sec. XIV -
Nel 1759 Luigi Viviani della Robbia ottiene il titolo trasmissibile di marchese dal re di Spagna. Erano stati lo stesso Luigi e i suoi fratelli a essere ammessi nel patriziato fiorentino nel 1751.
Intestazioni:
Viviani della Robbia, Firenze, sec. XIV -, SIUSA
Altre denominazioni:
Viviani, sec. XIV - 1645
I Viviani, cittadini fiorentini (Quartiere S. Giovanni - Gonfalone Drago), manifattori e mercanti del settore tessile, si erano affermati in città nel corso del XIV secolo, durante il quale avevano rivestito il ruolo di priore della libertà e di gonfaloniere di giustizia nel governo fiorentino. Tommaso di Bernardo Viviani nel 1384 partecipò alla trattativa con il re Carlo III d'Angiò per acquistare la città di Arezzo. Nel 1470 Tommaso di Matteo fu fra i delegati presso i Turchi dopo la caduta dell'isola di Negroponte. Il figlio Matteo (1480-1534) fu eletto nelle magistrature fiorentine nel 1524 e sposò nel 1528 Elisabetta di Cristiano Del Nero. Fra i loro figli, Luigi (1533-1600) sposò in prime nozze Laudomine di Lorenzo Della Robbia, erede del nipote Lorenzo (1596-1645) di Luigi, vescovo prima di Cortona, poi di Fiesole, e ultimo della sua casa. Fu così che una volta passata a miglior vita Camilla Della Robbia nei Medici, sorella del vescovo Lorenzo e usufruttuaria dei suoi beni, questi passarono al nipote della zia Laudomine, Francesco Viviani Della Robbia (1632-1677), figlio di Luigi di Luigi Viviani. L'aggiunta del cognome e dell'arme dei Della Robbia a quelli dell'erede era stata prevista nel testamento del vescovo Lorenzo (il 16 marzo 1643) che con i suoi beni, fra i quali la Villa dell'Olmo a Campi Bisenzio, aveva fondato la Commenda di Montalcino legata all'Ordine dei Cavalieri di S. Stefano, per ottenere la quale ogni erede nato in linea primogenita a partire da Francesco Viviani doveva aver ricevuto il titolo di Priore dell'Ordine.
Francesco sposò Francesca di Niccolò Larioni Bardi e dette discendenza al suo ramo, ma fu il fratello, l'avvocato Donato Luigi (1634-1708) a consolidarne le basi economiche e del prestigio familiare. Questi ricompose definitivamente i rapporti con la famiglia regnante e fu auditore del granduca Cosimo III de' Medici, fu eletto senatore e provveditore delle farine per l'amministrazione della tassa sul macinato, acquistò inoltre dal conte Sarcinelli le antiche case dei Tornabuoni in via della Spada e commissionò a Giovan Battista Foggini la costruzione del palazzo di famiglia, terminato nel 1695. Il nipote di Donato Luigi, Niccolò Giacomo Gaetano (1669-1740), dopo un breve passaggio al fratello maggiore Luigi Gaspare, acquisì i beni del Priorato di Montalcino, quelli dello zio Donato Luigi ed ereditò da lui anche la redditizia carica di provveditore delle farine. Nel 1708 sposò Teresa Ximenes d'Aragona e nel 1718 fu nominato senatore. Il fratello Lorenzo morì in battaglia contro i turchi; l'altro fratello Giovanni fu canonico della Chiesa Metropolitana fiorentina.
Figli di Niccolò furono Luigi (1709-1780), Francesco (n. 1710) canonico, e Antonio detto 'Antonino' (1713-1802) che dette inizio a un altro ramo della famiglia, terminato nella seconda metà dell'Ottocento con Teresa Maria di Carlo Viviani Della Robbia.
Luigi trascorse la sua vita fra Firenze, Napoli e la Spagna perché dal 1752 fu al servizio del re di Napoli Carlo VII di Borbone presso i Lorena, servizio che nel 1759 gli valse il titolo trasmissibile di marchese, del quale fu insignito dal re nel momento del suo passaggio alla corona di Spagna come Carlo III. Fu lui che nel 1765 lo volle in Spagna come suo ministro. Dal matrimonio con Margherita di Diacinto Ganucci (+ 1803), Luigi ebbe due figli: Carlotta Teresa (+ 1780), andata in sposa al marchese Francesco Antonio Corsi, e Luigi Domenico detto Carlo Luigi (1753-1847) che nel 1786 subentrò nel titolo di Priore dell'Ordine di S. Stefano e fu destinatario delle proprietà della famiglia. Dall'unione con Giulia di Lorenzo Bartolommei ebbe sei figli, dei quali gli sopravvissero Teresa, andata in sposa a Lattanzio Pichi di Sansepolcro, e Giacinto (1797-1854) che fu per lunghi anni gonfaloniere della comunità di Campi Bisenzio, dove l'antica Villa dell'Olmo, che era pervenuta ai Viviani dai Della Robbia, era stata nel tempo ampliata fino a diventare una delle principali tenute del contado fiorentino. Nel 1826 Giacinto sposò Cassandra di Giovan Battista Gondi (+ 1882) dalla quale ebbe, fra gli altri, Carlo Luigi (1833-1909) che in conseguenza della morte del fratello primogenito Giovan Battista nel 1845, ereditò i beni della famiglia e i titoli a essi legati; ma dal padre ereditò anche la passione per la politica e di lui seguì le tracce nel lavoro attivo presso l'amministrazione locale di Campi Bisenzio. Nel frattempo, nel 1842, la famiglia aveva lasciato il palazzo di via Tornabuoni, per affittarlo a Giuseppe Poniatowski, e si era trasferita in un'altra abitazione di proprietà situata in Borgo Pinti. Nel 1880 il palazzo verrà venduto al cav. De Angeli.
Dalla moglie Teresa Ulivi (+ 1880), ultima della sua casa, Carlo Luigi ebbe sette figli, fra i quali Giacinto che sposò Livia Gravina e nel 1898 affittò la Capponcina di Settignano a Gabriele D'Annunzio, Giovan Battista che nel 1904 sposò Marie Blanche de Larderell, Giulia che nel 1891 sposò Francesco Guasconi di Villamena e acquisì la Villa dell'Olmo, Luigi e Lorenzo che dettero luogo alle due linee Viviani Della Robbia tuttora in vita.
Figli di Niccolò furono Luigi (1709-1780), Francesco (n. 1710) canonico, e Antonio detto 'Antonino' (1713-1802) che dette inizio a un altro ramo della famiglia, terminato nella seconda metà dell'Ottocento con Teresa Maria di Carlo Viviani Della Robbia.
Luigi trascorse la sua vita fra Firenze, Napoli e la Spagna perché dal 1752 fu al servizio del re di Napoli Carlo VII di Borbone presso i Lorena, servizio che nel 1759 gli valse il titolo trasmissibile di marchese, del quale fu insignito dal re nel momento del suo passaggio alla corona di Spagna come Carlo III. Fu lui che nel 1765 lo volle in Spagna come suo ministro. Dal matrimonio con Margherita di Diacinto Ganucci (+ 1803), Luigi ebbe due figli: Carlotta Teresa (+ 1780), andata in sposa al marchese Francesco Antonio Corsi, e Luigi Domenico detto Carlo Luigi (1753-1847) che nel 1786 subentrò nel titolo di Priore dell'Ordine di S. Stefano e fu destinatario delle proprietà della famiglia. Dall'unione con Giulia di Lorenzo Bartolommei ebbe sei figli, dei quali gli sopravvissero Teresa, andata in sposa a Lattanzio Pichi di Sansepolcro, e Giacinto (1797-1854) che fu per lunghi anni gonfaloniere della comunità di Campi Bisenzio, dove l'antica Villa dell'Olmo, che era pervenuta ai Viviani dai Della Robbia, era stata nel tempo ampliata fino a diventare una delle principali tenute del contado fiorentino. Nel 1826 Giacinto sposò Cassandra di Giovan Battista Gondi (+ 1882) dalla quale ebbe, fra gli altri, Carlo Luigi (1833-1909) che in conseguenza della morte del fratello primogenito Giovan Battista nel 1845, ereditò i beni della famiglia e i titoli a essi legati; ma dal padre ereditò anche la passione per la politica e di lui seguì le tracce nel lavoro attivo presso l'amministrazione locale di Campi Bisenzio. Nel frattempo, nel 1842, la famiglia aveva lasciato il palazzo di via Tornabuoni, per affittarlo a Giuseppe Poniatowski, e si era trasferita in un'altra abitazione di proprietà situata in Borgo Pinti. Nel 1880 il palazzo verrà venduto al cav. De Angeli.
Dalla moglie Teresa Ulivi (+ 1880), ultima della sua casa, Carlo Luigi ebbe sette figli, fra i quali Giacinto che sposò Livia Gravina e nel 1898 affittò la Capponcina di Settignano a Gabriele D'Annunzio, Giovan Battista che nel 1904 sposò Marie Blanche de Larderell, Giulia che nel 1891 sposò Francesco Guasconi di Villamena e acquisì la Villa dell'Olmo, Luigi e Lorenzo che dettero luogo alle due linee Viviani Della Robbia tuttora in vita.
Per saperne di più:
Blasoni delle famiglie toscane descritte nella Raccolta Ceramelli Papiani
Complessi archivistici prodotti:
Viviani della Robbia, famiglia (fondo)
Fonti:
ASFi, Deputazione sopra la nobiltà e cittadinanza, n. XVII, 18
ASFi, Raccolta Sebregondi, 5504
Bibliografia:
Giovanni Bacci, Carla Pieraccini, Le ville storiche di Campi, Villa dell'Olmo (Viviani Della Robbia), comune di Campi Bisenzio, 1993
AGLIETTI Marcella, Le tre nobiltà. La legislazione del Granducato di Toscana (1750) tra Magistrature civiche, Ordine di Santo Stefano e Diplomi del Principe, Pisa, ETS, 2000, 251
Redazione e revisione:
Bettio Elisabetta, 2005/09/09, prima redazione
Romanelli Rita, 2015/02/26, rielaborazione

