fondo
Altre denominazioni:
Mancia Umberto, nome all'anagrafe dell'artista Manbert
Estremi cronologici: 1948 - 2007
Consistenza: Biblioteca (libri e riviste): 60 metri lineari; corrispondenza (ordinata per mittente): 1 contenitore; 1 libro-collage La Saletta; scritti e poesie: 2 fascicoli; miscellanea: 10 fascicoli; recensioni: 1 fascicolo; materiali preparatori per Gruppo S(e)ssere (schizzi, progetti, appunti, multipli, inviti): 5 contenitori, 3 fascicoli; inviti mostre personali e collettive (in copia multipla): 1 contenitore, 1 quaderno; locandine mostre (di altri artisti, tra cui Maurizio Nannucci, Gianni Bertini, Thomas Bayrle, Christo, Ugo La Pietra, Scuola di Pistoia, Paolo Scheggi): 3 cartelle; ritagli di immagini tratte da giornali e riviste (suddivise per soggetto): 29 contenitori, 1 album fotografico; fotografie personali e di documentazione (stampe a colori e in b/n di vario formato, provini a contatto): 1 contenitore, 1 fascicolo, 2 quaderni; riproduzioni fotografiche di opere d'arte (del soggetto produttore): 1 contenitore; fotografie artistiche (stampe b/n di vario formato con relativi negativi, polaroid): 5 contenitori; documentazione attività sonora e registrazioni su nastro magnetico e filo magnetico: 4 contenitori, 1 fascicolo; videotapes (12 videotape d'artista e varie registrazioni su supporto elettronico): 3 contenitori, 1 videotape fuori formato; documentazione attività filmica (Super 8): 1 contenitore, 1 fascicolo; schizzi, disegni, bozzetti: 28 cartelle, 2 album; disegni di allievi: 7 cartelle.
Storia archivistica: La storia dell'archivio coincide con quella dei numerosi traslochi che il medesimo ha subito, seguendo l'allestimento delle altrettante case-studio in cui è vissuto l'artista. L'attuale sede è un'abitazione privata situata a Firenze, appartenuta in passato a Micheline Bels, compagna di Manbert, che qui si era trasferita nel 1994. Essendo sempre stato un grande "collezionista", Manbert conservava dunque nella case dove viveva e lavorava tutte le opere e i materiali da lui accumulati negli anni; la prima abitazione che ha assunto per lui un ruolo significativo, perché considerata a tutti gli effetti una casa-studio, è stata l'abitazione in Via Benozzo Gozzoli 19 a Firenze, dove ha vissuto dagli anni Cinquanta del Novecento al 1971, anno in cui, a seguito di uno sfratto, decise di andare a vivere in una casa più grande, in via Monte Oliveto 6 a Firenze, con Mario Conti, Mauro Bonciani, le rispettive compagne e la figlia di quest'ultimo. Anche questa divenne una casa-studio dove Manbert conservava tutto quanto avesse una rilevanza per le sue ricerche, secondo una sua propria logica. Dal 1981 (anno della scomparsa dell'artista) fino al 1994 la disposizione e l'ordinamento dei materiali e delle opere di Manbert all'interno della casa in via Monte Oliveto sono rimaste inalterate. A causa di un ulteriore sfratto Micheline Bels nel 1994 si è trasferita nella casa dove attualmente ha sede l'Archivio, dando nuova collocazione a tutto il materiale; alla sua morte ha lasciato l'eredità di Manbert a Francesca Bonciani, considerata come una figlia.
Descrizione: L'Archivio contiene materiali documentari relativi alla variegata produzione artistica di Manbert: l'intera biblioteca, la corrispondenza, i documenti, gli scritti, le fotografie, una consistente collezione di ritagli di immagini tratte da giornali e riviste, i materiali preparatori per le opere in forma di schizzi e bozzetti. Oltre alla documentazione delle ricerche condotte con media quali fotografia, videotape, Super 8 e nastro sonoro magnetico, il fondo conserva anche tutta la restante produzione artistica di Manbert, suddivisa tra disegni e opere su carta (circa 750 pezzi), opere su tela, opere in legno (comprese le rispettive basi di appoggio, in legno), composizioni realizzate con tessere Lego (complessivamente circa 100 pezzi). E' presente infine l'attrezzatura fotografica utilizzata dall'artista, comprensiva di un banco personalizzato con ingranditore, un essiccatoio artigianale per negativi, materiale vario per lo sviluppo e la stampa (bacinelle, pinze, tank, termometri) e una serie di retini su pellicola trasparente per le sperimentazioni in camera oscura.
Ordinamento: Parziale. Al momento del passaggio dalla casa di Via Monte Oliveto a quella attuale Micheline Bels ha ordinato tutto il materiale appartenuto a Manbert, rispettando i criteri dell'artista ma cercando allo stesso tempo di ottimizzare dove possibile gli spazi di ingombro, essendo la nuova casa di dimensioni molto più ridotte. Durante le ricerche per una tesi di laurea è stato parzialmente classificato e riordinato tutto il materiale (non ancora inventariato), ai fini di una fruizione e consultazione destinate allo studio storico-critico. Ogni qualvolta è stato possibile è stata mantenuta la catalogazione originale, che segue una suddivisione per tipologia di materiale (spesso all'interno di contenitori creati da Manbert stesso), risultato di un lungo lavoro di accumulazione e conservazione portato avanti negli anni.
La documentazione è stata prodotta da:
Mancia Umberto
La documentazione è conservata da:
privato
Bibliografia:
Alessandra Tempesti, "L'opera di Manbert (1923-1981). Un profilo critico", tesi di laurea, Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia, 2007
Redazione e revisione:
Morotti Laura, 2018/03, revisione
Senzacornice (Alessandra Acocella-Caterina Toschi), 2018/01, revisione
Tempesti Alessandra, 2018/01, prima redazione
Valgimogli Lorenzo, 2018/05, supervisione della scheda
Modalità di consultazione:
Su appuntamento previo contatto diretto con il soggetto conservatore

