Altre denominazioni:
Parrocchia di Santo Stefano di Murano, Venezia
Estremi cronologici: 1419 gen. 1 - 2009 giu. 28
Consistenza: Unità 269: bb., regg., filza, fascc. e opere a stampa
Descrizione: L'archivio parrocchiale conserva in modo continuativo le carte prodotte dalla Parrocchia di Santo Stefano fino al 1813, da quella di San Pietro martire a partire da quella data. Infatti, a causa dello stato rovinoso in cui versava l'antica chiesa di Santo Stefano, il 27 ottobre 1813 la parrocchialità fu ufficialmente trasferita nella chiesa di San Pietro martire, che dal 1806 - in seguito alle soppressioni napoleoniche - era stata chiusa al culto assieme all'adiacente monastero domenicano. La Parrocchia acquisì in un primo tempo la titolarità dei Santi Pietro e Paolo apostoli - vulgo San Pietro apostolo - e solo nel 1839 è tornata all'originale denominazione di San Pietro martire.
Il fondo comprende le serie dei registri canonici dei battesimi e dei matrimoni, redatti a partire dal 1564 in ottemperanza alle disposizioni contenute nei decreti del Concilio di Trento, e dei morti, compilati a partire dal 1578. Accanto ad essi si conservano le serie correlate ed accessorie degli 'squarzi' o minute, dei repertori, delle pubblicazioni e delle filze di matrimonio, delle notifiche dei morti e dei libri degli atti di nascita, matrimonio e morte, compilati dal 1816 al 1871 dal parroco in veste di pubblico ufficiale di stato civile.
Il complesso delle scritture di natura amministrativa, contabile e patrimoniale prodotte dalla parrocchia al secolo XVIII - in particolare le serie «Fabbrica. Registri di cassa» e «Fabbrica. Affittanze» - fu oggetto, alla metà dello stesso secolo, di un'operazione di ordinamento ad opera di don Francesco Morelli, canonico di Torcello e parroco di Santo Stefano dal 1745 al 1751, con il dichiarato intento di effettuare un'accurata ricognizione «circa l'entrata et governo della nostra parochiale e collegiata chiesa di Santo Stefano di Murano, come pure delle commessarie ad essa raccomandate»: «Io pievano suddetto accudendo al mantenimento e vantaggi della medesima [chiesa di Santo Stefano], come pure considerando, che non incontrerei presso i nostri posteri il compatimento che ad essi nostri passati diamo, viventi noi in un secolo qual è il nostro tanto illuminato in ogni genere di cose, ho pensato con i lumi ricevuti dalla lettura delle carte nostre, la maggior parte in idioma latino, scritte con caratere gotico nel nostro archivio conservansi, ho pensato, dissi, che come ho ricevuto qualche lume per me, così esser obligato di dar qualche barlume alle magnificenze vostre, et a futturi procuratori» (cfr. «Parrocchia di San Pietro martire di Murano», serie «Catastici delle scritture», reg. n. 1, c. [1]).
Alla prima metà del secolo XIX, più precisamente al 1827, risale poi l'«Inventario delle carte e dei registri nell'archivio della parrocchiale chiesa di San Pietro apostolo, olim Santo Stefano della comune di Murano», stilato dal parroco don Stefano Tosi e dai fabbriceri in applicazione del dispaccio governativo del 13 maggio dello stesso anno (cfr. «Fabbriceria di San Pietro martire di Murano», serie «Atti generali», b. n. 13, fasc. n. 2). Organizzato come un elenco ricognitivo delle scritture, alle quali fu attribuito un numero consecutivo da 1 a 231 - apposto sulle legature dei registri e sul verso delle pergamene - seguito da una succinta descrizione («qualità delle carte e de' registri», «numero di fascicoli/pezze», «osservazioni»), testimonia lo «stato disordinato» in cui si trovava l'archivio, dovuto «al trasporto dell'archivio in altro locale in detto anno circa del 1818», verosimilmente in coincidenza con il trasferimento della parrocchia dalla chiesa di Santo Stefano a quella di San Pietro martire. Tale materiale è ora conservato entro l'archivio della Fabbriceria, da essa acquisito nell'esercizio delle sue funzioni di amministrazione delle temporalità della chiesa.
Altra documentazione relativa alla Parrocchia di San Pietro martire è conservata in Archivio di Stato di Venezia (cfr. «Guida generale degli Archivi di Stato italiani», IV, Roma 1994, <http://www.archiviodistatovenezia.it/siasve/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=fondoChiave=6277>).
Alla prima metà del secolo XIX, più precisamente al 1827, risale poi l'«Inventario delle carte e dei registri nell'archivio della parrocchiale chiesa di San Pietro apostolo, olim Santo Stefano della comune di Murano», stilato dal parroco don Stefano Tosi e dai fabbriceri in applicazione del dispaccio governativo del 13 maggio dello stesso anno (cfr. «Fabbriceria di San Pietro martire di Murano», serie «Atti generali», b. n. 13, fasc. n. 2). Organizzato come un elenco ricognitivo delle scritture, alle quali fu attribuito un numero consecutivo da 1 a 231 - apposto sulle legature dei registri e sul verso delle pergamene - seguito da una succinta descrizione («qualità delle carte e de' registri», «numero di fascicoli/pezze», «osservazioni»), testimonia lo «stato disordinato» in cui si trovava l'archivio, dovuto «al trasporto dell'archivio in altro locale in detto anno circa del 1818», verosimilmente in coincidenza con il trasferimento della parrocchia dalla chiesa di Santo Stefano a quella di San Pietro martire. Tale materiale è ora conservato entro l'archivio della Fabbriceria, da essa acquisito nell'esercizio delle sue funzioni di amministrazione delle temporalità della chiesa.
Altra documentazione relativa alla Parrocchia di San Pietro martire è conservata in Archivio di Stato di Venezia (cfr. «Guida generale degli Archivi di Stato italiani», IV, Roma 1994, <http://www.archiviodistatovenezia.it/siasve/cgi-bin/pagina.pl?Tipo=fondoChiave=6277>).
La documentazione è conservata da:
Parrocchia di San Pietro martire di Murano
Redazione e revisione:
Tombel Michela, 2009/03/03, prima redazione
Barausse Manuela, 2008, revisione
Levantino Laura, 2008, revisione
Levantino Laura, 2013, revisione
Tombel Michela, 2013, revisione
Cavazzana Romanelli Francesca, supervisione della scheda

