Date di esistenza: sec. XIII fine -
Intestazioni:
Comune di Montegranaro, Montegranaro (Fermo), sec. XIII fine-, SIUSA
Altre denominazioni:
Comunità di Montegranaro, sec. XIII fine - 1860
Il nome Montegranaro trae origine dal toponimo latino “Mons Granarius” derivante dalla produzione cerealicola che, specie in passato, ha caratterizzato questo territorio. In alcune citazioni successive si rileva il cambiamento da Mons Granario a “Monte Granario”, sino a diventare col tempo “Monte Granaro” ed infine “Montegranaro”.
Se ne hanno notizie fin dalla metà del secolo XIII, quando, divenuto libero Comune affrancato da Fermo, si dette proprie leggi negli statuti, che rimasero in vigore circa due secoli e poi furono riscritti da Bartolomeo Amoratti. Montegranaro, divenuto ghibellino, fiancheggiò l'impresa dell’imperatore Lodovico IV il Bavaro contro la Chiesa, insieme a Fermo. In seguito tornò a far parte del territorio della Chiesa.
Nel 1350 circa passò nel dominio di Gentile da Mogliano, signore di Fermo, finché il cardinale Egidio Albornoz non riconquistò il castello. Assolto dalla scomunica nel 1356, Montegranaro tornò a godere della “libertà ecclesiastica”, che costituiva un primo riconoscimento di autonomia amministrativa alle comunità locali, pur se la sede del potere restava la Corte pontificia. Nelle Costituzioni Egidiane, è annoverato tra le città “mediocri”. Nel secolo successivo fu infeudato dapprima agli Zeno, originari di Venezia, poi dato da Bonifacio IX nel 1397 ad Antonio Aceti, signore di Fermo, in enfiteusi a terza generazione. Da più parti conteso, nel secolo XV, entrò a far parte dei domini dei Malatesta di Cesena; nel 1415 e nel 1433 fu sottomesso a Francesco Sforza per passare poi alla Chiesa dieci anni dopo.
Nel 1487 venne revisionato l’antico statuto e alla fine del XIV secolo Montegranaro era uno dei tanti comuni della Marca di Ancona dipendente dalla Curia generale di Macerata e quindi della Santa Sede. Nel Comune il massimo organo di governo era il Consiglio generale a cui si affiancava un Consiglio di credenza. Altre magistrature contemplate dallo statuto erano il Podestà ed il Camerlengo. Nell’ultimo quarantennio del Seicento ebbe un aumento demografico favorito da un lungo periodo di pace che terminò quando, ridotta la giurisdizione territoriale del Governatore della Marca nella seconda metà del Settecento, la Marca subì l’invasione dei Francesi, che la ripartirono in tre dipartimenti. Montegranaro fu inizialmente conteso tra il Dipartimento di Macerata e quello di Fermo; in seguito, secondo un decreto di annessione, venne inserito nel Dipartimento del Tronto, nel Cantone di Sant'Elpidio. Con la Restaurazione entrò a far parte della Delegazione di Fermo.
Con l'Unità d'Italia il Comune di Montegranaro entrò a far parte della Provincia di Ascoli Piceno. Nel periodo postunitario ha seguito le vicende istituzionali ed amministrative di tutti i comuni italiani. Nel 2004, a seguito dell’istituzione della Provincia di Fermo, operativa dal 2009, è stato attribuito a quest’ultima.
Con l'Unità d'Italia il Comune di Montegranaro entrò a far parte della Provincia di Ascoli Piceno. Nel periodo postunitario ha seguito le vicende istituzionali ed amministrative di tutti i comuni italiani. Nel 2004, a seguito dell’istituzione della Provincia di Fermo, operativa dal 2009, è stato attribuito a quest’ultima.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale (1860 - )
preunitario (sec. XIII fine - 1860)
Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -
Comunità (Stato della Chiesa), 1815 - 1870
Comunità (Stato della Chiesa), sec. XIV - sec. XVIII
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Montegranaro (fondo)
Stato civile del Comune di Montegranaro (fondo)
Bibliografia:
Gli archivi storici dei comuni delle Marche. Indici degli inventari, a cura di V. CAVALCOLI ANDREONI, Ostra Vetere 1986
G. BARTOCCI, L'Antico Archivio Comunale di Montegranaro, in Atti e memorie della Deputazione di Storia Patria per le Marche, 1, Ancona 1960
G. STRAFFORELLO, La Patria. Geografia dell'Italia, Torino, 1895
Redazione e revisione:
Santolamazza Rossella, 2020/02/17, revisione
Seresi Chiara, 2019/11/07, prima redazione

