Date di esistenza: 1891 -
Intestazioni:
Istituto dei ciechi Opere riunite I. Florio ed A. Salamone, Palermo, 1898 -, SIUSA
Istituto per le cieche Francesca ed Anna Salamone, Palermo, 1896 - 1898, SIUSA
Scuola Educatorio ed Ospizio dei ciechi I. Florio, Palermo, 1891 - 1898, SIUSA
Altre denominazioni:
Istituto per le cieche Francesca ed Anna Salamone, 1896 - 1898
Scuola Educatorio ed Ospizio dei ciechi I. Florio, 1891 - 1898
L'Istituto dei Ciechi pone le proprie fondamenta nell'anno 1655, quando Padre Francesco Drago della Compagnia di Gesù fondò a Palermo una Confraternita di ciechi sotto il titolo dell' Immacolata Concezione con sede a Casa Professa.
Nel 1767 i Gesuiti furono espulsi dalla Sicilia e la Confraternita smise di adunarsi fino al 1805, quando ripresero le funzioni grazie al ritorno dell'ordine sacerdotale nell'isola, e rimase attiva fino al 1860 circa.
Nell'anno 1871 sorse a Palermo la Scuola Municipale per i ciechi.
Nel 1881 l'assessore comunale alla pubblica istruzione, Camillo Finocchiaro Aprile, costituì un comitato promotore per dare vita ad un istituto per ciechi. Nel 1891 entrò a far parte e fu eletto presidente il commendatore Ignazio Florio jr., che offrì 200.000 lire e promise in dono anche un fabbricato di sua proprietà sito in prossimità di Monte Pellegrino affinché costituisse la definitiva sede dell'Istituto per i ciechi.
Il 15 luglio 1891 fu fondata dunque la Scuola Educatorio ed Ospizio dei Ciechi Ignazio Florio, così denominata in onore del presidente e primo mecenate. Nel successivo novembre vi fu l'inaugurazione che si tenne presso i locali dell'edificio del "Pigno" in Via Angiò. I predetti lavori comportarono anche la costruzione del II piano del padiglione centrale.
L'istituto accolse dunque i primi 22 convittori, 11 per sesso, il 22 Ottobre 1892.
Nel 1895 il commendatore Ignazio Florio jr., onorando la promessa fatta poco più di tre anni prima, donò all'Istituto per i Ciechi la sua proprietà sita in via Carlo d'Angiò, la Villa del Pigno.
L'opera fu compiuta anche grazie al lascito di Francesca Salamone di Mistretta, che aveva disposto che alla sua morte col suo patrimonio si fondasse un istituto di cieche povere, asilo, educatorio, ospizio italiano cattolico, e che la pia opera dovesse essere presieduta dall'Arcivescovo pro-tempore dell'arcidiocesi della città.
Con Regio Decreto di Umberto I, dato a Torino il 29 Ottobre 1898, fu denominato Istituto dei Ciechi - Opere Riunite Ignazio Florio F. ed A. Salamone. Con Regio Decreto n. 2253 del 27 ottobre 1926, Vittorio Emanuele III dichiarava l'Istituto dei Ciechi di Palermo "Ente di Istruzione e di Educazione", dipendente dal Ministero della P.I. e quindi posto sotto la tutela dello stesso.
Si ricorda il professore Gioacchino Di Trapani come una figura di rilievo per lo sviluppo e la crescita dell'istituto.
Nato nel 1921, affetto sin da bambino da una malattia degenerativa della cornea, perse l'uso della vista. Si laureò in filosofia e successivamente in giurisprudenza.
Spese la propria vita nell'insegnamento: negli anni '50 nella scuola di avviamento (poi scuola media) annessa all'istituto, ribattezzandola col nome di Louis Braille, l'inventore dell'omonimo metodo di scrittura per non vedenti.
Divenuto preside nel 1964 della scuola Braille assunse la direzione dell'Istituto nel 1966 e legò il suo nome a iniziative che hanno consentito, col tempo, l'integrazione dei non vedenti nel campo del lavoro e nel campo sociale. Istituì corsi per telescriventisti, dimafonisti, la scuola materna statale. Inoltre fu promotore della legge regionale sul collocamento obbligatorio dei centralinisti non vedenti e di quella per l'istituzione dell'Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato. Morì nel 2008.
All'interno dell'Istituto dei ciechi ancora adesso sono attive la scuola materna, elementare e media, e corsi professionali quali scuola di falegnameria, scuola di musica, scuola di cestinaio (intreccio in vimini) scuola di cucito.
Nel corso degli anni, l'Ente comprese altre funzionalità istituzionali, investito di nuovi compiti più adeguati all'evoluzione della dottrina e della prassi tiflopedagogica.
In tempi più recenti la competenza ministeriale è stata trasferita alla Regione Siciliana attraverso l'Assessorato Regionale alla P.I. che viene quindi a rappresentare l'Organo tutorio e di controllo dell'Istituto, che s'inquadra pertanto tra gli Enti sottoposti a vigilanza da parte della Regione.
L'istituto accolse dunque i primi 22 convittori, 11 per sesso, il 22 Ottobre 1892.
Nel 1895 il commendatore Ignazio Florio jr., onorando la promessa fatta poco più di tre anni prima, donò all'Istituto per i Ciechi la sua proprietà sita in via Carlo d'Angiò, la Villa del Pigno.
L'opera fu compiuta anche grazie al lascito di Francesca Salamone di Mistretta, che aveva disposto che alla sua morte col suo patrimonio si fondasse un istituto di cieche povere, asilo, educatorio, ospizio italiano cattolico, e che la pia opera dovesse essere presieduta dall'Arcivescovo pro-tempore dell'arcidiocesi della città.
Con Regio Decreto di Umberto I, dato a Torino il 29 Ottobre 1898, fu denominato Istituto dei Ciechi - Opere Riunite Ignazio Florio F. ed A. Salamone. Con Regio Decreto n. 2253 del 27 ottobre 1926, Vittorio Emanuele III dichiarava l'Istituto dei Ciechi di Palermo "Ente di Istruzione e di Educazione", dipendente dal Ministero della P.I. e quindi posto sotto la tutela dello stesso.
Si ricorda il professore Gioacchino Di Trapani come una figura di rilievo per lo sviluppo e la crescita dell'istituto.
Nato nel 1921, affetto sin da bambino da una malattia degenerativa della cornea, perse l'uso della vista. Si laureò in filosofia e successivamente in giurisprudenza.
Spese la propria vita nell'insegnamento: negli anni '50 nella scuola di avviamento (poi scuola media) annessa all'istituto, ribattezzandola col nome di Louis Braille, l'inventore dell'omonimo metodo di scrittura per non vedenti.
Divenuto preside nel 1964 della scuola Braille assunse la direzione dell'Istituto nel 1966 e legò il suo nome a iniziative che hanno consentito, col tempo, l'integrazione dei non vedenti nel campo del lavoro e nel campo sociale. Istituì corsi per telescriventisti, dimafonisti, la scuola materna statale. Inoltre fu promotore della legge regionale sul collocamento obbligatorio dei centralinisti non vedenti e di quella per l'istituzione dell'Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato. Morì nel 2008.
All'interno dell'Istituto dei ciechi ancora adesso sono attive la scuola materna, elementare e media, e corsi professionali quali scuola di falegnameria, scuola di musica, scuola di cestinaio (intreccio in vimini) scuola di cucito.
Nel corso degli anni, l'Ente comprese altre funzionalità istituzionali, investito di nuovi compiti più adeguati all'evoluzione della dottrina e della prassi tiflopedagogica.
In tempi più recenti la competenza ministeriale è stata trasferita alla Regione Siciliana attraverso l'Assessorato Regionale alla P.I. che viene quindi a rappresentare l'Organo tutorio e di controllo dell'Istituto, che s'inquadra pertanto tra gli Enti sottoposti a vigilanza da parte della Regione.
Condizione giuridica:
pubblico
Tipologia del soggetto produttore:
ente di istruzione e ricerca (1891 - )
Per saperne di più:
Istituto dei ciechi
Complessi archivistici prodotti:
Istituto dei ciechi I. Florio e A. Salamone (fondo)
Bibliografia:
L'istituto pei Ciechi, I. Florio - F. ed A. Salamone, Palermo, a cura di Giacomo Nicotra, 2008
Redazione e revisione:
Casesi Giorgia - direzione lavori Romano, 16/05/2009, prima redazione
Romano Maria Anna Francesca, 2016/03/18, supervisione della scheda

