e storico della Toscana, Firenze, 1833-1845, sub voce Figline, già Fighino, Feghine o Fegghine (Fighinae, Fighinum, Figlinae) (Repetti - Catalogo BNCF)
Inventario dell'archivio postunitario del Comune di Figline Valdarno, 1866-1945 / a cura di Luigi Atzori e Ivo Regoli Figline Valdarno : Comune ; [Fiesole] : Opus libri, [1986?].
( Fonti e studi di storia locale ; 3 ) (Inventario postunitario del Comune di Figline - Catalogo BNCF)
Redazione e revisione:
Sartini Simone, 2005/02/02, prima redazione
Taglioli Maddalena, 2012/12/18, integrazione successiva