collezione / raccolta
Estremi cronologici: sec. XVI - sec. XX inizio
Consistenza: Unità 89
Storia archivistica: I mss. Albergotti conservati presso l'Archivio di Stato di Arezzo sono la raccolta di vari nuclei dell'archivio originario, ad oggi privo di molta parte della documentazione più antica, dei secoli XIV e XV e del diplomatico. Poche pergamene, non più antiche del XVI-XVII secolo, si trovano presso i discendenti del ramo di Girolamo di Lodovico Albergotti, ancora residenti in Arezzo.
Nel 1997 l'Amministrazione archivistica acquistò un nucleo di carte prodotte tra il XVI e il XIX secolo dai due rami della famiglia che facevano capo rispettivamente a Girolamo e Nerozzo, fratelli e figli di Giovanni Antonio di Lodovico Albergotti. Un nucleo di scritti di Giovan Battista di Albergotto Albergotti (1761-1816), protagonista dell'insurrezione aretina del 1799, furono offerti in vendita dal marchese Guido Bargagli Petrucci di Siena e acquistati dallo Stato nel 1960 per l'Archivio di Stato di Arezzo. Molti manoscritti Albergotti erano usciti dall'archivio per mano, forse, del marchese Agostino (1845-1907) che li lasciò a Vincenzo e Luigi Funghini. Dopo la morte di Vincenzo, e poi di Luigi, Alessandro Del Vita, come direttore dei Musei Civici e Pinacoteca di Arezzo e responsabile della collezione Funghini che vi era confluita, ad essa attinse per dotare la Casa Museo Vasari, di cui fu parimenti conservatore, di una piccola raccolta specialistica di libri e manoscritti, tra i quali figuravano anche le opere di Antonio di Albergotto (le stesse che erano comparse anche nell'inventario dell'eredità Funghini, redatto dal notaio Ferdinando Bartolomei il 7 luglio 1933).
Il 30 maggio 2002, grazie alla collaborazione della dr. Anna Maria Maetzke, il Fondo è stato depositato a titolo gratuito dalla Soprintendenza ai beni ambientali architettonici artistici e storici di Arezzo all'Archivio di Stato di Arezzo. Nel 1999 fu acquistata sul mercato antiquario una filza di carte del vescovo Agostino (1755-1825); recentemente (2004), sempre presso una casa d'aste, sono apparse carte Albergotti a testimoniare la sfortuna di questo archivio.
Una dispersione di carte Albergotti avvenne già a fine Settecento, secondo notizie riferite da Antonio Albergotti nel suo "Repertorio dell'archivio dei signori marchesi Albergotti in Arezzo" del 1836.
Descrizione: Opere manoscritte di Antonio di Albergotto Albergotti, erudito e bibliofilo aretino vissuto nella prima metà del XIX secolo, manoscritti posseduti da lui o da altri membri della famiglia, come ad esempio il fratello Giovan Battista, genealogie. Si tratta di 89 unità documentarie, tra le quali una cartella di appunti e documenti vari che riguardano i manoscritti numerati da 1 a 87, il numero 88 è stato elencato come materiale a stampa. Vi sono anche appunti e documenti raccolti in volume tra il 1799 e il 1800 dal colonnello Giovanni Battista Albergotti per rendere conto del suo operato a Ferdinando III durante l'insurrezione aretina. In particolare segnaliamo:
Di Albergotto Albergotti: "Notizie istoriche degli Uomini celebri aretini", tomi I-IV; "Cronologia dei vescovi della Santa Chiesa Aretina", tomi I-IV; "Memorie mss. della città di Arezzo", tomi I-IX; "Iscrizioni aretine", tomo II; "Compendio di monumenti antichi", tomi I-VI; "Priorista aretino", "Notizie Storiche delle chiese e dei luoghi Publici di Arezzo".
Di Giovan Battista Albergotti o a lui collegati: "Collezzione di buoni ed eruditi sentimenti, indovinelli e memorie con più diversi soggetti, segreti, ricette e ricordi ad uso dell'illustrissimo Signor Cavalier Giovan Battista Albergotti patrizio aretino, Anno MDCCCIX", tomi I e II; "Raccolta di ricordi diversi scritti per proprio uso dal Cav.re Giovan Battista Albergotti";"Ristretto, storico sopra il saccheggio della città di Arezzo avvenuto il 19 ottobre 1800… compilato dal nobile Signore Pietro Guadagnoli"; "Fatti storici aretini raccolti dal Cav. Nob. Giovan Battista Albergotti", tomo II, 1717-1825; "Lettere a Giovan Battista Albergotti da varie parti dello Stato Pontificio e della Toscana", tomo III.
Informazioni sulla numerazione: La numerazione data ai pezzi (1-46) schedati da P. Benigni e L. Carbone (1998), è sulle fustelle dei singoli manoscritti che non presentavano alcun numero o segnatura moderna. I manoscritti che avevano un numero in fustella erano elencati con altro materiale a stampa nell'"Inventario Biblioteca Museo Medievale e Moderno" e le schedatrici hanno apposto il nuovo numero in rosso da 47 a 87.
L'attuale numerazione, da 1 a 87, è provvisoria.
Il materiale a stampa, già elencato nell'inventario della Biblioteca ha ricevuto, successivamente, una ulteriore sistemazione con segnatura composta da lettere e numeri. La numerazione che compare nell'Inventario provvisorio a cura di Augusto Antoniella e Alessandro Marucelli (1997) è valida ma provvisoria.
Le citazioni rintracciabili nei contributi alla ricerca sul Fondo Albergotti presso l'Archivio di Stato di Arezzo può avvenire, ad oggi, per mezzo delle segnature antiche.
Strumenti di ricerca:
Augusto Antoniella, Alessandro Marucelli, Albergotti, famiglia. Inventario dell'archivio
Paola Benigni, Manoscritti Albergotti provenienti dalla Casa Vasari di Arezzo
Siti web:
Bettio
La documentazione è stata prodotta da:
Albergotti
La documentazione è conservata da:
Archivio di Stato di Arezzo
Bibliografia:
P. Benigni, Le carte Albergotti conservate nell'Archivio di Stato di Arezzo: interrogativi ed ipotesi di ricerca, in P. Benigni, L. Carbone,C. Saviotti (a cura di), Gli Albergotti famiglia storia memoria, Atti delle giornate di studio (Arezzo, 25-26 nov. 2004), Firenze, Edifir, 2006, pp. 83-100
Redazione e revisione:
Bettio Elisabetta, 2005/08/29, prima redazione
Biagioli Beatrice, 2011/11/24, revisione
Insabato Elisabetta, 2012/01/14, supervisione della scheda

