Parigi 1848 lug. 15 - Céligny 1923 ago. 19
Ingegnere
Economista
Sociologo
Intestazioni:
Pareto, Vilfredo, ingegnere, economista, sociologo, (Parigi 1848 - Céligny 1923), SIUSA
Vilfredo Pareto nacque a Parigi il 15 luglio 1848 dal marchese Raffaele Pareto, ingegnere genovese, esule da più di venti anni per le sue idee mazziniane, di cui sono rimasti diversi scritti di idraulica, meccanica e architettura. La madre, Maria Méténier, era cittadina francese. Vilfredo Pareto frequentò la scuola elementare in Francia e il francese fu la prima lingua che apprese e quella in cui preferì scrivere la maggior parte delle sue opere. Nel 1852 la famiglia si trasferì in Italia, prima a Genova e a Casale Monferrato, dove Pareto frequentò la sezione fisico-matematica dell'Istituto tecnico, e infine, nel 1862, a Torino, dove completò gli studi secondari e, nel 1864, fu ammesso al biennio universitario di Scienze matematiche. Nel 1866 pubblicò il suo primo scritto "Applicazioni del disegno assonometrico". Dopo la licenza in scienze matematiche e fisiche, nel 1870 conseguì la laurea in ingegneria e iniziò il suo lavoro di ingegnere presso la Società anonima delle strade ferrate romane a Firenze, dove divenne assiduo frequentatore del salotto di Emilia e Ubaldino Peruzzi. Nel 1873 passò alla Società per l'industria del ferro. L'anno successivo fu nominato socio ordinario dell'Accademia dei georgofili e partecipò alla fondazione della società Adamo Smith con lo scopo di promuovere la dottrina delle libertà economiche. Tra il 1875 e il 1881 fu consigliere comunale a San Giovanni Valdarno; tentò a diverse riprese di farsi eleggere deputato, senza riuscirvi; nel 1880 fu nominato direttore generale della nuova Società delle ferriere italiane. Nel frattempo partecipò vivamente alle battaglie liberiste, con articoli, discorsi, viaggi all'estero: nel 1887 iniziò la sua collaborazione con il «Journal des Economistes». Nel 1889 fu relatore al Congresso per la pace a Roma; nello stesso anno sposò Alessandra Bakounine figlia del Console russo a Venezia. Fondamentale l'incontro con l'economista Maffeo Pantaleoni sotto il cui stimolo si consacrò allo studio dell'economia matematica, abbandonando nel 1890 la Società delle ferriere: presentato dall'amico a Léon Walras, professore di Economia politica all'Università di Losanna, nel 1893 ne divenne il successore con la carica di professore straordinario, e, l'anno dopo, professore ordinario. Sembra che la ragione determinante che spinse Pareto ad abbandonare il lavoro e l'Italia fu lo scandalo che coinvolse la Società Elba di cui Pareto faceva parte, accusata di illecite connivenze con gli apparati governativi: pur essendo uscito indenne dalle accuse, lo sdegno per gli attacchi mossi alla sua persona lo avrebbe indotto ad emigrare in Svizzera. Continuò la collaborazione a giornali e periodici italiani e, nel 1893, pubblicò l'introduzione agli estratti de "Il Capitale", curati da Paul Lafargue. Nel 1896-1897 pubblicò il "Cours d'économie politique". Nel 1899, ricevuta una ingente eredità da uno zio, presentò le dimissioni, sia per avere più tempo da dedicare agli studi sociologici, sia per sfuggire al fisco, in quanto lo stipendio da professore unito all'eredità lo portò ad essere contribuente nel cantone di Vaud. Ma l'Università preferì trovare una soluzione fornendogli un supplente che lo alleggerisse dagli impegni dell'insegnamento, e, nel 1900, si trasferì a Céligny nel cantone di Ginevra. Tra il 1901 e il 1902 la moglie lo lasciò e Pareto si legava ad una giovane parigina, Jeanne Régis, che potè sposare solo due mesi prima di morire. Nel 1902-1903 uscirono i due volumi de "Les systèmes socialistes"; nel 1905 il "Manuale di economia politica". Dopo una grave crisi cardiaca (1907), Pareto condusse vita sempre più ritirata, dedicandosi alla stesura del "Trattato di socologia generale", pubblicato nel 1916. È il periodo della solitudine, delle polemiche e del sarcasmo contro colleghi ed oppositori. Dopo la riforma dell'insegnamento delle scienze sociali, da lui propugnata, l'Università autorizzò il suo pensionamento (1911). Nel 1917 l'Università di Losanna, a cui Pareto aveva già donato la sua biblioteca, festeggiava i 25 anni d'insegnamento di «colui il cui nome, nel mondo intero, si confonde con quello della Scuola di Losanna, la cui opera è senza precedenti nella scienza delle società umane». Nel 1922 prese la cittadinanza fiumana per poter sposare la Régis; accettò la proposta di Mussolini di rappresentare l'Italia nella Commissione per la riduzione degli armamenti. Nominato senatore del Regno nel febbraio 1923, morì il 19 agosto e fu sepolto nel cimitero di Céligny.
Complessi archivistici prodotti:
Pareto Vilfredo (fondo)
Pareto Vilfredo (fondo)
Bibliografia:
L. BRUNI, Vilfredo Pareto: alle radici della scienza economica del Novecento, Firenze 1999
La ragione e i sentimenti. Vilfredo Pareto e la sociologia, a cura di E. RUTIGLIANO, Milano 1994
P. BONETTI, "Il pensiero politico di Pareto", Roma-Bari, Laterza, 1994, pp. 93-95
G. BUSINO, "Per leggere Pareto", in "Pareto oggi", a cura di G. BUSINO, Bologna, Il Mulino, 1991, pp. 167-178
G. BUSINO, L'Italia di Vilfredo Pareto: economia e società in un carteggio del 1873-1923, Milano 1989
S. BORGIA, "Politica e potere in V. Pareto", Quaderno di Ethos, «Rivista di Filosofia e Scienze Umane», Lecce, 1984, pp. 167-176
J.Ch. BIAUDET, "Vilfredo Pareto et Lausanne" in "Convegno Internazionale Vilfredo Pareto (Roma, 25-27 ottobre 1973)", Roma, Accademia Nazionale dei Lincei, 1975, pp. 75-89
Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Di Domenico Adriana, 1996, prima redazione
Morotti Laura, 2010, rielaborazione

