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Istituto Tommaso Pendola per sordomuti

Sede: Siena
Date di esistenza: 1828 -

Intestazioni:
Istituto Tommaso Pendola per sordomuti, Siena, 1828 -, SIUSA

Altre denominazioni:
Istituto Reale Toscano per Sordomuti, 1828-1844
Regio Istituto Pendola per Sordomuti in Siena, 1844-1883
Regio Istituto Pendola per Sordomuti in Siena, 1883-1946

Dopo l'approvazione granducale del suo progetto, nel 1828 il padre scolopio Tommaso Pendola (1800-1883) fondò a Siena una scuola per l'accoglienza e l'insegnamento ai sordomuti poveri di ambo i sessi. Pendola, genovese di nascita, dal 1821 si trovava a Siena come insegnante di matematica e fisica presso il Collegio Tolomei. Già interessato all'insegnamento per i sordomuti, egli fu introdotto al metodo "mimico", basato sui segni e la scrittura degli abati francesi De l'Epée e Sicard, dai fratelli Celso e Teresa Bargagli Petrucci e che ebbe modo di approfondire durante un breve periodo trascorso di presso l'Istituto per l'educazione dei sordomuti di Genova del padre scolopio Ottavio Assarotti. Nel 1831, grazie alle oblazioni dei privati e a un mutuo senza interessi del Monte dei Paschi di Siena, fu acquistato l'ex Convento di S. Margherita in Castelvecchio, per dare degna sede all'istituto che fino ad allora si era insediato in locali presi in affitto. Qui fu istituito anche un convitto organizzato nelle sezioni maschile e femminile. Il 13 aprile 1843, con un decreto del granduca di Toscana, a decorrere dal '44, accorpò le funzioni del soppresso Istituto per Sordomuti di Pisa, fu riconosciuto e prese la denominazione di "Regio Istituto Toscano per sordomuti". Da quell'anno furono chiamate le Figlie di Carità di S. Vincenzo de' Paoli di Torino per l'insegnamento nella sezione femminile e la gestione di guardaroba e cucine dell'istituto. Per cercare di dare un futuro ai giovani che al diciottesimo anno di età sarebbero usciti dall'istituto, furono aperte, all'interno di esso, la scuola di disegno e le botteghe di calzolaio, sarto e falegname e, nel 1847, un laboratorio di "Stamperia" sotto la direzione di Luigi Lazzeri. Nel 1871, grazie a una visita a Siena del sacerdote comasco Serafino Balestra, reduce da un viaggio in Germania, Pendola si convinse della bontà del metodo "orale", introdotto oltre un secolo prima da Samuele Heinicke, e largamente diffuso nell'ambito tedesco. Il metodo completava l'uso dei segni e della scrittura con quello mimico della parola che metteva in grado di parlare anche chi non poteva udire. Visti gli ottimi risultati, Pendola nel 1872 fondò, con i colleghi Giulio del Tarra di Milano e Giovanni Anfossi di Torino, la rivista "Dell'educazione dei sordomuti in Italia", ancora oggi edita col titolo "L'educazione dei sordi". Nel 1873 si tenne proprio a Siena il Primo Congresso dei maestri italiani dei sordomuti che valse a riconoscere piena autorità alla lettura labiale e all'insegnamento dell'articolazione contro la prassi dei gesti. Dal congresso nacque l'idea di una scuola per insegnanti specializzati che fu realizzata solo nel 1940 e che nel 1980 venne trasformata in scuola di specializzazione.
Dopo l'unità d'Italia, erano le province della Toscana ad assumere in gran parte la responsabilità economica dell'ente e, dopo la legge del 1862 sulle Opere pie, furono emanati lo Statuto (6 settembre 1877) che confermò lo scopo principale dell'istituto, "di accogliere, educare ed istruire gratuitamente sordomuti poveri di ambo i sessi, in due separati convitti" e il ruolo del direttore, coadiuvato da una Commissione amministratrice, e il Regolamento interno (21 giugno 1880). Alla morte di Tommaso Pendola, nel 1883, l'istituto divenne "Regio Istituto Pendola per Sordomuti in Siena"; il nuovo statuto del 1895 confermò l'indirizzo del precedente e, venute meno le ipotizzate modifiche degli anni 1939-1941, rimase in vigore fino al 1996. A partire dal 1878, era stata iniziata la costruzione di un nuovo stabile per servire all'istituto, su un terreno adiacente alla vecchia sede, in cui furono trasferite la sezione maschile e le officine. Nel 1927, l'istituto fu equiparato alle scuole pubbliche d'istruzione e da quell'anno i programmi di apprendimento speciale della lingua e della parola si affiancarono a quelli comuni alle scuole materne, elementari e medie dello Stato italiano. Dal 1934, le scuole per l'infanzia furono trasferite nella villa di Antignano, sul mare nei pressi di Livorno, acquistata allo scopo di dare maggiore respiro alle attività dell'ente. Per facilitare l'inserimento delle donne nel modo lavorativo, nel 1907 era stata fondata la "Casa lavoro per sordomute adulte" con la finalità "di prestare ricovero, temporaneo o permanente, a sordomute adulte povere particolarmente bisognose di aiuto" (Statuto del 1941, art. 2). La Casa lavoro aveva già un suo patrimonio all'atto della fondazione, mentre l'amministrazione economica era demandata all'Istituto Pendola. Fu eretta in Ente Morale nel 1921 è confluita nell'Istituto Pendola come "Residenza Sociale Giuseppina Caccialupi" nel 1996.
Già in crisi per la diminuzione costante degli alunni, che venivano a poco a poco assorbiti dalla scuola pubblica, sin dagli anni Settanta, l'istituto Pendola ha affrontato la legge per lo scioglimento delle Ipab (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza) del 1977 con lunghi passaggi istituzionali e giuridici fino all'elezione della nuova Commissione amministratrice del 1994 che ha portato all'elaborazione del nuovo Statuto del 1996. Lo scopo dell'ente vi viene ribadito pur nell'orizzonte di nuove prospettive: "il riscatto dall'isolamento e dalla emarginazione dei sordomuti e promuove qualsiasi iniziativa utile: alla loro istruzione ed educazione specializzata; alla loro assistenza; alla loro informazione e socializzazione; allo studio e prevenzione della sordità".
Dal primo gennaio 2004 l'Opera Pia dell'Istituto Pendola e entrata a far parte della Azienda Pubblica di Servizi alla Persona - Città di Siena (A.S.P.), in attuazione della Legge regionale della Regione Toscana n. 43 del 3 agosto 2004.


Condizione giuridica:
pubblico

Tipologia del soggetto produttore:
ente di assistenza e beneficenza

Complessi archivistici prodotti:
Istituto Tommaso Pendola per sordomuti di Siena (fondo)


Bibliografia:
In http://www.storiadeisordi.it/articolo.asp?ENTRY_ID=559 (verificato al 27 ottobre 2014)
L'Istituto Tommaso Pendola di Siena per l'educazione dei sordi: memorie, esperienze, prospettive di ricerca, a cura di Sira Serenella Macchietti, Bulzoni, Roma 2004
Cutillo Antonietta, "L'Archivio dell'Istituto "T. Pendola" per sordomuti (1828-1990)", Cantagalli, Siena 1997, III-XX
Tommaso Pendola (1800-1883). Tra apostolato, pedagogia e impegno civile, a cura di Marino Bennati, Cantagalli, Siena 2008

Redazione e revisione:
Romanelli Rita, 2014/03/12, prima redazione


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