Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina | Vai alla colonna di sinistra

Colonna con sottomenu di navigazione


Soggetti produttori

Soggetti conservatori

Contenuto della pagina


Guida on-line agli archivi non statali
Menu di navigazione

Home » Ricerca guidata » Soggetti produttori - Enti » Soggetto produttore - Ente

Parrocchia di Santo Stefano confessore, Venezia

(Archivi storici della Chiesa di Venezia)

Sede: San Polo - Santa Croce, VENEZIA
Date di esistenza: sec. XI - 1810

Intestazioni:
Parrocchia di Santo Stefano confessore, Venezia, sec. X? - 1810

Altre denominazioni:
Parrocchia di San Stin

Secondo le fonti la chiesa di Santo Stefano confessore, vulgo San Stin, sarebbe stata edificata nel X secolo e subito appresso elevata a parrocchiale. Una tradizione tarda, fatta propria dalla stessa documentazione parrocchiale, fa risalire l'edificazione della chiesa al 1295, per opera di Giorgio Zancani, patrizio veneto della colonia cretese; sembra trattarsi, tuttavia, nel presente caso, piuttosto di una rifondazione della chiesa che del presunto anno di edificazione della stessa, visto che la cronoca del Danodolo, riferendosi al furioso incendio che nel 1105 aveva distrutto parte della città, elenca anche Santo Stefano confessore tra le chiese allora distrutte. Con le soppressioni decretate dal napoleonico Regno d'Italia nel 1810, la parrocchia di Santo Stefano confessore, vulgo San Stin fu soppressa e il suo territorio inglobato, assieme a quello di Sant'Agostino, nella neo costituita chiesa parrocchiale di San Maria gloriosa dei Frari. La chiesa, chiusa al culto, fu in seguito demolita.

Collegiata sino al 1807, era retta da un capitolo - composto da 2 preti titolati, un diacono e un suddiacono - che in origine amministrava solidarmente i beni patrimoniali del beneficio, condividendo gli impegni della cura d'anime e la cura pastorale per i poveri e gli infermi esercitati dal pievano. Con il tempo, tuttavia, scemati progressivamente lo spirito di condivisone e gli obblighi di vita comunitaria del capitolo, ripartito lo stesso patrimonio comune in masse proporzionate ai titoli assunti dai canonici, il peso della cura delle anime e dell'amministrazione dei sacramenti rimase affidata al solo pievano o parroco, assistito talora da un sacrista, cui spetterà in seguito di collaborare con il parroco nella regolare tenuta dei registri canonici e delle messe officiate.

La parrocchia era affiliata in antico alla chiesa matrice di San Silvestro I papa, con obbligo, da parte del rettore, di confluire il sabato di Pasqua presso tale chiesa «pro ipso baptismo et cereo ac novo igne benedicendis»; allo stesso spettavano pure le corresponsioni di tributi di varia natura stabiliti dalle antiche consuetudini.



Bibliografia:
F. CORNER, Notizie storiche delle chiese e dei monasteri di Venezia e di Torcello, Padova 1758 (rist. anastatica Bologna 1990), 346-347
E. BASSI, Tracce di chiese veneziane distrutte. Ricostruzioni dai disegni di Antonio Visentini, Venezia 1997
F. CORNER, Ecclesiae Venetae antiquis documentis nunc etiam primus editis illustratae ac in decades distributae, Venetiis 1749, vol. XII, pp. 305 e segg.
G. TASSINI, Curiosità veneziane, Venezia 1915, 635-636
G. CAPPELLETTI, Storia della Chiesa di Venezia dalla sua fondazione sino ai nostri giorni, Venezia 1851, vol. II, p. 404


icona top