Estremi cronologici: sec. XIX ultimo quarto - sec. XX
Consistenza: cartelle 4, manoscritti 12
Storia archivistica: Nel 1926 l'ingegner Robecchi Bricchetti lasciò al Comune di Pavia le carte, le fotografie e gli oggetti africani raccolti durante i suoi viaggi. Presso i Musei civici del Castello visconteo di Pavia è allestito il Museo Luigi Robecchi Bricchetti che espone questi manufatti.
Il fondo fotografico, costituito da circa 1400 tra stampe fitografiche, lastre e diapositive, è conservato presso la Fototeca dei Musei civici mentre le sue carte sono conservate presso l'Archivio storico civico Carlo Bonetta. Il fondo è stato riordinato e inventariato tra il 1986 ed il 1987.
Descrizione: Il Fondo fotografico Luigi Robecchi Brichetti è costituito da fototipi, lastre e negativi realizzati dallo stesso o da studi fotografici negli anni tra il 1888 e il 1903.
Tra gli altri, sono presenti nella raccolta i seguenti studi fotografici: A.C. Gomes, fondato nel 1868 a Zanzibar; Coutinho Brothers, con sede a Zanzibar e a Dar es Salam; R.V. Pereira, aperto da un portoghese a Janga, nell'Africa Orientale tedesca negli anni 1880; Lenhert & Landrock, fondato a Tunisi da due amici tedeschi, rimasti affascinati dall'Africa durante il tradizionale Grand Tour, al punto da decidere di
aprire qui la loro attività.
I soggetti sono in prevalenza tipi, paesaggi, usi e costumi africani (soprattutto somali ed eritrei) conosciuti dal Robecchi durante i suoi viaggi. Un piccolo nucleo (75) riguarda la costruzione di un villaggio di abitazioni provvisorie in aiuto alle popolazioni terremotate di Bagnara Calabra (1906), coordinata da Robecchi. Vi sono anche alcuni suoi ritratti.
Secondo l'elenco di consistenza esistente presso la Soprintendenza, le carte lasciate al Comune sono costituite soprattutto da appunti e quaderni di viaggio, corrispondenza varia, disegni e carte geografiche, manoscritti delle opere principali. Sono presenti anche 12 manoscritti arabi.
I cartella: quadernetto con note di viaggio dell'aprile 1889; quadernetto con vocaboli somali, arabi, galla e harrari; fascicolo con resoconto di viaggio "a bordo dell'India" con disegni; manoscritto del discorso "Antonio Cecchi e l'Italia in Africa", pronunciato a Pesaro il 21 agosto 1910; dissertazione "Del trasporto delle carni fresche dall'Eritrea e dal Benadir con mezzo di piroscafi frigoriferi"; fascicolo manoscritto dal titolo "Somaliland e Benadir"; fascicolo sulla lingua dei somali; relazione sul progetto di tomba di famiglia per il cavalier Eugenio Gambara di Brescia (con disegni); fascicolo con genealogie somale e arabe; quaderno con scritte in inglese; fascicolo con appunti sull'idioma Sinwah; due fascicoli mutili con parti di articoli o discorsi; fascicolo di corrispondenza; fascicolo con relazione dattoloscritta sullo stato della colonia del Benadir; fascicolo con corrispondenza varia; alcuni fogli diversi.
II cartella: manoscritto del libro "Da Obbia ad Alula"; due taccuini; tre articoli o discorsi su viaggi e stato delle Colonie; appunti, fogli sparsi, lettere, disegni, carte geografiche alla rinfusa; "Da Obbia ad Alula"; "Prima attraversata della Somalia"; "Missione in Tripolitania"; "Missione liberatrice di schiavi".
III cartella: manoscritto "Le nostre colonie afrcane: rinnovamento economico nelle nostre Colonie"; venticinque carte geografiche; diciotto bozzetti in acquerello di punti sulla Costa Somala; uno scritto in arabo; una stampa di scultura egizia.
IV cartella: fascicolo di fogli in arabo; giornali vari, ritagli di notizie; bozze a stampa con la cronologia dei Somali Auija; manoscritto con la descrizione della storia di Gafsa (fotografie e disegni) in francese; schizzi di piante e cartine; fascicoli con note statistiche su Mogadiscio, Merca e Brava; corrispondenza e appunti vari; grosso fascicolo su Misurata: storia e geografia; istrumenti notarili; fascicoli di lettere a Pisani Dossi e a Luchino Dal Verme con una "relazione al Ministero"; fascicolo con quindici carte geografiche e iconografie dell'Africa ricavate da atlanti e pubblicazioni dei secc. XVI e XVIII; fascicolo di documenti personali e atti di causa; quaderno con appunti di viaggio; grosso fascicolo d iappunti sul commercio e le genealogia forse dei Somali.
I manoscritti dei libri principali: "Nel paese degli aromi", "All'oasi di Giove Ammone"; "Da Obbia ad Alula"; "Somalia e Benadir"; "Nel Harrar"; "Missione in Tripolitania".
Sei raccolte di carnets di viaggio.
Dodici manoscritti arabi: libro di detti e citazioni del Corano con considerazioni morali ed esortazioni ad evitare il peccato, composto da Sceik Aba Ahmed Mohamed di Harar (prima metà del sec. XIX), rilegato in pelle; libro di prediche e preghiere con detti di Maometto e citazioni del Corano (di autore ignoto,della prima metà del sec. XIX, rilegato in pelle); esortazioni e prediche con citazioni del Corano e con litanie e preghiere in onore del Profeta, con il capitolo speciale del "Tesoro nascosto", composto dal fachir Abdalah Haschim, figlio di Abd el Arir el Hadari (prima metà del sec. XIX); volumi con detti di Maometto, fittamente annotato con i commenti delle varie sette musulmane (prima metà del sec. XIX, rilegato in pelle); precetti, regole, minuziosa legislazione per pratiche religiose con relativi privilegi, escursioni, casistica, scritto in parte in versi dal Scik Scinab El Din Ahmed, figlio di Russlan, proveniente da Harar (prima metà del sec. XIX, rilegato in pelle); discorsi di Maometto (opera della prima metà del sec. XIX di Ibn Yahia Zakaria Elansari, rilegato in pelle); libro di precetti e insegnamenti religiosi, con formalità di devozione esposti in forma di racconto o parabola, secondo gli insegnamenti di Jmam Hanafi, scritto da Masood, figlio di Omar chiamato Saad El Din il Taftazani (rilegato in pelle); libro di precetti e minuziosa legislazione per pratiche religiose alle notizie per il pellegrinaggio alla Mecca e diversi capitoli di giurisprudenza pratica, Harrer, fine sec. XIX, scritto da Ibrahim figlio di Ali Yonis Ahmed (rilegato in pelle); libro di citazioni dal Corano e di varie preghiere composte da varie persone, tra cui spicca il fagir Abi Abdallah Mashim, figlio di Abdu Elazia Il Gadri (prima metà del sec. XIX, rilegato in pelle); tre volumi contenenti tutto il Corano, scritto da Musa figlio di Mahoud (sec. XIX, rilegato in pelle).
I cartella: quadernetto con note di viaggio dell'aprile 1889; quadernetto con vocaboli somali, arabi, galla e harrari; fascicolo con resoconto di viaggio "a bordo dell'India" con disegni; manoscritto del discorso "Antonio Cecchi e l'Italia in Africa", pronunciato a Pesaro il 21 agosto 1910; dissertazione "Del trasporto delle carni fresche dall'Eritrea e dal Benadir con mezzo di piroscafi frigoriferi"; fascicolo manoscritto dal titolo "Somaliland e Benadir"; fascicolo sulla lingua dei somali; relazione sul progetto di tomba di famiglia per il cavalier Eugenio Gambara di Brescia (con disegni); fascicolo con genealogie somale e arabe; quaderno con scritte in inglese; fascicolo con appunti sull'idioma Sinwah; due fascicoli mutili con parti di articoli o discorsi; fascicolo di corrispondenza; fascicolo con relazione dattoloscritta sullo stato della colonia del Benadir; fascicolo con corrispondenza varia; alcuni fogli diversi.
II cartella: manoscritto del libro "Da Obbia ad Alula"; due taccuini; tre articoli o discorsi su viaggi e stato delle Colonie; appunti, fogli sparsi, lettere, disegni, carte geografiche alla rinfusa; "Da Obbia ad Alula"; "Prima attraversata della Somalia"; "Missione in Tripolitania"; "Missione liberatrice di schiavi".
III cartella: manoscritto "Le nostre colonie afrcane: rinnovamento economico nelle nostre Colonie"; venticinque carte geografiche; diciotto bozzetti in acquerello di punti sulla Costa Somala; uno scritto in arabo; una stampa di scultura egizia.
IV cartella: fascicolo di fogli in arabo; giornali vari, ritagli di notizie; bozze a stampa con la cronologia dei Somali Auija; manoscritto con la descrizione della storia di Gafsa (fotografie e disegni) in francese; schizzi di piante e cartine; fascicoli con note statistiche su Mogadiscio, Merca e Brava; corrispondenza e appunti vari; grosso fascicolo su Misurata: storia e geografia; istrumenti notarili; fascicoli di lettere a Pisani Dossi e a Luchino Dal Verme con una "relazione al Ministero"; fascicolo con quindici carte geografiche e iconografie dell'Africa ricavate da atlanti e pubblicazioni dei secc. XVI e XVIII; fascicolo di documenti personali e atti di causa; quaderno con appunti di viaggio; grosso fascicolo d iappunti sul commercio e le genealogia forse dei Somali.
I manoscritti dei libri principali: "Nel paese degli aromi", "All'oasi di Giove Ammone"; "Da Obbia ad Alula"; "Somalia e Benadir"; "Nel Harrar"; "Missione in Tripolitania".
Sei raccolte di carnets di viaggio.
Dodici manoscritti arabi: libro di detti e citazioni del Corano con considerazioni morali ed esortazioni ad evitare il peccato, composto da Sceik Aba Ahmed Mohamed di Harar (prima metà del sec. XIX), rilegato in pelle; libro di prediche e preghiere con detti di Maometto e citazioni del Corano (di autore ignoto,della prima metà del sec. XIX, rilegato in pelle); esortazioni e prediche con citazioni del Corano e con litanie e preghiere in onore del Profeta, con il capitolo speciale del "Tesoro nascosto", composto dal fachir Abdalah Haschim, figlio di Abd el Arir el Hadari (prima metà del sec. XIX); volumi con detti di Maometto, fittamente annotato con i commenti delle varie sette musulmane (prima metà del sec. XIX, rilegato in pelle); precetti, regole, minuziosa legislazione per pratiche religiose con relativi privilegi, escursioni, casistica, scritto in parte in versi dal Scik Scinab El Din Ahmed, figlio di Russlan, proveniente da Harar (prima metà del sec. XIX, rilegato in pelle); discorsi di Maometto (opera della prima metà del sec. XIX di Ibn Yahia Zakaria Elansari, rilegato in pelle); libro di precetti e insegnamenti religiosi, con formalità di devozione esposti in forma di racconto o parabola, secondo gli insegnamenti di Jmam Hanafi, scritto da Masood, figlio di Omar chiamato Saad El Din il Taftazani (rilegato in pelle); libro di precetti e minuziosa legislazione per pratiche religiose alle notizie per il pellegrinaggio alla Mecca e diversi capitoli di giurisprudenza pratica, Harrer, fine sec. XIX, scritto da Ibrahim figlio di Ali Yonis Ahmed (rilegato in pelle); libro di citazioni dal Corano e di varie preghiere composte da varie persone, tra cui spicca il fagir Abi Abdallah Mashim, figlio di Abdu Elazia Il Gadri (prima metà del sec. XIX, rilegato in pelle); tre volumi contenenti tutto il Corano, scritto da Musa figlio di Mahoud (sec. XIX, rilegato in pelle).
La documentazione è stata prodotta da:
Robecchi Bricchetti Luigi
La documentazione è conservata da:
Comune di Pavia. Biblioteca civica Carlo Bonetta. Archivio storico civico
Redazione e revisione:
Bianchi Paola, 2005/04/27, raccolta delle informazioni
Doneda Cristina, 2006/03/23, prima redazione

