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Parrocchia di San Biagio, Venezia

(Archivi storici della Chiesa di Venezia)

Sede: Castello, VENEZIA
Date di esistenza: 1052 - 1807

Intestazioni:
Parrocchia di San Biagio, Venezia, 1052 - 1807

do la tradizione la chiesa di San Biagio fu fatta erigere nel 1052 dalla famiglia Boncigli; la chiesa, da subito parrocchiale, andava a soddisfare una domanda di culto e spiritualità fattasi via via più intensa in corrispondenza con l'urbanizzazione e il movimento umano di una zona portuale aperta verso la laguna, il porto di Lido e il golfo di Venezia. Furono proprio queste caratteristiche ad attrarre la numerosa comunità mercantile greca insediata a Venezia, che individuarono nella chiesa di San Biagio il tempio ove poter officiare i divini offici con il rito ortodosso. Nel 1456, all'indomani della caduta di Costantinopoli nelle mani dei Turchi e dell'immigrazione in città di molti greci fuggiti alla capitolazione della città, la comunità greco ortodossa aveva chiesto e ottenuto dal Senato la destinazione della chiesa di San Biagio per le proprie esigenze di culto; tale parte fu confermata nel 1470 dal Consiglio dei dieci, che nell'occasione stabiliva San Biagio quale unica chiesa veneziana ove si potesse celebrare con il rito ortodosso, alternato con il rito romano per i cattolici di fede romana residenti in parrocchia. Tale doppio rito si mantenne sino al 1543, anno in cui, sempre su richiesta della comunità greca, ora più numerosa e potente, il Consiglio dei dieci permise l'edificazione di un nuovo tempio sotto il titolo di San Giorgio martire per gli offici di rito ortodosso. Divenuta solo nel 1664, per iniziativa del pievano Domenico Zanolli, chiesa collegiata, la parrocchia fu soppressa nel 1807, nel quadro di una più ampia e sistematica politica di razionalizzazione e concentrazione delle parrocchie veneziane messa in atto in quegli anni dagli ufficiali regi del napoleonico Regno d'Italia e annessa alla parrocchia di San Martino vescovo.

Eretta a collegiata nel 1664, rimase tale sino al 1807, anno di soppressione del capitolo, alla data composto da un prete titolato, un diacono e un suddiacono. La cura delle anime e l'amministrazione dei sacramenti rimase tuttavia affidata, come in precedenza, al solo pievano o parroco.

La parrocchia era affiliata in antico alla cattedrale di San Pietro apostolo: gli obblighi legati al rapporto di filiazione imponevano al pievano e ai titolati della chiesa di San Biagio, tra gli altri, di assistere il sabato santo alla benedizione del fonte battesimale nella chiesa matrice, ricevendone l'acqua benedetta per il battistero della propria parrocchia, oltre a cespiti di vario genere fissati dalla consuetudine.

Complessi archivistici prodotti:
Parrocchia di San Biagio di Venezia (fondo)


Bibliografia:
F. CORNER, Notizie storiche delle chiese e dei monasteri di Venezia e di Torcello, Padova 1758 (rist. anastatica Bologna 1990), 26-27
G. TASSINI, Curiosità veneziane, Venezia 1915, 76-77
Il Patriarcato di Venezia. Situazione al 15 ottobre 1974, a cura di G. BORTOLAN, Venezia 1974, 423
F. CORNER, Ecclesiae Venetae antiquis documentis nunc etiam primus editis illustratae ac in decades distributae, Venetiis 1749, vol. XII, pp. 452 e segg.
G. CAPPELLETTI, Storia della Chiesa di Venezia dalla sua fondazione sino ai nostri giorni, Venezia 1851, vol. II, pp. 259-260, 397
G.B. GALLICCIOLLI, Delle memorie venete antiche, profane ed ecclesiastiche, Venezia 1795, vol. III, pp. 16, 19


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