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Banca Monteriggioni credito cooperativo

Sede: Monteriggioni
Date di esistenza: 1924 -

Intestazioni:
Cassa rurale ed artigiana di Monteriggioni, Monteriggioni (Siena), 1924 -, SIUSA

Altre denominazioni:
Cassa rurale cattolica di Monteriggioni, 1924-1937
Cassa rurale ed artigiana di Monteriggioni, 1937-1994

La Banca, originariamente denominata Cassa rurale cattolica di Monteriggioni, si costituì il 18 ottobre 1924 in forma di società cooperativa in nome collettivo, per volontà di Don Alessandro Muzzi. Trentasei i soci fondatori che, insieme ai sacerdoti Don Giuseppe Pianigiani e Don Ferruccio Calamati, rappresentavano i ceti produttivi dell’economia rurale di quel territorio, comprendenti contadini, braccianti e piccoli artigiani, manifestarono l’intenzione di realizzare una piccola banca locale che non avesse come fine principale il puro e semplice guadagno, quanto piuttosto l'elevazione morale e materiale dei soci e quindi della stessa comunità locale. Il credito concesso doveva infatti rivolgersi “all’acquisto collettivo di prodotti utili all’agricoltura, dietro prenotazione e anticipo dei soci e di acquisto di macchine agricole, da noleggiare ai soci, dietro loro impegno preventivo e in base al rigoroso piano di ammortamento…”. I requisiti per la partecipazione erano regolati dallo Statuto: “…avere piena capacità giuridica, essere ossequienti alla religione cattolica e alle istituzioni nazionali, dare affidamento di onestà, appartenere alla popolazione del comune di Monteriggioni o tenere in detto comune relazioni per operazioni agricole, non fare parte di altre società a responsabilità illimitata, né ispiratesi a principi diversi da quelli ai quali s’ispira la Cassa rurale…”. A Don Muzzi il Consiglio di amministrazione affidò le operazioni di contabilità della Cassa e la tenuta dei libri sociali e dei verbali degli organi collegiali, che si riunirono inizialmente presso la sagrestia della sua parrocchia di Santa Maria Assunta al Poggiolo. Nei verbali dei consigli, riuniti mensilmente, si deliberava intorno ai depositi di moneta, al credito e ai prestiti, ma trovavano spazio anche altri aspetti che riguardavano più direttamente i soci, come le quotazioni dei prodotti agricoli, che condizionavano i ricavati dei raccolti ed il successo dell’annata agraria.
L’Istituto referente per il fabbisogno dei prestiti e per il deposito delle eccedenze temporanee della Cassa fu il Monte dei Paschi di Siena, ovvero la banca competente territorialmente che, dal 1936, nominò, quale suo fiduciario ufficiale presso la Cassa, Giulio Cinquini, che fu anche sindaco revisore del bilancio. Per sopperire alle carenze che strutture creditizie di così piccole dimensioni inevitabilmente presentavano, sorse nel 1925, nella provincia di Siena, la "Federazione diocesana delle Casse Rurali", collegata con la Federazione interdiocesana che aveva sede a Firenze e con la Federazione nazionale sedente a Roma. Essa riuniva 18 Casse rurali (Poggibonsi, Cetona, Chiusi, Acquaviva, Casole d'Elsa, Castelmuzio, Piancastagnaio, Pienza, Sarteano, Chiusdino, Asciano, Montepulciano, Petroio, Rapolano, Scrofiano, Serre di Rapolano, Sinalunga e Torrita di Siena). Nel 1931, inoltre, sotto la presidenza di Giuseppe Buti (terzo presidente dopo Primo Coli e Ferruccio Bortolozzi) la Cassa aderì all’organizzazione regionale del Movimento delle Casse rurali. Lo sviluppo dell’attività bancaria legata fenomeno cooperativo fu avversata dal regime fascista, che considerò il movimento delle “banchine dei preti” come elemento di minaccia e di instabilità per il sistema corporativo. Nonostante le ostilità politiche, nel 1935, sotto la presidenza di Luigi Pacenti, la Banca riuscì ad omologare un nuovo Statuto, che andava ad ampliare la sua sfera d’azione: la Cassa poteva acquistare titoli di Stato da esso garantiti, cartelle fondiarie ed altri valori e poteva inoltre assumere rappresentanze nei Consorzi agrari provinciali oltre ad intrattenere servizi di corrispondenza con le Casse di risparmio. In ottemperanza al testo unico sulle casse rurali, R.D. 26 agosto 1937, la Banca cambiò denominazione in Cassa rurale ed artigiana di Monteriggioni, allargando così la sua base operativa al credito artigiano. Al presidente Nello Lanciani, eletto nel 1938 e rimasto in carica fino al 1946, si deve il superamento dei difficili anni del secondo conflitto mondiale e l’impostazione della successiva crescita dell’Istituto. Nel corso degli anni Cinquanta, sotto la presidenza di Alfiero Nastasi (1947-1965) emerse l’esigenza di superare la dimensione rurale della Banca, legata ad un’organizzazione dell’attività sorretta dal solo volontariato. Su sollecitazione dell’arcivescovo Toccabelli e in conseguenza della sua cattiva salute, Don Muzzi fu invitato, nel 1956, a lasciare la sua carica. La tenuta della contabilità passò al ragionier Giuseppe Lazzeri, che fu direttore fino al 1984. Col 7 aprile 1960 la forma giuridica cambiò da società cooperativa a responsabilità limitata a società per azioni, per assecondare caratteristiche operative più adatte alle maggiori dimensioni e ai nuovi mezzi amministrati. Nel 1962 la Cassa acquisì dall'Istituto delle suore di Santa Caterina, un immobile, situato a Fontebecci, destinato a diventare la nuova sede della Cassa (ulteriormente ampliato nel 1982). Tra il 1962 al 1982 i depositi passarono da 86 milioni di lire ad oltre 78 miliardi di lire, mentre gli impieghi crebbero da poco più di 47 milioni di lire a 54,3 miliardi di lire. Nel 1987 s’inaugurava una strategia di espansione territoriale che portava all’apertura della prima agenzia della Cassa a Colle Val d’Elsa, seguita, nel 1990, dall’agenzia di Siena, Poggibonsi (1991) e Volterra (1998). Nel 1994 la Banca assunse l'attuale ragione sociale di Banca di credito cooperativo sulla scorta di quanto previsto dalla legge bancaria del 1993. Nel 1997 i soci raggiungevano il numero di 606, mentre il patrimonio amministrato superava i cento miliardi di lire.


Condizione giuridica:
privato (1924 - )

Tipologia del soggetto produttore:
ente di credito, assicurativo, previdenziale (1924 - )

Per saperne di più:
ChiantiBanca Credito Cooperativo - sito generale

Complessi archivistici prodotti:
Cassa rurale ed artigiana di Monteriggioni (fondo)


Bibliografia:
A. Leoncini, Una banca a Monteriggioni, 70 anni di storia, Siena, Banca di credito cooperativo di Monteriggioni, 1994
M. Ascheri - F. Bertini et al., 80 anni della Banca Monteriggioni Credito cooperativo. La storia di un impresa del territorio di Siena, Monteriggioni, Il Leccio, 2004
P. Cammarosano - L. Luchini, Monteriggioni. Un territorio e la sua Banca, Siena, Banca Monteriggioni, 1999

Redazione e revisione:
Baglioni Roberto, 2008/07/15, prima redazione


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