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Selvaggi Rito

Noicattaro (Bari) 1898 mag. 22 - Zoagli (Genova) 1972 mag. 19

musicista: compositore
musicista: direttore d'orchestra
insegnante

Intestazioni:
Selvaggi, Rito, musicista, compositore, direttore d'orchestra, insegnante, (Noicattaro 1898 - Zoagli 1972), SIUSA

Rito Selvaggi nacque a Noicattaro, in provincia di Bari, il 22 maggio 1898, da Francesco e Isabella Susca. Compì gli studi letterari e musicali al Liceo "G. Rossini" di Pesaro, dedicandosi in particolare allo studio del pianoforte e della composizione e quindi al perfezionamento nel contrappunto e nella fuga con Venceslav Bulicioff e nel pianoforte con Ferruccio Busoni. Terminata la fase di formazione, debuttò a soli 14 anni a Bologna, prima di trasferirsi, proprio tramite l'interessamento del maestro Busoni, a Parigi, dove diresse concerti alla presenza di Debussy, Paderewski e D'Annunzio. Allo scoppio della guerra del 1915-1918, partì volontario come ufficiale e si impegnò per costituire e dirigere l'Orchestra sinfonica interalleata per eseguire concerti sul fronte italiano. Conseguito il diploma al Liceo ginnasio "Vittorio Emanuele III" di Rovereto nel 1920, l'anno successivo diresse all'Arena di Milano la rievocazione de "Il figliuol prodigo" di Amilcare Ponchielli, che gli valse la nomina a "Regens Chori" della Cappella metropolitana del duomo di Milano. Qualche anno dopo, nel 1923, a Baden-Baden diresse la "Tosca" alla presenza dello stesso Giacomo Puccini. Parallelamente alla sua proficua attività di compositore, concertista e direttore d'orchestra, fu anche consulente artistico per la Radio italiana dal 1929 al 1943 e parallelamente si dedicò all'insegnamento: dal 1930, per quattro anni, fu direttore dell'Istituto musicale "G. B. Pergolesi" di Varese e della Scuola di musica di Lugano, poi nel 1934 vinse il concorso nazionale per la cattedra di composizione al Conservatorio di Parma "A. Boito", del quale fu in seguito direttore dal 1956 al 1959, mentre dal 1938 al 1943 fu direttore del Conservatorio di Palermo, fondando e dirigendo l'Orchestra settecentesca "A. Scarlatti". La sua carriera nel campo dell'insegnamento si concluse a Pesaro, dove fu direttore del Conservatorio "G. Rossini" dal 1959 al 1963. Rito Selvaggi fu terziario domenicano. Tra le onorificenze ricevute si segnala la commenda di San Gregorio Magno, della quale fu insignito nel 1961 dal maestro generale dell'Ordine dei domenicani padre Michele Browne, oltre a quelle di commendatore di San Maurizio e Lazzaro e grand'ufficiale della Corona d'Italia. Tra i molti incarichi ricoperti, oltre a quelli nei ricordati Conservatori statali, fu membro dell'Istituto liturgico domenicano di Roma e consulente artistico per lo spettacolo dell'Azione cattolica. Rito Selvaggi morì a Zoagli il 19 maggio 1972 e venne sepolto a Pesaro. Tra i suoi scritti ricordiamo: "Poema della rivoluzione: 28 ottobre 1922, op. 9", Milano, Bollettino bibliografico musicale, 1924; E. Cecconi, R. Selvaggi, "Maggiolata veneziana"(atto unico), tragedia lirica, Roma, Unione Fotoinc. italiana, 1924; "Canto del pane", coro a 4 voci dispari, Roma, De Sanctis, 1928; "Canto della milizia", trascrizione per grande banda di Luigi Cirenei, Milano, Ricordi, 1930; "Preludio alla Messa antoniana", partitura per grande orchestra, Milano, Carisch, 1936; "Inno per il congresso eucaristico diocesano", trascrizione per banda di Salvatore Pappalardo, Palermo, Castiglia, [1939]; M. Clementi, "Due pezzi per pianoforte", trascrizione per orchestra da camera di Rito Selvaggi, Milano, Ricordi, 1940; "Pierrot melanconico": notturno op. 1 per violino e pianoforte, Firenze, Mignani, 1941; "Tu es Petrus", mottetto per quattro voci dispari (op. 60), Bologna, Bongiovanni, 1943; "La sposa di Fontebranda", oratorio scenico in un proemio storico, un prologo e tre tempi, Roma, Reda, 1956; G. Bevilacqua-Aldobrandini, "Adina ossia Il califfo di Bagdad e la schiava", opera comica sul libretto del marchese Gherardo Bevilacqua Aldobrandini, tratto da un soggetto di Felice Romani, messo in musica da Gioacchino Rossini, adattamento scenico in 3 atti e 4 quadri a cura di Rito Selvaggi, Roma, 1962; "Dittico cateriniano. La sposa di Fontebranda", oratorio scenico "Eletta", dramma mistico, Periccioli, 1971.

Per saperne di più:
Biografia Rito Selvaggi - Biografia Rito Selvaggi


Bibliografia:
F. Sanvitale (a cura di), "Tosti", Torino, EDT, 1991, p. 167
C. Santoli, "Gabriele D'Annunzio. La musica e i musicisti", Roma, Bulzoni, 1997, pp. 408-409
F. Morabito, "La romanza vocale da camera in Italia", [Turnhout], Brepols, [1997], p. 110
"Biografia Rito Selvaggi" Wikipedia

Redazione e revisione:
Capannelli Emilio, revisione
Fabbrini Marta, 2014/02, prima redazione
Morotti Laura, 2014/03, rielaborazione


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