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Curia arcipretile poi vescovile

fondo

Estremi cronologici: 1540 - 1968

Consistenza: Unità 3788: fascc. 3304, docc. 382, voll. 69, opuscoli 29, regg. 4

Storia archivistica: Il fondo iniziò a costituirsi nella seconda metà del XVI secolo, in seguito alle disposizioni adottate dal Concilio di Trento ed emanate ufficialmente da Pio V nel 1566, che prescrivevano la redazione degli inventari dei diritti, dei beni e dei censi della chiesa collegiata di S.Michele Arcangelo(1). Tuttavia, la norma conciliare che segnò la costituzione della curia terlizzese e dei suoi uffici fu quella dell'11 novembre 1571, con cui la Santa Sede intese contrastare la consuetudine dei vescovi del tempo di vendere o affittare l'esercizio della propria giurisdizione ai notai "mastrodatti". Questa norma fu seguita dalla disposizione "Provvida Romani" di Sisto V (29 aprile 1587), che obbligava il clero e le istituzioni dipendenti a redigere o rinnovare gli inventari di tutti i beni immobili, diritti, giurisdizioni e privilegi, oltre a tutte le scritture ritenute degne di nota riguardanti chiese, monasteri, collegi, università, dignità ecc.
Nel 1725 il visitatore apostolico Monsignor Antonio Pacecco ordinò che due chierici competenti compilassero l'inventario dell'archivio della Curia dopo aver provveduto ad ordinare le carte.
Nel 1727 Benedetto XIII sancì la giurisdizione del vescovo di Giovinazzo sulla Chiesa terlizzese; l'arcipretura di Terlizzi, per contro, restò direttamente soggetta alla Santa Sede e indipendente dalla giurisdizione vescovile ordinaria, ma perse alcune delle sue funzioni e prerogative. L'anno successivo, perciò, le carte di competenza del vescovo (delitti criminali, visite pastorali, cause matrimoniali, ordinazioni) furono trasferite a Giovinazzo: a Terlizzi restarono solo gli atti civili e gli atti beneficiali.
Nel 1731 Clemente XII accolse i ricorsi del clero e della popolazione terlizzese, e le carte tornarono nell'archivio della Curia arcipretile di Terlizzi. L'archivio crebbe costantemente fino al 1782. Il suo processo di abbandono e deterioramento ebbe inizio con l'abbattimento della vecchia chiesa di S.Michele Arcangelo per consentire la costruzione della nuova cattedrale. La Curia terlizzese si trasferì nella cattedrale provvisoria di S.Maria la Nova, ove rimase fino al 1872 (anno di consacrazione del nuovo duomo), e con essa fu trasferito l'archivio.
Nel frattempo, l'abolizione del privilegio del foro ecclesiastico e la sottrazione ai vescovi della giurisdizione sulle cause civili e criminali comportò un'immediata diminuzione della produzione documentaria della Curia. Un certo incremento si registrò dopo il 1818 quando, in seguito al Concordato di Terracina, agli ordinari diocesani furono riassegnate le competenze sulle cause matrimoniali e su quelle relative alla disciplina del clero. Nel medesimo anno, però, la diocesi di Terlizzi (assieme a Giovinazzo) fu soppressa e assorbita da quella di Molfetta, con conseguenti nuovi sconvolgimenti nell'organizzazione della Curia locale, e di conseguenza nella gestione dell'archivio. Il ripristino della cattedralità, nel 1836, non contribuì a risolvere i problemi dell'archivio della Curia, anche a causa della precarietà e provvisorietà della sua sede di conservazione. Tuttavia, fu ancora mantenuta e garantita una netta separazione con l'archivio capitolare.
Questa separazione venne meno nel 1872, con la consacrazione della nuova cattedrale e il conseguente trasferimento degli archivi nella nuova sede. Lo spostamento generò una grande confusione tra gli archivi curiale e capitolare. Aggravata dalla loro collocazione alla rinfusa in un locale al terzo piano della torre.
La possibilità di riordinamento del fondo trovarono la possibilità di concreta realizzazione con l'emanazione della legge 285 del 1977 (Legge sull'occupazione giovanile). Il lavoro di ricomposizione dei fascicoli e delle serie documentarie, iniziato negli anni Ottanta, fu realizzato dal soprintendente archivistico per la Puglia, professoressa Domenica Porcaro Massafra, e da Rosalba Catacchio, Carla Palma e Antonella De Lucia, funzionari della medesima Soprintendenza, sviluppandosi attraverso le seguenti fasi:
-schedatura estremamente analitica dei documenti, per ripristinare gli ordinamenti originari;
-approfondimento contestuale della storia delle istituzioni ecclesiastiche terlizzesi, e delle norme che ne avevano regolato l'attività, con la consulenza del dottor Angelo D'Ambrosio e di don Gaetano Valente;
-approfondimento dei criteri di sedimentazione della documentazione;
-esame dei caratteri estrinseci dei documenti e del loro contenuto, che consentirono nella maggior parte dei casi la ricostruzione dei fascicoli originari e delle antiche serie archivistiche.
Il ritrovamento degli inventari settecenteschi favorì la ricomposizione del quadro generale, confermando la validità del metodo di lavoro adottato. Al termine dei lavori si riuscì dunque a ricostruire la fisionomia assunta dall'archivio al tempo di monsignor Pacecco (D.PORCARO MASSAFRA).


Descrizione: Il fondo è costituito dalla documentazione prodotta, ricevuta e conservata dalla Curia terlizzese nel corso dello svolgimento della sua attività.

Ordinamento: Il fondo archivistico ha un ordine essenzialmente dato da serie costituite dalle principali tipologie documentarie prodotte dalla curia, organizzate secondo criteri cronologici.

Strumenti di ricerca:
Domenica Porcaro Massafra, Archivio diocesano di Terlizzi. Appendici e indici, vol. II
Domenica Porcaro Massafra, Archivio diocesano di Terlizzi. Inventario del fondo cartaceo, vol I

Documentazione collegata:
Archivio "de Gemmis", L'archivio è costituito dalla raccolta documentaria prodotta da Gennaro de Gemmis e donata all'omonima Biblioteca provinciale di Bari nel 1957. L'archivio conserva numerosi documenti provenienti dagli archivi ecclesiastici di Terlizzi o pertinenti ad essi, che sono stati individuati nel corso del riordinamento dell'Archivio diocesano di Terlizzi da Antonella De Lucia, funzionario della Soprintendenza archivistica per la Puglia. I documenti provengono sia dall'archivio della Curia che da quello della chiesa di S.Michele Arcangelo. I documenti sono stati inseriti in tre elenchi:
-Documenti del fondo pergamenaceo;
-Fondo cartaceo (la selezione di questi ultimi è avvenuta dopo l'esame dei documenti selezionati dall'inventario dattiloscritto presente in archivio);
-Materiale bibliografico.

A.DE LUCIA, "Le carte relative all'Archivio diocesano di Terlizzi conservate in sedi diverse", in <<L'Archivio diocesano di Terlizzi, vol.II Appendici e indici>>, Mezzina, Molfetta 1994, pp.525-541. Conservata presso: Biblioteca provinciale "de Gemmis" di Bari, Archivio "de Gemmis".
Archivio "D'Addosio", L'archivio è costituito dalla documentazione donata dal padre scolopio Raffaele D'Addosio alla fine del XIX secolo all'allora Biblioteca consorziale di Bari (oggi Biblioteca nazionale). La raccolta comprende numerosi volumi, pergamene e manoscritti raccolti dal D'Addosio durante i suoi studi, e da documenti ereditati dal nonno Giuseppe che esercitò la professione di notaio. L'archivio conserva anche documenti provenienti dalle istituzioni ecclesiastiche terlizzesi, individuati durante il riordinamento dell'Archivio diocesano di Terlizzi da Antonella De Lucia, funzionario della Soprintendenza archivistica per la Puglia. La ricerca ha permesso di realizzare opportuni riferimenti e collegamenti tra questi documenti e le serie documentarie conservate nell'archivio diocesano di Terlizzi.

A.DE LUCIA, "Le carte relative all'Archivio diocesano di Terlizzi conservate in sedi diverse", in <<L'Archivio diocesano di Terlizzi, vol.II Appendici e indici>>, Mezzina, Molfetta 1994, pp.541-542. Conservata presso: Biblioteca nazionale "Sagarriga Visconti Volpi" di Bari, "Archivio D'Addosio".

La documentazione è stata prodotta da:
Curia vescovile di Terlizzi

La documentazione è conservata da:
Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Archivio diocesano di Terlizzi


Bibliografia:
L'Archivio Diocesano di Terlizzi. Inventario del fondo cartaceo, vol. I, a cura di Domenica Porcaro Massafra, Molfetta, Mezzina, 1994.

Redazione e revisione:
Bernardi Francesco Antonio - direzione lavori Domenica Porcaro Massafra, 2005/05/17, prima redazione
Mincuzzi Antonella - supervisore Rita Silvestri, 2017, revisione


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