Date di esistenza: sec. XI -
Intestazioni:
Comune di Osimo, Osimo (Ancona), sec. XI -, SIUSA
Osimo fu alternativamente sotto il dominio del Papa e dell'Imperatore, mentre si formava il Comune, al quale si aggregarono feudatari ed abitanti dei castelli vicini.
Fu privata per ben due volte della sede vescovile, che riebbe definitivamente nel 1368. Nelle Constitutiones Aegidianae del 1357, è annoverata fra le "terrae mediocres" con un contado di 10 castelli. Nel 1368, Urbano V le restituì il titolo di città, che gli era stato tolto da Giovanni XXII nel 1326 a causa della ribellione contro la Chiesa.
Nel 1399, venne infeudata ai Malatesta di Rimini che, fra i primi atti di governo, fecero innalzare una cittadella fortificata sul luogo più sicuro. Il dominio dei Malatesta durò fino al 1430. Subì anche la dominazione di Francesco Sforza, di Boccolino Guzzone e fu occupata da Gian Giacomo Trivulzio nel 1487.
L'assetto istituzionale prevedeva in un primo tempo, a capo del comune, i consoli poi il podestà, forestiero, che durava in carica sei mesi ed era assistito da un giureconsulto. Ogni nuovo podestà era obbligato a giurare di rispettare i capitani dei trecento ed i priori delle arti. I tre giudici che il podestà portava con sé erano addetti alla celebrazione dei processi riguardanti beni di valore superiore ai 100 soldi, ed i tre notai erano addetti alla stesura degli atti dei processi penali. L'esecutivo era rappresentato dal magistrato, composto di un gonfaloniere e dai priori.
Notevole è l'importanza delle arti in Osimo, vero e proprio comune nel comune: i nomi degli appartenenti alle arti dovevano essere scritti negli statuti per essere prontamente convocati; ogni arte aveva un proprio priore ed un capitano, che duravano in carica un mese. Accanto ai priori delle arti vi erano i capitani dei trecento, comandanti di 300 cittadini "iurati", pronti a difendere il Comune con le armi. Il più ampio consiglio cittadino dopo il parlamento era il consiglio dei cinquecento, cui seguiva il Consiglio generale e quello più ristretto di credenza. Nelle mani del depositario pervenivano tutte le entrate del Comune e a lui facevano capo anche le uscite.
Rientrata definitivamente nel dominio pontificio come "immediate subiecta", fu sede di un governatore come rappresentante del potere centrale. Come tale rimase sino al Regno napoleonico, quando fu compresa nel Dipartimento del Musone.
Durante la Restaurazione fece dapprima parte della Delegazione di Macerata e dal 6 luglio 1816 fu ricompresa in quella di Ancona.
Con l'Unità d'Italia, Osimo fu compresa nella Provincia di Ancona.
Rientrata definitivamente nel dominio pontificio come "immediate subiecta", fu sede di un governatore come rappresentante del potere centrale. Come tale rimase sino al Regno napoleonico, quando fu compresa nel Dipartimento del Musone.
Durante la Restaurazione fece dapprima parte della Delegazione di Macerata e dal 6 luglio 1816 fu ricompresa in quella di Ancona.
Con l'Unità d'Italia, Osimo fu compresa nella Provincia di Ancona.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale (1860 - )
preunitario (sec. XI - 1860)
Soggetti produttori:
Sinibaldi Folenghi, collegato
Profili istituzionali collegati:
Comunità (Stato della Chiesa), sec. XIV - sec. XVIII
Comunità (Stato della Chiesa), 1815 - 1870
Comune, 1859 -
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Osimo (fondo)
Comune di Osimo (fondo)
Stato civile del Comune di Osimo (fondo)
Bibliografia:
A. BUGLIONI FRANCI, Osimo e i suoi ospedali. Le istituzioni ospitaliere dal XIII al XVI secolo, Falconara 1990
G. GATELLA GIULIADORI, Osimo postridentina nell'età di Sisto V. Note e orientamenti di ricerca, in Studia picena, 52, Fano, 1988
C. GRILLANTINI, Misure: monete, prezzi, compensi nella vita Osimana dei secoli XVI-XIX, in Atti e memorie della Deputazione di Storia patria per le Marche, 88, Ancona, 1985
C. CAROZZI, Osimo, in Città da scoprire. Guida ai centri minori, TCI, 2, Milano, 1984
G. PIANGATELLI, Una cronachetta osimana del sec. XVII, in Atti e memorie della Deputazione di Storia patria per le Marche, 85, Ancona, 1982
C. GRILLANTINI, Osimo e i signori delle "curtes" del territorio nei documenti degli anni 1126-1250, in Atti e memorie della Deputazione di Storia patria per le Marche, 84, Ancona, 1981
C. GRILLANTINI, Uomini, cose, avvenimenti di Osimo, Pinerolo 1980
P. COMPAGNONI, La Reggia Picena overo de' presidi della Marca, Macerata 1661, Bologna, Forni, 1980
C. GRILLANTINI, Echi della prima occupazione francese, in Memorie e rendiconti, 22, Ancona, 1973
C. GRILLANTINI, Storia di Osimo, Vetus Auximum, Pinerolo 1969
G. V. GENTILI, Auximum (Osimo), Roma 1965
O. SABBATINI, Sul fondamento giuridico degli statuti comunali, in Studia picena, 1, Fano, 1925
E. CALVI, Tavole storiche dei comuni italiani (Parte II Marche), in Atti e memorie della Deputazione di Storia patria per le Marche, 1, 4, Ancona, 1904
C. CIAVARINI (a cura di ), Collezione di documenti storici antichi inediti ed editi rari delle città e terre marchigiane eseguita da una società di studiosi ed eruditi, 4, Ancona, 1878
M. TALLEONI, Istoria dell'antichissima città di Osimo, Osimo 1807
G. COLUCCI, Delle antichità picene, Fermo 1789, tomo 5
L. MARTORELLI, Memorie Historiche dell'antichissima e nobile Città d'Osimo, Venezia 1705
Redazione e revisione:
Santolamazza Rossella, 2017/03/10, supervisione della scheda
Zaffini Arianna, 2010/08/30, prima redazione

