Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Persone » Soggetto produttore - Persona

Vasari Bruno

Trieste 1911 dic. 9 - Torino 2007 lug. 20

Impiegato
Deportato politico

Intestazioni:
Vasari, Bruno, impiegato, deportato politico, (Trieste 1911 - Torino 2007), SIUSA

Bruno Vasari nacque a Trieste, ancora austriaca, il 9 dicembre 1911, secondogenito di Giulio Lonschar e Paula Janovitz. Di famiglia medio borghese, frequentò il liceo classico, dove ebbe come insegnante lo scrittore Giani Stuparich. Dopo la maturità si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Padova e contemporaneamente venne assunto all'Eiar di Trieste. Nel 1936 si trasferì per lavoro a Venezia e nel 1938 a Torino dove allora aveva sede la Direzione generale e dove si laureò. Nel 1940 incontrò e poi sposò Felicina De Giorgio, detta Nanni. Il 1° giugno 1943 venne licenziato dalla direzione fascista per motivi politici; dopo il licenziamento si trasferì a Milano e intensificò i suoi rapporti con la Resistenza. Il 6 novembre 1944 nel corso di una missione fu arrestato e incarcerato a San Vittore: di lì venne deportato al Lager di Bolzano, e da Bolzano a quello di Mauthausen, numero di matricola 114119, dove venne liberato il 5 maggio 1945.
Sulla sua esperienza scrisse, già nel 1945, Mauthausen bivacco della morte, il primo libro di testimonianza sulla deportazione pubblicato in Italia.
Riassunto alla Rai nello stesso anno si occupò dei rapporti con il Ministero della finanza e altri dicasteri fino alla nomina a direttore centrale amministrativo dell'azienda. Nel 1970 fu promosso vicedirettore generale e nel 1977 avvenne il pensionamento per raggiunti limiti d'età.
Dalla fine degli anni Cinquanta lavora per tenere viva la memoria della Resistenza e della deportazione e dopo il pensionamento intensifica gli impegni: dal 1974 e per venti anni diresse la rivista Lettera ai Compagni della Federazione italiana associazioni partigiane - FIAP e dal 1991 rivestì la carica di presidente in seno all'Associazione nazionale ex deportati politici nei campi di concentramento nazisti - ANED. In questo ruolo, con la collaborazione della Regione Piemonte e dell'Università di Torino, promosse una vasta attività culturale volta a preservare la memoria della deportazione e della Resistenza.
Rimasto vedovo nel 1958, nel 1963 si risposò con Maria Valentina Appiotti, dirigente Ilte del gruppo Iri, scomparsa nel 1996. Dopo la sua morte Vasari cominciò a scrivere poesie, strumenti di una nuova stagione di testimonianza che si concluderà con la sua morte, avvenuta a Torino il 20 luglio del 2007.


Complessi archivistici prodotti:
Vasari Bruno (fondo)


Redazione e revisione:
Lanzini Marco, coordinatore nazionale revisione schede Rete Parri, 2023/10/25, prima redazione


icona top