Luogo: Firenze
sec. XVI - 1631
Nel 1572, a Bartolomeo di Giovanbattista Concini e ai suoi discendenti fu riconosciuto il titolo di Conti della Penna, da parte di Cosimo I de' Medici granduca di Toscana.
Intestazioni:
Concini, Firenze, sec. XVI - 1631, SIUSA
Bartolomeo di Giovanbattista di Metteo Concini (1507-1578), originario di Terranuova in Valdarno (poi Terranuova Bracciolini) ed esperto giureconsulto, fu chiamato a corte da Cosimo I de' Medici, per il quale rivestì la carica di segretario, ambasciatore e ministro. Dalla moglie Margherita Bartoli, Bartolomeo ebbe quattro figli, Aurelia sposata a Cosimo Canigiani, Ginevra ed Elisabetta, spose rispettivamente dei fratelli Bartolomeo e Antonio di Matteo Bartolini Baldelli, e Giovambattista (1532-1605), lettore di diritto canonico e ambasciatore presso la corte imperiale nel 1571. Questi, eletto senatore nel 1576, fu uditore supremo dei granduchi Cosimo I e Francesco I. Sposò Camilla di Antonio Miniati ed ebbe, fra gli altri, i figli Bartolomeo (1565-1629), eletto senatore nel 1615, marito di Alessandra di Filippo Antinori e padre di quattro figlie, e Concino (+ 1617), primo gentiluomo di camera di Luigi XIII re di Francia dal 1610 al 1617, che lo insignì del marchesato di Avere, e governatore di Amiens dal 1612 al 1616. Egli, nel 1603, aveva sposato Eleonora Gori Galigai e aveva avuto i figli Camilla (1606-1617) e Arrigo (1605-1631), ultimo della sua famiglia.
L'eredità dei beni passò a Vincenzo Giraldi, marito in seconde nozze di Ippolita di Bartolomeo Concini.
Arme: "Inquartato: nel 1° e 4° d'azzurro, al monte di tre cime di rosso, cimato da tre piume d'argento; nel 2° e 3° d'azzurro, a due catene decussate d'argento, con il capo dell'Impero". Si trova anche, ma forse per errore, con i quarti scambiati. Il 1° e 4° punto si riferiscono alla Contea della Penna, il 2° e 3° alla presunta discendenza dagli Alberti di Talla e Catenaia. Tutta questa nobile ascendenza fu creata in modo artificioso per onorare il segretario del granduca Cosimo I, Bartolomeo Concini, in realtà di umili origini dalla campagna aretina.
Per saperne di più:
Blasoni delle famiglie toscane descritte nella Raccolta Ceramelli Papiani
Fonti:
ASFi, Ceramelli Papiani, n. 1261
ASFi, Raccolta Sebregondi, n. 1772
Redazione e revisione:
Romanelli Rita, 2008/03/29, prima redazione

