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Parrocchia cattedrale di San Michele Arcangelo di Terlizzi

fondo

Estremi cronologici: 1602 feb. 27 - 1960 gen. 18

Consistenza: Unità 54: regg. 49, fascc. 4, vol. 1

Storia archivistica: Il fondo parrocchiale della chiesa di S.Michele Arcangelo in Terlizzi (consacrata nel 1038 e sede degli arcipreti locali) iniziò ad implementarsi in modo significativo nella seconda metà del XVI secolo, in seguito alle disposizioni adottate dal Concilio di Trento ed emanate da papa Pio V (1566). Una delle disposizioni più importanti stabilì l'obbligo della compilazione da parte dei parroci dei registri dei battesimi, delle cresime, dei matrimoni e dei morti.
Nel 1725 il visitatore apostolico Monsignor Antonio Pacecco ordinò al Capitolo di nominare due archivisti idonei per tenere cura degli archivi parrocchiale e capitolare, scegliendo inoltre due deputati responsabili della compilazione di un inventario, da presentare in occasione della Santa visita. Monsignor Pacecco ordinò, tra l'altro, di riporre le carte ordinate cronologicamente per materia di riferimento. I dettami del visitatore apostolico furono eseguiti puntualmente.
Nel 1727 Benedetto XIII sancì la giurisdizione del vescovo di Giovinazzo sulla Chiesa terlizzese, e il conseguente trasferimento di competenze giurisdizionali in materia di delitti criminali, visite pastorali, cause matrimoniali e promozione degli ordinandi ai sacri ordini:l'arcipretura di Terlizzi, per contro, restava direttamente soggetta alla Santa Sede e indipendente dalla giurisdizione vescovile ordinaria, ma perdeva alcune delle sue funzioni e prerogative. In seguito all'emanazione, nel medesimo anno, della costituzione "Maxima Vigilantia" e dell'annessa "Instructio Italica" da parte del pontefice, il vicario apostolico Francesco de Luca ordinò che la documentazione fosse suddivisa in due gruppi di carte: il primo, relativo alle scritture relative al clero e al Capitolo; il secondo, costituente l'archivio della chiesa parrocchiale di S.Michele Arcangelo.
Si dispose che la documentazione fosse suddivisa per materia, e collocata in scansie. I lavori di riordinamento dell'archivio capitolare furono conclusi rapidamente, e l'inventario fu consegnato a Monsignor Pacecco e trascritto nel verbale di Santa visita. Il nuovo ordine dato alle carte, comunque, tenne conto della sistemazione seicentesca.
L'archivio crebbe costantemente, non risentendo particolarmente della trasformazione dell'arcipretura "nullius" in cattedrale (1748) e della sua successiva unione "aeque principaliter" con la diocesi di Giovinazzo (1752). Il 24 aprile 1752, l'arcipretura "nullius" e la relativa collegiata furono soppresse con un decreto concistoriale, che decretò anche l'unione "aeque principaliter" alla diocesi di Giovinazzo.
Nel 1818, in seguito al Concordato di Terracina, la diocesi di Terlizzi fu soppressa e assorbita da quella di Molfetta, con conseguenti sconvolgimenti nella gestione dell'archivio che il ripristino della cattedralità (nel 1836) non contribuì a risolvere, anche a causa della precarietà e provvisorietà della sua sede di conservazione.
Il lavoro di riordinamento dei fascicoli e delle serie documentarie prese avvio all'inizio degli anni Ottanta, e fu realizzato dal soprintendente archivistico per la Puglia Domenica Porcaro Massafra, e da Rosalba Catacchio, Carla Palma e Antonella De Lucia, funzionari della medesima Soprintendenza. Le fasi del riordinamento e l'inventariazione del fondo archivistico si svilupparono attraverso le seguenti fasi:
-schedatura estremamente analitica dei documenti, per ripristinare gli ordinamenti originari;
-approfondimento contestuale della storia delle istituzioni ecclesiastiche terlizzesi, con la consulenza del dottor Angelo D'Ambrosio e di don Gaetano Valente;
-approfondimento dei criteri di sedimentazione della documentazione;
-esame dei caratteri estrinseci dei documenti e del loro contenuto.
Il rinvenimento degli inventari settecenteschi durante i lavori favorì la ricomposizione del quadro generale: al termine dei lavori si riuscì dunque a ricostruire la fisionomia assunta dall'archivio parrocchiale al tempo di monsignor Pacecco (D.PORCARO MASSAFRA).


Descrizione: Il fondo è costituito essenzialmente dalle scritture prodotte per la cura d'anime e dalla documentazione relativa all'espletamento dell'attività amministrativa della parrocchia cattedrale.

Strumenti di ricerca:
Domenica Porcaro Massafra, Archivio diocesano di Terlizzi. Inventario del fondo cartaceo, vol I
Domenica Porcaro Massafra, Archivio diocesano di Terlizzi. Appendici e indici, vol. II

La documentazione è stata prodotta da:
Parrocchia cattedrale di San Michele Arcangelo di Terlizzi

La documentazione è conservata da:
Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Archivio diocesano di Terlizzi


Redazione e revisione:
Bernardi Francesco Antonio - direzione lavori Domenica Porcaro Massafra, 2005/05/17, prima redazione
Mincuzzi Antonella - supervisore Rita Silvestri, 2017, revisione


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