Sede: Genova
Date di esistenza: 1942 - 1947
Intestazioni:
Partito d'azione - PdA della Liguria. Segreteria regionale e provinciale di Genova, Genova, 1942 - 1947, SIUSA
La sezione ligure del Partito d’azione - PDA fu fondata in seguito al quella milanese, sorta in occasione della riunione del luglio 1942 e dell’elaborazione dei sette punti programmatici che ufficializzarono l’indirizzo politico del neo nato partito. Tra i primi membri del PDA ligure vi fu Luigi “Lino” Marchisio, esponente dei vecchi membri di Giustizia e libertà, al quale il PDA si ispirò direttamente, già duramente duramente colpiti da una prima fase di arresti del 1930 e poi da una seconda del 1934 - 1935. Il 9 settembre 1943 il PDA ligure, grazie alle figure di Eros Lanfranco, Luigi Marchisio, avvicendati successivamente da Giulio Bertonelli, entrò a far parte del nascente Comitato di liberazione nazionale Liguria mentre, nel novembre dello stesso anno, Mario Zino fu incaricato di rappresentare gli azionisti liguri in occasione del Convegno di Firenze. Una nuova ondata di arresti fra il dicembre 1943 e i primi mesi del 1944 colpì duramente il PDA ligure e, mentre Lanfranco fu arrestato, Marchisio dovette lasciare Genova venendo sostituito da Mario Cassiani Ingoni, che rappresentò il PDA all’interno del CLN regionale sino al suo scioglimento, rappresentando inoltre la Liguria nell’esecutivo del PDA per l’Alta Italia e attivandosi come organizzatore delle formazioni Giustizia e Libertà nella regione. Nel contempo si svilupparono tra il PDA ligure e il CLN regionale alcune diatribe in merito all’assegnazione delle cariche che portarono ad una situazione di stasi del Comitato, risolta infine dalla decisione di demandare l’assegnazione delle stesse al CLN Alta Italia. Nella riunione del 23 ottobre 1944 il Comitato esecutivo del PDA ligure si propose di rendere noto al CLN Alta Italia la volontà di far conferire ad un azionista la carica di sindaco di Genova, al termine delle ostilità. Negli ultimi mesi del 1944 il PDA ligure discusse di questioni militari, della federazione giovanile del partito, del movimento azionista femminile e del Comitato sindacale. A questo proposito il PDA potè vantare la presenza di propri delegati nei comitati interni della San Giorgio e dei Cantieri Navali Ansaldo di Sestri Ponente. Anche le organizzazioni femminili e giovanili stentarono, almeno in un primo tempo, a definire in modo chiaro il loro rapporto con i Gruppi di difesa della donna e il Fronte della gioventù di organizzazione comunista e fu la stessa sezione giovanile del PDA, in una relazione di G. Pavano, a criticare la carenza del partito nel lavoro di propaganda della propria linea politica. In tal senso il PDA ligure appoggiò una mozione proposta dal CLN Liguria il 14 dicembre 1944 quando, durante la seduta del Comitato, venne suggerita l’unificazione di tutte le organizzazioni femminili dei partiti all’interno dei Gruppi di difesa della donna. Questa fu fortemente osteggiata dalla Democrazia cristiana, dal Partito liberale e dal Partito repubblicano che optarono invece per la costituzione di un Comitato interpartitico. Il PDA rimase sostanzialmente estraneo alla discussione sui licenziamenti in massa operati dagli industriali liguri alla fine del 1944, a riprova di un gruppo dirigente piuttosto isolato e della mancanza di un rapporto organico con il centro milanese. Nel dicembre 1944 l’Unione ligure del PDA si rivolse al Comitato esecutivo nazionale con una lettera nella quale si evidenziarono la mancanza di collegamenti e l’assenza di una unità di indirizzo nella linea politica adottata dal partito ligure. Solo nei primi mesi del 1945 si potè osservare uno spostamento a sinistra della dirigenza del PDA ligure, spesso accusata da parte di liberali e repubblicani di sabotaggio del CLN in combutta con i partiti di sinistra. Ai primi di febbraio il PDA riuscì a consolidare la propria posizione all’interno dei CLN degli avvocati, dei magistrati, dei docenti universitari, degli ingegneri, dei professori e dei medici mentre restò per il momento irrisolto il problema della rappresentanza del PDA all’interno della Camera del lavoro. Solo in quest’ultima fase della guerra, il PDA dimostrò una maggiore tensione verso i rafforzamenti dei legami con i partiti di sinistra, finalizzata allo sviluppo di una comune linea d’azione: nonostante questo, il 17 aprile 1945, gli azionisti presero posizione contro la decisione del CLN Alta Italia di affidare ad un uomo del Partito d’azione la carica di vicesindaco di Genova, in seguito alla liberazione. Delusi da un’assegnazione ritenuta inadeguata, gli azionisti, pur confermando la volontà del PDA di non porre difficoltà al CLN ligure, ribadirono il fermo rifiuto di ogni carica, costringendo così il Comitato di liberazione nazionale della Liguria a procedere ad una nuova assegnazione, dalla quale furono del tutto esclusi gli azionisti. Ampio e di notevole peso fu invece il contributo del PDA nell’ambito del lavoro della Commissione giustizia del CLN ligure, all’interno del quale il partito aveva avuto una funzione rilevante, proponendo un testo di 58 articoli che fu alla base del testo ufficiale, approvato dal CLN regionale. Nelle ultime settimane di guerra, inoltre, l’azionista Giovanni Trombetta “Tomasi”, vice comandante militare regionale, ebbe un ruolo chiave nelle trattative che portarono, il 25 aprile 1945, alla resa del presidio genovese sotto il comando del generale Günther Meinhold. In seguito alla fine delle ostilità il Partito d’azione ligure vide i propri dirigenti ricoprire ruoli chiave nella vita pubblica della Liguria e dell’Italia del dopoguerra: Mario Cassiani Ingoni entrò a far parte della Consulta Nazionale mentre, a livello locale, venne delegato dal CLN alla Commissione giustizia ed epurazione diventando, nel novembre del 1945, direttore del quotidiano “L’Azione”, organo locale del PDA, in sostituzione di Mario Zino. Ampio fu inoltre lo sforzo degli azionisti liguri, in particolar modo di Mario Cassiani Ingoni e di Luciano Bolis, per la nascita e lo sviluppo dell’Istituto per la storia della Resistenza in Liguria di cui Bolis stesso fu primo direttore. Il Partito d’azione ligure, la cui segreteria provinciale genovese funzionò da segreteria regionale, vide in questo periodo la nascita di numerose sezioni in tutta la Liguria e la partecipazione dei candidati e degli iscritti alla vita politica della città e della Regione. All’attività congressuale e assembleare, si affiancò la redazione di alcuni periodici locali quali “L’Azione” e la promozione della linea programmatica del partito grazie alla diffusione del PDA attraverso l’attività sindacale.
Condizione giuridica:
privato
Tipologia del soggetto produttore:
partito politico, organizzazione sindacale
Complessi archivistici prodotti:
Partito d'azione - PDA della Liguria. Segreteria regionale e provinciale di Genova (fondo)
Bibliografia:
P. ARVATI, P. CONTI, C. PENCO, P. RUGAFIORI, Partiti e Resistenza in Liguria. Contributo per una storia politica del CLN, Genova, Sabatelli Editore, 1975, 93-125
Redazione e revisione:
Lanzini Marco, coordinatore nazionale revisione schede Rete Parri, 2023/08/14, supervisione della scheda
Parisi Alessio, 2023/08/14, prima redazione

