Date di esistenza: sec. XIX -
Intestazioni:
Comune di Santa Giustina, Santa Giustina (Belluno), sec. XIX -, SIUSA
Nel XII secolo esisteva a Formegan, frazione di Santa Giustina, la "pieve di Santa Maria di Formicano", ricordata in una bolla di Papa Lucio III del 1184. L'origine di questa pieve, centro, allora, di vita religiosa e amministrativa, può essere ragionevolmente collocato nell'VIII secolo. Fra XIII e XIV secolo la pieve fu trasferita da Formegan a Ignan, la cui chiesa era dedicata alla martire padovana Santa Giustina. Ignan era un borgo di notevoli dimensioni, raggiungibile con maggior facilità e di notevole rilievo commerciale, posto com'era tra il fiume Vesco e la principale strada di comunicazione. L'altro nucleo più popoloso, oltre a Ignan, fu Salzan, situato lungo la strada che congiungeva Feltre con Belluno, costeggiando il Piave; in quel tratto nel XIV e XV secolo sorgeva la villa di Grighero, importante centro commerciale e di transito, dove si tovava il traghetto per passare a Mello (Mel), dove si fermavano le zattere dirette a Venezia e dove si poteva sostare prima del guado del Cordevole per raggiungere Belluno. Che questa villa avesse notevole importanza è testimoniato dal fatto che nel 1393, nella chiesetta di San Lorenzo, tutt'ora esistente, si riunirono i due Capitoli di Feltre e di Belluno per eleggere, dopo un'aspra vertenza, il vescovo Alberto da San Giorgio. Le vicende successive di Santa Giustina si confondono con quelle di Feltre e Belluno. Nel 1404 anche Santa Giustina giurò fedeltà a Venezia e la Serenissima dimostrò di voler mettere ordine nel territorio, riducendo all'essenziale il caotico sistema difensivo della Val Belluna e della città di Belluno e conferendo pieni poteri a un Capitano, sostituito di anno in anno e coadiuvato da un Consiglio di nobili. In quell'epoca, mentre Belluno raggiunse un certo splendore, la valle visse una condizione molto meno rosea, con agricoltura e pastorizia semi-abbandonate e il commercio in difficoltà per gli alti dazi e le pessime condizioni delle strade. La popolazione viveva con il piccolo artigianato e con la vendita del legname del bosco del Cansiglio. Fatta eccezione per le pestilenze del 1435 e del 1631 e per il saccheggio delle truppe di Massimiliano d'Asburgo durante la guerra tra la Lega di Cambrai e Venezia (1509-1511), il periodo della dominazione veneziana fu relativamente pacifico ma si interruppe bruscamente nel 1797 con la cadita della Serenissima e la discesa delle armate napoleoniche. Con la riforma amministrativa operata da Napoleone, a Belluno, Feltre, nella Val Belluna e in Cadore fu instaurata una Municipalità democratica e Santa Giustina venne elevata a Comune.
Nel repertorio generale del 1769 delle ville e comuni di tutte le provincie della terraferma, formato sulla documentazione dei Deputati e aggiunti alla provvision del denaro pubblico, Santa Giustina è riportata tra le ville del Territorio di Feltre. Nel compartimento territoriale austriaco del 1802 il paese è compreso come villa del compartimento territoriale di Feltre con capoluogo Feltre. Il decreto napoleonico del 22 dicembre 1807, n. 283, sulla divisione dei nuovi dipartimenti ex veneti, inserisce il comune nel dipartimento della Piave, distretto II di Feltre, cantone I di Feltre. Con la sovrana patente del 7 aprile 1815, che istituì il Regno del Lombardo Veneto, Santa Giustina è assegnato alla provincia di Belluno, distretto VII di Feltre. Il nuovo compartimento territoriale delle provincie venete, pubblicato con dispaccio 40. 285/3.94 del due novembre 1845, e la successiva sovrana risoluzione del 28 gennaio 1853, che definisce il compartimento territoriale delle provincie venete attivato col 1 luglio 1853, descrivono la seguente situazione: il comune fa parte della provincia di Belluno, distretto VI di Feltre. Tale stato di cose non viene mutato dalla normativa degli anni seguenti, fino alla fine della dominazione austriaca. I territori veneti vengono poi annessi al Regno d'Italia ed il comune entra a far parte della provincia di Belluno, con il regio decreto del 13 ottobre 1866 n. 3282. Durante la prima guerra mondiale, tra 1917 e 1918, a seguito della rotta di Caporetto, tutta la provincia visse sotto il dominio austriaco che cessò con l'armistizio del 4 novembre 1918.
Buona parte della popolazione è concentrata nel capoluogo, che ha ormai inglobato le frazioni di Ignan e Salzan e si è praticamente saldato, lungo la statale, all'abitato di Formegan. Altri centri importanti sono Meano e Cergnai, mentre numerose altre frazioni minori sono disseminate sul territorio: Campo, Salmenega, Bivai, Sartena, Colvago, San Martino, Lasserai, Campel, Dussano e Callibago.
Buona parte della popolazione è concentrata nel capoluogo, che ha ormai inglobato le frazioni di Ignan e Salzan e si è praticamente saldato, lungo la statale, all'abitato di Formegan. Altri centri importanti sono Meano e Cergnai, mentre numerose altre frazioni minori sono disseminate sul territorio: Campo, Salmenega, Bivai, Sartena, Colvago, San Martino, Lasserai, Campel, Dussano e Callibago.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente pubblico territoriale
Profili istituzionali collegati:
Comune, 1859 -
Complessi archivistici prodotti:
Comune di Santa Giustina (fondo)
Stato civile del Comune di Santa Giustina (fondo)
Bibliografia:
Archivi nella Provincia di Belluno. Indagine conoscitiva per la ricerca storica. Archivi comunali a cura di G. MIGLIARDI 0RIORDAN e D. TESTA BENZONI, con la collaborazione di M. DE BONA e S. MISCELLANEO, Archivi delle IPAB a cura di S. MISCELLANEO, Belluno, Provincia di Belluno Editore, 2003, 160-161
Santa Giustina. Saggi di E. MINELLA [et alii], a cura dell'Amministrazione Comunale di Santa Giustina - Comitato di gestione della biblioteca comunale, [Cornuda], [Grafiche Antiga], 1995
Redazione e revisione:
Pavan Laura, 2014/02/03, integrazione successiva

