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Partito socialista italiano - PSI

Sede: Roma
Date di esistenza: 1892 - 1994, Il partito nel 1926 fu costretto allo scioglimento dal governo fascista e riprese ufficialmente la sua attività nel 1943 sotto il nome di Partito socialista di unità proletaria.

Intestazioni:
Partito socialista italiano - PSI, Roma, 1892 - 1994, SIUSA

Nel 1892 un gruppo di intellettuali, tra i quali Filippo Turati, Claudio Treves, Leonida Ghissolati ed altri, fondarono a Genova un nuovo partito: il 'Partito dei lavoratori'.
L'anno successivo, durante un congresso straordinario appositamente convocato a Reggio Emilia, venne stabilito l'impianto organizzativo del nuovo partito e si decise di trasformare il nome in 'Partito Socialista italiano'. Nel 1896 ebbe inizio la pubblicazione del suo quotidiano, l'"Avanti!".
Al Psi si rivolsero intellettuali tutti di sinistra ma appartenenti alle correnti più diverse; per questo motivo ben presto sorsero fra gli aderenti appassionate discussioni che negli anni avrebbero causato ripetute scissioni, rimodellamenti e/o riunificazioni.
Negli anni 1921-22, ad esempio, si staccarono rispettivamente le ali comuniste e riformiste per dare vita al Partito Comunista d'Italia (Pci) i primi, e il Partito Socialista Unitario (Psu) i secondi.
Nel 1926 Mussolini costrinse i partiti politici non fascisti a sciogliersi e molti membri appartenenti ad organi direttivi decisero di andare in esilio in Francia dove le ale riformiste e massimaliste, precedentemente divise, si unirono nuovamente per organizzare una lotta comune.
Nel 1943, infatti, un gruppo consistente di antifascisti italiani di sinistra ufficializzarono la raggiunta alleanza proclamando a Roma la nascita del Partito di Unità Proletaria (Psiup) con Pietro Nenni segretario. Tuttavia, già nel 1947, il partito si divise di nuovo: una parte tornò a chiamarsi Partito socialista italiano, l'altra assunse il nome di Partito socialista dei lavoratori Italiani (Psli).
Il 1963 segnò una data importante per il Psi che in quell'anno entrò definitivamente al Governo. Tuttavia, non tutti furono d'accordo con le decisioni prese dal gruppo dirigente e la corrente sinistra decise di avviare una nuova scissione per costituire il Partito socialista italiano di unità proletaria (Psiup).
Nel 1966 Psi e Psdi si riavvicinarono nuovamente creando un Partito socialista unificato, alleanza che durò soltanto due anni dopo i quali i vari schieramenti tornano ad identificarsi in partiti distinti. La componente socialista del Psi-Psdi unificati, ad esempio, ripristinò il Partito socialista italiano.
Nel 1992 il Psi entrò in una grave crisi dalla quale non si sarebbe più risollevata dovuta al coinvolgimento di molti esponenti socialisti nello scandalo Tangentopoli emerso in seguito all'inchiesta di 'Mani pulite'. Fu così che nel 1994 durante il XVII congresso del travagliato partito la maggioranza decise di sciogliere definitivamente il Psi.


Condizione giuridica:
privato

Tipologia del soggetto produttore:
partito politico, organizzazione sindacale (1892 - 1994)

Complessi archivistici prodotti:
Partito socialista italiano - PSI. Direzione nazionale (1944 - 1994) (fondo)


Bibliografia:
G. Galli, Storia del socialismo italiano, Bari, Laterza, 1980
M. DEGL'INNOCENTI, Storia del Psi. Dal dopoguerra a oggi, Bari, Laterza, 1993
F. Cicchitto, Il Psi e la lotta politica in Italia dal 1976 al 1994, Milano 1995

Redazione e revisione:
Affolter Barbara Maria, 2008/11/17, prima redazione


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