Estremi cronologici: 1828 - 1901
Consistenza: Unità 58: voll. 10, bb. 42, quaderno 1, album 1, cartelle 4
Storia archivistica: Le carte verdiane, conservate presso Villa Verdi, sono state ordinate dagli eredi del maestro e della moglie Giuseppina Strepponi, i quali ne hanno anche redatto degli elenchi sommari.
L'archivio, dichiarato di notevole interesse storico dalla Soprintendenza archivistica per l'Emilia Romagna il 27 luglio 1959 e successivamente il 25 marzo 1964, è stato ricompreso nella dichiarazione di interesse particolarmente importante di Villa Verdi, emanata con decreto del Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna del 28 ottobre 2008, come parte integrante della cosiddetta «Collezione Verdi» costituita dai beni mobili presenti nella Villa (archivio, libri, carrozze, arredi, dipinti, sculture, suppellettili ecc.) e considerata arredo pertinenziale dell'immobile.
Descrizione: L'archivio è composto da documentazione afferente la vita pubblica, artistica e politica, e privata di Giuseppe Verdi con pochissimi documenti (fasc. 1) successivi la morte del Maestro.
La parte più consistente dell'archivio è costituita dall'epistolario di Verdi che è organizzato per mittente e contiene spesso anche le minute di risposta oltre ad eventuali allegati. Si segnalano per la consistenza le corrispondenze con la famiglia Ricordi (bb. 7, 1847-1899 e "Pendenza Ricordi 1875", b. 1), con E. Muzio, direttore d'orchestra e compositore considerato unico allievo di Verdi (bb. 5, 1849-1889), con A. Boito, poeta compositore e librettista (bb. 3, 1864-1900), con A. Mariani, direttore d'orchestra (bb. 2, 1853-1871), con G. Piroli senatore, avvocato, amico e confidente di Verdi, furono parlamentari insieme nel primo Parlamento italiano (b. 1, 1859-1890), con F. Faccio ed E. Mascheroni, direttori d'orchestra (b. 1, 1863-1886, tra le lettere di Faccio anche quelle scritte da Verdi a Faccio, consegnate al Maestro da Boito dopo la morte di Faccio).
Tra i mittenti si ricordano anche il suocero G. Barezzi, fondatore della Filarmonica bussetana, l'amico e sostenitore G. Demaldé, le cantanti liriche T. Stolz e M. Waldmann, il librettista francese C. Du Locle, l'impresario ed editore francese L. Escudier, i rappresentanti della Société des auteurs et compositeurs dramatiques Nuitter, Peragano, Roger, e ancora Cesare Cantù, Giuseppe De Amicis, Melchiorre De Filippis Dèlfico, Cesare De Sanctis, Ferdinand von Hiller, Clara Maffei, la contessa Giuseppina Morosini Negroni Prati, Giacomo Puccini, Gioacchino Rossini, Aurelio Saffi, Vincenzo Torelli e Cesare Vigna e tanti altri.
Dell'epistolario fanno parte anche un migliaio di lettere, organizzate per corrispondente in ordine alfabetico, di argomento musicale e per offerta libretti (oltre 200), lettere con richieste diverse inviate da cantanti, critici o da anonimi (circa 200); lettere di critiche (circa 200); quelle di ammiratori e con domande di autografi (oltre 250) e infine quelle con domande di aiuto o raccomandazioni (oltre 450).
Nell'archivio si conservano anche i materiali di lavoro, bozze e stesure delle opere verdiane, compresi libretti e corrispondenza con i librettisti (T. Solera, V. Flauto, F.M. Piave, A. Somma, S. Cammarano, A. Ghislanzoni), partiture autografe e abbozzi musicali inediti.
Completano l'archivio i copialettere di Giuseppe Verdi (voll. 5, 1844-1901) e quello di Giuseppina Strepponi (voll. 5, 1860-1891) contenenti entrambi le minute delle lettere e appunti; appunti e documenti personali di Verdi e della moglie (cartella 1), corrispondenza e documenti vari relativi all'amministrazione della tenuta e delle proprietà Verdi (1860-1901, bb. 5); una busta contenente opuscoli verdiani a stampa; biglietti e telegrammi di condoglianze per la morte di Giuseppina Strepponi (b. 1, 14 novembre 1897); due cartelle di "Ricordi napoletani" contenenti lettere illustrate e caricature del compositore, librettista e caricaturista Melchiorre De Filippis Dèlfico; una cartella con disegni e caricature rappresentanti Verdi e personaggi delle sue opere; l'"Album Clarina Maffei", una preziosa raccolta di autografi, lettere, disegni e dipinti dei principali esponenti ottocenteschi della vita culturale, artistica e politica italiana ed europea, donata dalla Maffei al Verdi e da lui continuata; una "Storia dei Papi", da Stefano III (756) ad Alessandro VII (1655), mai completata (quaderno 1, pp. 36) e tre buste di "Copie di lettere inviate da Verdi", contenenti copie fotografiche e trascrizioni dattiloscritte di lettere inviate a Arrigo Boito, agli Escudier, ai Du Locle, a Piave, Hiller e Bellaigue.
Dell'epistolario fanno parte anche un migliaio di lettere, organizzate per corrispondente in ordine alfabetico, di argomento musicale e per offerta libretti (oltre 200), lettere con richieste diverse inviate da cantanti, critici o da anonimi (circa 200); lettere di critiche (circa 200); quelle di ammiratori e con domande di autografi (oltre 250) e infine quelle con domande di aiuto o raccomandazioni (oltre 450).
Nell'archivio si conservano anche i materiali di lavoro, bozze e stesure delle opere verdiane, compresi libretti e corrispondenza con i librettisti (T. Solera, V. Flauto, F.M. Piave, A. Somma, S. Cammarano, A. Ghislanzoni), partiture autografe e abbozzi musicali inediti.
Completano l'archivio i copialettere di Giuseppe Verdi (voll. 5, 1844-1901) e quello di Giuseppina Strepponi (voll. 5, 1860-1891) contenenti entrambi le minute delle lettere e appunti; appunti e documenti personali di Verdi e della moglie (cartella 1), corrispondenza e documenti vari relativi all'amministrazione della tenuta e delle proprietà Verdi (1860-1901, bb. 5); una busta contenente opuscoli verdiani a stampa; biglietti e telegrammi di condoglianze per la morte di Giuseppina Strepponi (b. 1, 14 novembre 1897); due cartelle di "Ricordi napoletani" contenenti lettere illustrate e caricature del compositore, librettista e caricaturista Melchiorre De Filippis Dèlfico; una cartella con disegni e caricature rappresentanti Verdi e personaggi delle sue opere; l'"Album Clarina Maffei", una preziosa raccolta di autografi, lettere, disegni e dipinti dei principali esponenti ottocenteschi della vita culturale, artistica e politica italiana ed europea, donata dalla Maffei al Verdi e da lui continuata; una "Storia dei Papi", da Stefano III (756) ad Alessandro VII (1655), mai completata (quaderno 1, pp. 36) e tre buste di "Copie di lettere inviate da Verdi", contenenti copie fotografiche e trascrizioni dattiloscritte di lettere inviate a Arrigo Boito, agli Escudier, ai Du Locle, a Piave, Hiller e Bellaigue.
Ordinamento: La documentazione è organizzata in fascicoli per mittente o per argomento, alcuni dei quali recano tracce di un probabile ordinamento dato dal Verdi stesso o dalla moglie.
Documentazione collegata:
Corrispondenza verdiana, copia fotostatica e microfilm delle lettere del compositore. Conservata presso: Parma, Fondazione istituto nazionale di studi verdiani
La documentazione è stata prodotta da:
Verdi Giuseppe
La documentazione è conservata da:
privato
Per informazioni rivolgersi alla soprintendenza competente per il territorio
Bibliografia:
Carteggio Verdi-Boito (1843-1852), a cura di M. MEDICI-M. CONATI con la collaborazione di M. CASATI, Parma, Istituto Nazionale di Studi Verdiani, 1978, voll. 2
Carteggio Verdi-Ricordi (1880-1888), Parma, Istituto Nazionale di Studi Verdiani, 1988-2010, voll. 3
Carteggio Verdi-Cammarano (1843-1852), a cura di C. M. MOSSA, Parma, Istituto Nazionale di Studi Verdiani, 2001
Carteggio Verdi-Somma, a cura di S. RICCIARDI, Parma, Istituto Nazionale di studi verdiani, 2003
Redazione e revisione:
Crociati Silvia, 2006/03/04, raccolta delle informazioni
Menghi Sartorio Barbara**, 2013/10/13, prima redazione

