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Confraternita della Purificazione e dell'Addolorata di Ruvo di Puglia

Sede: Ruvo di Puglia (Bari)
Date di esistenza: 1777 -

Intestazioni:
Confraternita della Purificazione e dell'Addolorata di Ruvo di Puglia, Ruvo di Puglia (Bari), 1777 -, SIUSA

Altre denominazioni:
Confraternita della Purificazione e Sant'Ignazio, 1719 - 1767

Tra le confraternite ruvesi ancora esistenti, quella della Purificazione e dell'Addolorata è sicuramente la più giovane, e tuttavia le notizie che abbiamo a proposito della sua fondazione sono molto scarse(1). Si sa che la confraternita vide la luce nella chiesa di San Giacomo, nel 1719. In questa chiesa era nata e svolgeva le sue attività la confraternita di S.Carlo, sulla quale ci sono giunte notizie scarsissime (non ne rimane neppure lo statuto). La congregazione, infatti, si trova menzionata nella "relatio ad limina" del vescovo Saluzzi del 1616, ed in quelle del vescovo Cristoforo Memmolo del 1621 e 1631. Proprio in quest'ultima relazione il vescovo del tempo accennava all'edificazione di una chiesa intitolata a S.Carlo, la cui costruzione fu senza dubbio promossa e favorita dal sodalizio.
Si può ipotizzare che nel 1719 questa confraternita fosse già scomparsa, oppure che fosse confluita nella nuova congregazione della Purificazione-Sant'Ignazio, artefice della cui fondazione fu il padre predicatore gesuita Domenico Bruno, che si dedicò ferventemente alle missioni popolari nelle province di Puglia muovendosi dal Collegio di Bari(2).
Purtroppo non siamo in possesso dello statuto originario della confraternita, che con ogni probabilità fu stilato sotto la visione dello stesso Bruno: si sa soltanto che le regole furono approvate dal vescovo del tempo, Bartolomeo Gambadoro, ma le notizie al proposito sono molto generiche. Dopo pochi anni dalla sua fondazione, il pio sodalizio si spostò in quella che oggi è la chiesa dei Santi Medici e che all'epoca era dedicata a San Luca. Ciò si desume dalla lettura di una lapide murata nella stessa chiesa nel 1721.
Dopo il 1767 (anno della cacciata dei gesuiti dal Regno di Napoli) la confraternita visse in uno stato di clandestinità pressoché totale. La situazione mutò dieci anni dopo (1777), quando la congregazione operò una profonda modifica della propria struttura organizzativa e delle regole, e presentò una supplica per ottenere il regio assenso allo statuto e alla sua fondazione. Il nulla osta non tardò ad arrivare da Ferdinando IV, il 30 giugno 1777, ma risalta in maniera evidente la cancellazione del titolo aggiuntivo "Sant'Ignazio" che identificava il sodalizio.
Le attività di assistenza e carità venivano assolte all'interno del sodalizio, e si esplicavano con la visita settimanale ai confratelli in fin di vita e l'associazione del viatico. A beneficio delle anime dei confratelli defunti vi era l'obbligo di confessarsi, comunicarsi e recitare per quindici volte il rosario. Al centro dell'ampio spazio riservato alle attività di culto e devozione era ovviamente la Madonna: infatti, il culto dell'Addolorata si impose nei confronti di quello della Purificazione. Ciò è provato dal fatto che nel 1794 i confratelli, sotto il priorato di Vincenzo Tambone, raccolsero del denaro e fecero giungere da Napoli un simulacro rappresentante la Madonna Desolata, che ancora oggi viene portata in processione nei Venerdì di Passione. L'importanza della devozione alla Desolata fu sancita con l'aggiunta, nel 1833, del titolo dell'Addolorata al titolo originario, che venne approvata anche dal Papa.
Nel frattempo (1810) la confraternita si trasferì dalla chiesa di San Luca a quella di S.Domenico. Nel 1854 si trasferì nella chiesa della Madonna dell'Isola (oggi non più esistente) per permettere il completamento dei lavori di costruzione della facciata della chiesa, nella quale fece ritorno 5 anni dopo. I confratelli partecipano alle processioni e alle esequie indossando un camice bianco con una fascia trasversale nera, e un medaglione rappresentante la Madonna "Desolata". Il pio sodalizio cura tra gli altri il culto della Madonna del Rosario, il cui simulacro è portato in processione nell'ultima settimana di ottobre; ma sono certamente le processioni del periodo pasquale quelle che attirano il maggior numero di fedeli. La confraternita della Purificazione e dell'Addolorata, infatti, ha il compito di dare inizio e di concludere il ciclo di processioni della Settimana Santa a Ruvo(3): il Venerdì di Passione precedente la Domenica delle Palme viene portato in processione il simulacro della Madonna Desolata, la Vergine con il cuore trafitto ai piedi della croce(4). La domenica di Pasqua, invece, ha il culmine dei suoi festeggiamenti con la trionfale processione del Cristo Risorto. Entrambe le processioni sono curate ed organizzate dal pio sodalizio. La confraternita della Purificazione-Addolorata non ha personalità giuridica civile, ed è quindi interna all'ordinamento giuridico ecclesiastico. Il sodalizio si attiene allo statuto unico per le confraternite della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, approvato dalla Consulta diocesana delle confraternite e promulgato dal vescovo Donato Negro il 31 gennaio 2000 (F. Bernardi).


(1)F.DI PALO, "La chiesa e il convento del santissimo Rosario (S.Domenico) a Ruvo", Schena editore, Fasano 1998. Alle pp. 183-190, tra l'altro, è riportata la trascrizione delle regole statutarie avallate dal regio assenso di Ferdinando IV di Borbone il 30 giugno 1777.
(2)ID., "Missioni, missionari, congregazioni mariane. L'attività del gesuita Domenico Bruno (1665-1730) in Terra di Bari", in <<Quaderni dell'archivio diocesano di Molfetta-Ruvo- Giovinazzo-Terlizzi>>, estratto da <<Studi in onore di Mons. Antonio Bello>>, a cura di Luigi Michele de Palma, Mezzina, Molfetta 1992, pp. 321-363.
(3)Id.,"La chiesa e il convento...", cit., p.160.
(4)Ibidem.


Condizione giuridica:
privato

Tipologia del soggetto produttore:
ente e associazione della chiesa cattolica

Profili istituzionali collegati:
Confraternita, sec. XII -

Complessi archivistici prodotti:
Confraternita della Purificazione e dell'Addolorata di Ruvo di Puglia (fondo)


Bibliografia:
Domenica Porcaro Massafra, "Per un censimento degli archivi confraternali pugliesi: quadro normativo ed istituzionale in età contemporanea", in "Le confraternite pugliesi in Età moderna. 2", a cura di Liana Bertoldi Lenoci, Fasano, Schena editore, 1990, pp. 645-673.
F. DI PALO, "Le confraternite della diocesi di Ruvo (secc. XVI-XX)", in <<Le confraternite pugliesi in Età Moderna 2. Atti del seminario internazionale di studi 27-28-29 aprile 1989>>, a cura di L. Bertoldi Lenoci, Fasano 1990.
F. DI PALO, "Missioni, missionari, congregazioni mariane. L'attività del gesuita Domenico Bruno (1665-1730) in Terra di Bari", in <<Quaderni dell'archivio diocesano di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi>>, estratto da <<Studi in onore di Mons. Antonio Bello>>, a cura di L.M. DE PALMA, Mezzina, Molfetta 1992.
F. DI PALO, "Missioni, missionari, congregazioni mariane. L'attività del gesuita Domenico Bruno (1665-1730) in Terra di Bari", in <<Quaderni dell'archivio diocesano di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi>>, estratto da <<Studi in onore di Mons. Antonio Bello>>, a cura di Luigi Michele de Palma, Mezzina, Molfetta 1992, pp. 321-363.

Redazione e revisione:
Bernardi Francesco Antonio - direzione lavori Maria Pia Pontrelli, 2005/03/21, prima redazione
D'Angella Rosanna, 2015/07/14, revisione
Pontrelli Maria Pia, 2015/07/14, supervisione della scheda


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