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Giolitti Antonio

Roma 1915 feb. 12 - Roma 2010 feb. 8

Politico
Sottosegretario agli Esteri, 1946
Deputato del PCI, 1948 - 1957
Deputato del PSI, 1958 - 1976

Intestazioni:
Giolitti, Antonio, politico, (Roma 1915 - Roma 2010), SIUSA

Nipote dello statista liberale Giovanni Giolitti, si laureò nel 1937 in Diritto civile presso l’Università La Sapienza di Roma, trasferendosi due anni dopo a Torino per lavorare nella fabbrica di lime dello zio Federico e stringendo amicizia con intellettuali quali Ludovico Geymonat, Cesare Pavese, Norberto Bobbio e Giulio Einaudi. In questi anni iniziò ad interessarsi alla politica, frequentando a Roma il gruppo di Giustizia e libertà ed entrando in contatto nel 1940 con il gruppo dei giovani comunisti, tra cui Antonello Trombadori, Antonio Amendola e Pietro Ingrao. Accanto alla sua attività politica, costruì una solida collaborazione con la casa editrice Einaudi che nel 1943 aveva aperto la sua sede a Roma e per la quale aveva già tradotto opere dal tedesco. Nei mesi precedenti la caduta del fascismo iniziò ad assumere un ruolo militante nel PCI e dopo l'8 settembre, con Pompeo Colajanni, organizzò le prime bande partigiane tra Barge, Cavour e il Monte Bracco. Tornato a Roma nel 1945, Togliatti lo incaricò del “rapporto con gli intellettuali” nell’ambito dell’ufficio propaganda della direzione del partito.
Eletto membro dell'Assemblea costituente nel 1946, fu deputato del PCI dal 1948 al 1957, quando, in forte polemica con la dirigenza del partito, si dimise dopo l'invasione sovietica dell'Ungheria, approdando tra le fila del PSI per il quale fu deputato dal 1958 al 1979. Sostenitore del centrosinistra, profondamente impegnato nel dibattito politico e culturale di quegli anni, fu ministro del Bilancio nel I gabinetto Moro (1963-1964), del Bilancio e della Programmazione economica nel III gabinetto Rumor e nel governo Colombo (1970-1972), di nuovo del Bilancio nel IV e V gabinetto Rumor (1973-1974), trovandosi a fronteggiare complesse congiunture economiche che lo videro elaborare un approccio di tipo “socialdemocratico” nella volontà di definire un metodo democratico atto a garantire una coesione egualitaria della società. Nel 1977, sentendosi emarginato all'interno del PSI e interessato alla possibilità di lavorare per la Comunità Europea, accettò l'incarico per due mandati come commissario europeo per la Politica Regionale, ruolo ricoperto fino al 1985, non cessando di interessarsi alla vita politica italiana ed esprimendo critiche verso la deriva partitocratica del PSI che lo portarono a rompere con questa formazione politica. Nel 1987 fu eletto senatore nel gruppo misto con il PCI; nel 1992, a fine mandato, si ritirò definitivamente dalla vita politica.


Soggetti produttori:
Giolitti Giuseppe, predecessore
Giolitti, collegato

Per saperne di più:
Giolitti, Antonio - P. Craveri, Giolitti, Antonio, Voce sul Dizionario Biografico degli italiani, Treccani online.
Giolitti, Antonio - Voce nella Treccani online.

Complessi archivistici prodotti:
Giolitti Antonio (fondo)
Giolitti, famiglia (fondo)


Redazione e revisione:
Malfatti Stefano, 2024/09/23, revisione
Omenigrandi Nadia, 2024/09/23, prima redazione


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