Intestazioni:
Comune di Macerata Feltria, Macerata Feltria (Pesaro e Urbino), sec. XII -, SIUSA
Macerata Feltria fu costruita dalle genti sfuggite alla distruzione del municipio romano di Pitinum Pisaurense, avvenuta ad opera dei Goti nella prima metà del VI secolo. Nell'alto medioevo Macerata Feltria si impose con il suo castello fra gli aggregati fortificati. Nel corso dell'XI-XII secolo sembra aver goduto di una certa libertà comunale perdutasi poi, nel corso del XIII secolo, con l'affermazione della famiglia dei Gaboardi, che il 4 luglio 1233 sottomisero alla città di Rimini il castello, gli uomini e l'intera universitas di Macerata Feltria. Nell'appianare le contese insorte tra il Rettore della Romagna e quello della Massa Trabaria, il pontefice Niccolo IV, con atto del 1288, assoggettò al rettore papale di Massa Trabaria il territorio di Piagnano e di Macerata Feltria. La comunità venne descritta nella Massa Trabaria nella relazione del cardinale Albornoz (1358), che recuperò queste terre alla Chiesa. Dal 1356 al 1378, il "castrum Macerate" fu governato dai vicari papali. Quando i Malatesta si impadronirono di Rimini, divennero anche signori di Macerata Feltria che tennero con alterne vicende sino al maggio del 1463, quando Federico di Montefeltro la conquistò definitivamente e la unì al ducato di Urbino. Prima vicariato e poi podestaria, Macerata Feltria era compresa all'interno della provincia del Montefeltro, il cui Commissario rappresentava l'autorità superiore delle magistrature comunali.
Con la signoria feltresca i compiti del comune si erano andati via via riducendo fino a limitarsi a quelli di carattere strettamente amministrativo, rimanendo il potere legislativo e quello giurisdizionale in mano al duca. La terra era retta da un Vicario, più tardi Podestà\Pretore, nominato dal duca, il cui compito era l'amministrazione della giustizia di primo grado e il dare esecuzione alle decisioni del consiglio che, per altro, presiedeva. Il consiglio era composto di quaranta membri, fra i quali venivano scelti i quattro Priori col compito di tutelare i beni comuni ed il Sindico con poteri di rappresentanza del comune anche in giudizio. Altro ufficiale del comune era il camerario che si occupava delle entrate ed uscite e dell'esazione delle imposte. Nel 1631, alla morte dell'ultimo duca, Macerata Feltria insieme a tutto il territorio del ducato d'Urbino, entrò a far parte dello Stato pontificio. La Santa Sede lo considerò una provincia a sè, a capo della quale pose un Legato; i singoli comuni continuarono a reggersi sugli antichi statuti, senza variare le figure istituzionali. Nel 1797 il territorio del Montefeltro fu occupato dai francesi e Macerata Feltria entrò a far parte della Repubblica cisalpina, per essere riconquistata allo Stato pontificio dagli austriaci, nel 1800, sotto il cui governo provvisorio rimase sino all'anno seguente. Nel 1808 sotto il Regno d'Italia napoleonico, Macerata Feltria fece parte del Dipartimento del Metauro, distretto IV di Urbino, cantone di San Leo; con la caduta napoleonica tornò a far parte dello Stato pontificio, all'interno della Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro, distretto di Urbino. Era sede di un Governatore. Questa situazione venne confermata dal riparto territoriale del 1817 e da quello del 1835. Con l'annessione delle Marche al Regno d'Italia, avvenuta nel 1860, Macerata Feltria entrò a far parte della provincia di Pesaro ed Urbino, circondario II di Urbino, mandamento III di Macerata Feltria.
Nel 1928 a Macerata Feltria fu aggregato il paese di Pietrarubbia, che venne ricostituito comune autonomo nel 1947.
Nel 1928 a Macerata Feltria fu aggregato il paese di Pietrarubbia, che venne ricostituito comune autonomo nel 1947.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Macerata Feltria (complesso di fondi / superfondo)
Stato civile del Comune di Macerata Feltria (fondo)
Fonti:
"Decreto luogotenenziale di Eugenio principe di Savoia Carignano", Torino, 1860
Collezione di pubbliche disposizioni emanate in seguito del Motu proprio di N. S. Papa Pio Settimo in data de' 6 luglio 1816 sulla organizzazione dell'amministrazione pubblica, Roma, 1816
Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione nello Stato pontificio, vol. VI, Roma, 1835
Riparto dei governi e delle comunità dello Stato pontificio con i loro rispettivi appodiati, Roma, 1817
Bibliografia:
R. DOMENICHINI, Il Dipartimento del Metauro nell'età napoleonica (1808-1815). Divisioni territoriali-amministrative e stato della popolazione, in Atti e memorie della Deputazione di storia patria per le Marche, 92 (1987), Ancona 1989
Gli archivi storici dei comuni delle Marche. Indici degli inventari, a cura di V. CAVALCOLI ANDREONI, Ostra Vetere 1986
Redazione e revisione:
Papi Tatiana, 2005/07/25, rielaborazione

