Date di esistenza: 1041 -
Intestazioni:
Parrocchia di Santi Gervasio e Protasio, Venezia, ante 1041 -
Altre denominazioni:
Parrocchia di San Trovaso
Rimane sconosciuta la data della prima fondazione della chiesa, che sappiamo tuttavia essere stata riedificata nel 1028 con il titolo dei Santi Gervasio e Protasio. Incerta pure la data della sua erezione in parrocchia, comunque accertata a metà dell'XI secolo: quando nel 1041, infatti, papa Leone IX chiudeva la questione sulla giurisdizione mista della chiesa, condivisa tra il patriarca di Grado e il vescovo di Castello, stabiliva che il pievano di Santi Gervasio e Protasio fosse eletto ed investito congiuntamente dai due prelati, dovendo giurare ad entrambi fedeltà e obbedienza prima di assumenre la cura pastorale della parrocchia. Rifabbricata più volte nel corso dei secoli, la chiesa assunse l'aspetto attuale nel 1584, dopo che un incendio l'aveva distrutta nel precedente 1583; fu quindi consacrata solo nel 1657, per mano di Gianfranco Rossi, vescovo di Ossero.
Le soppressioni decretate dal napoleonico Regno d'Italia tra il 1807 e il 1810, che ridisegnavano la configurazione delle parrocchie veneziane riducendone il numero da più di 70 a 30, mantennero ai Santi Gervasio e Protasio lo status di chiesa parrocchiale, aggregandole nel contempo il territorio e le anime della parrocchia adiacente di San Basilio (soppressa nel 1807) e parte di quello di San Raffaele Arcangelo.
La chiesa, collegiata (composta da tre preti titolati, un diacono e un suddiacono), era retta da un capitolo che in origine amministrava solidarmente i beni patrimoniali del beneficio, condividendo gli impegni della cura d'anime e la cura pastorale per i poveri e gli infermi esercitati dal pievano. Con il tempo, tuttavia, scemati progressivamente lo spirito di condivisone e gli obblighi di vita comunitaria del capitolo, ripartito lo stesso patrimonio comune in masse proporzionate ai titoli assunti dai canonici, il peso della cura delle anime e dell'amministrazione dei sacramenti rimase affidata al solo pievano o parroco, assistito talora da un sacrista, cui spetterà in seguito di collaborare con il parroco nella regolare tenuta dei registri canonici e delle messe officiate.
Dal 1807 la parrocchia è guidata da un parroco di nomina patriarcale.
La parrocchia era affiliata in antico alla chiesa di Santa Maria del giglio, vulgo Santa Maria Zobenigo: gli obblighi legati al rapporto di filiazione imponevano al pievano e ai titolati della chiesa di Santi Gervasio e Protasio, tra gli altri, di assistere il sabato santo alla benedizione del fonte battesimale nella chiesa matrice, ricevendone l'acqua benedetta per il battistero della propria parrocchia, oltre a cespiti di vario genere fissati dalla consuetudine.
La parrocchia è oggi afferente al vicariato di Dorsoduro, Diocesi di Venezia.
Complessi archivistici prodotti:
Parrocchia di Santi Gervasio e Protasio di Venezia (fondo)
Bibliografia:
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G. CAPPELLETTI, Storia della Chiesa di Venezia dalla sua fondazione sino ai nostri giorni, Venezia 1851, vol.II, 406
G.B. GALLICCIOLLI, Delle memorie venete antiche, profane ed ecclesiastiche, Venezia 1795, vol. III, pp. 8, 15, 18, 28
«Rivista diocesana del Patriarcato di Venezia ufficiale per gli atti di Curia», 1 (gennaio 1998), 35-36, 64
G. TASSINI, Curiosità veneziane, Venezia 1915, 282-284
G. BIANCHI, La chiesa dei San Trovaso a Venezia, tesi di laurea discussa presso l'Università degli studi "Ca' Foscari" di Venezia, Facoltà di lettere e filosia. Laurea in lettere, rel. Prof. T. PIGNATTI, a.a. 1978-1979

