Date di esistenza: sec. XIII - 2013
Intestazioni:
Comune di Sant'Angelo in Lizzola, Vallefoglia (Pesaro e Urbino), sec. XIII circa - 2013, SIUSA
Altre denominazioni:
Comunità di Sant'Angelo in Lizzola, sec. XIII - 1860
Il nome Sant'Angelo in Lizzola proviene dall'unione di due antichi castelli, quello di Lizzola, "castrum Liciole", e quello di Monte Sant'Angelo, "castrum Montis Sancti Angeli", che distavano l'uno dall'altro pochi chilometri. Il castello primitivo era quello di Lizzola che sembra esistere già prima del Mille, dal momento che Clemente II, nel 1047, morendo nell'Abadia di San Tommaso in Foglia, lasciò a quei monaci una grande estensione di terreno che comprendeva anche il castello di Lizzola con tutto il suo territorio. Tale donazione fu confermata da Nicolò II con bolla del 16 aprile 1060. Dal dominio dei monaci passò a quello della città di Pesaro. Sin dal 1280 era avvenuta l'unione dei due castelli di Lizzola e di Monte Sant'Angelo a seguito di un grave fatto di ribellione degli abitanti di Lizzola ed al degrado strutturale del castello di Monte Sant'Angelo. I signori di Lizzola si erano, infatti, ribellati a Pesaro e l'atto di ribellione portò alla confisca del castello che fu venduto, il 17 marzo 1280, dalla comunità di Pesaro agli abitanti di Monte Sant'Angelo, le cui case andavano lentamente rovinando in quanto poste su terreno acquitrinoso. Nel 1389 consolidò il suo territorio annettendosi Montecchio, nel 1445 comparve nell'elenco dei castelli che il 20 marzo giurarono fedeltà ad Alessandro Sforza, cui Galeazzo Malatesta aveva ceduto Pesaro. Come castello di Pesaro ne seguì le vicende, con l'annessione al ducato d'Urbino. Francesco Maria II Della Rovere infeudò Sant'Angelo a Giulio Cesare Mamiani il 4 aprile 1584. Ultimo conte fu Terenzio Mamiani, celebre letterato, filosofo e statista.
Con l'avvento del Regno napoleonico fu comune del cantone di Pesaro, nel distretto omonimo del Dipartimento del Metauro, con aggregato Ginestreto. Nella distrettuazione definitiva del 1811, gli furono aggregati Monteciccardo e Montecchio.
All'atto della Restaurazione apparteneva alla Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro, distretto di Pesaro, sotto il governatorato di Pesaro, assetto confermato dal riparto territoriale successivo al 1831.
Con l'Unità d'Italia entrò a far parte della Provincia di Pesaro e Urbino, circondario II di Pesaro, mandamento V di Pesaro.
Durante il periodo fascista (1922-1943), Sant'Angelo mantenne il proprio status di comune, a differenza di altri castelli delle colline circostanti che furono accorpati al comune di Pesaro. Del periodo della II guerra mondiale, si ricorda un episodio particolarmente gravoso, lo scoppio della polveriera di Montecchio,
avvenuto il 21 gennaio 1944, che causò la quasi completa distruzione del paese, posto a ridosso della linea gotica. Anche il capoluogo Sant'Angelo subì seri danni; tra gli edifici maggiormente danneggiati dai bombardamenti ci fu il Teatro Perticari. Le truppe alleate entrarono a Sant'Angelo il 28 agosto 1944.
Dal 31 dicembre 2013 il Comune di Sant'Angelo in Lizzola è stato unito a quello di Colbordolo a costituire il nuovo Comune di Vallefoglia, attivo dal 1° gennaio 2014.
All'atto della Restaurazione apparteneva alla Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro, distretto di Pesaro, sotto il governatorato di Pesaro, assetto confermato dal riparto territoriale successivo al 1831.
Con l'Unità d'Italia entrò a far parte della Provincia di Pesaro e Urbino, circondario II di Pesaro, mandamento V di Pesaro.
Durante il periodo fascista (1922-1943), Sant'Angelo mantenne il proprio status di comune, a differenza di altri castelli delle colline circostanti che furono accorpati al comune di Pesaro. Del periodo della II guerra mondiale, si ricorda un episodio particolarmente gravoso, lo scoppio della polveriera di Montecchio,
avvenuto il 21 gennaio 1944, che causò la quasi completa distruzione del paese, posto a ridosso della linea gotica. Anche il capoluogo Sant'Angelo subì seri danni; tra gli edifici maggiormente danneggiati dai bombardamenti ci fu il Teatro Perticari. Le truppe alleate entrarono a Sant'Angelo il 28 agosto 1944.
Dal 31 dicembre 2013 il Comune di Sant'Angelo in Lizzola è stato unito a quello di Colbordolo a costituire il nuovo Comune di Vallefoglia, attivo dal 1° gennaio 2014.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale (1860 - 2013)
preunitario (sec. XIII - 1860)
Soggetti produttori:
Comune di Colbordolo, collegato, 2013 -
Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -
Comunità (Stato della Chiesa), 1815 - 1870
Comunità (Stato della Chiesa), sec. XIV - sec. XVIII
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Sant'Angelo in Lizzola (fondo)
Stato civile del Comune di Sant'Angelo in Lizzola (fondo)
Fonti:
"Decreto luogotenenziale di Eugenio principe di Savoia Carignano", Torino, 1860
"Statistica numerativa delle popolazioni di tutti i comuni e appodiati dello Stato pontificio ordinate secondo i Governi e le Provincie a cui appartengono", Roma, 1857
Collezione di pubbliche disposizioni emanate in seguito del Motu proprio di N. S. Papa Pio Settimo in data de' 6 luglio 1816 sulla organizzazione dell'amministrazione pubblica, Roma, 1816
Fonte a stampa, Amministrazione comunale di Sant'Angelo in Lizzola (a cura di), in "Sant'Angelo in Lizzola. Storia di un antico borgo", 1047, Sant'Angelo in Lizzola, 1984
Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione nello Stato pontificio, vol. VI, Roma, 1835
Riparto dei governi e delle comunità dello Stato pontificio con i loro rispettivi appodiati, Roma, 1817
Bibliografia:
R. DOMENICHINI, Il Dipartimento del Metauro nell'età napoleonica (1808-1815). Divisioni territoriali-amministrative e stato della popolazione, in Atti e memorie della Deputazione di storia patria per le Marche, 92 (1987), Ancona 1989
"Sant'Angelo in Lizzola. Storia di un antico borgo", a cura di Amministrazione comunale di Sant'Angelo in Lizzola, 1984
L. MICHELINI TOCCI, "Castelli pesaresi sulla riva destra del Foglia", Pesaro, 1973
E. LODOLINI, Gli archivi storici dei comuni delle Marche, in Quaderni della rassegna degli Archivi di Stato, 6, Roma, Istituto grafico tiberino, 1960
Redazione e revisione:
Papi Tatiana, 2005/11/23, prima redazione
Santolamazza Rossella, 2016/12/29, supervisione della scheda

